Abbattere gli steccati
3 luglio 2016
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Abbattere gli steccati

Molise. Alcuni, spiritosamente, ne negano l’esistenza, i più, semplicemente, ne ignorano la collocazione geografica, per altri è ancora un’appendice dell’Abruzzo. A fasi alterne prende piede il dibattito, ospitato anche su queste pagine, se abbia senso una regione che si attesta stabilmente sui 300.000 abitanti (cfr. l’accurato studio di Luigi Picardi La riforma delle regioni e la questione regionale molisana, Studium 2/2016). Un fatto, però, è certo: non riesce ad esprimere, ai vari livelli, una classe dirigente dignitosa, capace di far gustare il vecchio slogan: piccolo è bello. Manca il lavoro, la sanità è allo sfascio, gli uffici di rappresentanza chiudono, i collegamenti lasciano a desiderare e noi indigeni, atavicamente rassegnati, non ci ribelliamo, lasse sta’ ‘u mònne come ze tròve. Eppure basterebbe poco per lasciare il mondo un pochino migliore di come lo abbiamo trovato.

Con l’arrivo della bella stagione si allentano le pur minime tensioni. Ed è proprio in estate che diamo il meglio di noi stessi: se solo riuscissimo a trasformare in cultura ciò che prende piede in tutti i 136 comuni della regione. Pro loco e associazioni varie espongono i loro interessanti cartelloni: mostre, manifestazioni, convegni, dibattiti e le immancabili sagre che fanno venire l’acquolina già alla sola lettura. Le piazze si popolano, nativi e forestieri si fondono armonicamente, le porte di casa si aprono, le distanze si annullano. Purtroppo però con la fine di agosto torna la normalità del… cimitero! E giù un altro anno come se nulla fosse accaduto.

Se anziché trasformarci in tanti paesi di bengodi, se le amministrazioni locali stringessero rapporti per favorire relazioni e integrazioni e una sapiente politica sviluppasse in ogni comune alcune peculiarità, potremmo diventare tanti centri di servizio interdipendenti, con risparmi notevoli da investire per potenziare le varie specificità. Se un paese potenziasse il nucleo industriale (artigianale), un altro le scuole, un altro i servizi socio-sanitari, un altro il centro sportivo ecc. abbattendo la logica ancora medioevale dei campanilismi, avremmo efficienza, funzionalità e voglia di abitare le nostre piccole realtà. E anche gli amministratori locali non sarebbero ridotti a perenni questuanti, costretti ad entrare nelle scuderie di politicanti sempre prodighi di promesse non mantenute. La filosofia dell’estate insomma potrebbe porre la parola fine alla logica perversa del “muoia Sansone con tutti i filistei” che ormai si respira nei nostri borghi!

Italia. Il renzismo, bella copia del berlusconismo, ha i giorni contati. Finché è solo il mio sogno resterà a lungo tale, ma se è il sogno di tutti presto sarà realtà. Dopo le amministrative, il pavone, più che la stupenda e variegata coda, mostra sempre più solo un normale e volgare culo! Da mesi abbiamo intrapreso la battaglia in difesa della Costituzione, invitando senza mezzi termini a votare NO al referendum di ottobre. Sia chiaro: la nostra scelta non è contro Renzi, anche se lui l’ha trasformata in referenzum, ma contro la riforma, meglio la schiforma. Adista (21/2016) così sintetizza le cinque ragioni del comitato dei liberali per il NO alla riforma costituzionale: “La prima è la cancellazione in radice della separazione dei poteri, perché questa riforma ci regala invece un nuovo sovrano assoluto senza corona. Inoltre, verrebbe anche meno l’articolato sistema di bilanciamenti e controlli che garantiscono che un potere non prevalga sull’altro. E ancora, la Costituzione vigente è una supernorma, una norma cioè che impedisce la dittatura della maggioranza, in quanto pone limiti invalicabili alla volontà che la maggioranza esprime quando fa le norme. Invece, il testo proposto dal governo, in combinato con una pessima legge elettorale, cancella di fatto questo limite, rendendo inutile la Costituzione perché la rende così malleabile ai voleri della maggioranza da consentire che ogni volontà possa piegare la Costituzione e adattarla al volere del momento. Quarto aspetto: la riforma targata Renzi e Boschi complica il sistema di produzione delle norme, in un intrico complicato che modifica il sistema parlamentare a indiretto beneficio del Governo. Infine, la perversa combinazione con una legge elettorale farsesca cristallizza il potere nelle vecchie strutture di partiti ormai del tutto delegittimati; infatti, il neo Senato sarà composto da membri non scelti dai cittadini, ma nominati all’interno della peggiore classe politica del Paese, quella degli amministratori regionali e locali, a cui si garantisce l’immunità parlamentare”. Non è condivisibile la logica renziana del senza di me il diluvio. L’estate offre l’opportunità di imparare a nuotare!

Mondo. Ci ostiniamo a produrre armi, ad alzare muri, a vivere la logica degli accerchiati che devono difendersi; non ci accorgiamo di essere marionette nelle mani di un capitalismo selvaggio che ci istiga gli uni contro gli altri per mantenere il potere. Insopportabile è una carretta carica di profughi, che approda sulle nostre coste, o un Marchionne che nel 2015 ha intascato 150.000 euro al giorno? Il nemico vero sono i richiedenti asilo, che fuggono da guerre neppure volute da loro, o le banche come l’Etruria che hanno prosciugato il conto di tanti poveri disgraziati? Ci rubano il pane gli immigrati che con il loro sudore contribuiscono al nostro benessere o i colletti bianchi che evadono impunemente? Abbattere gli steccati è tornare a vedere nel volto dell’altro un fratello col quale costruire una società inclusiva. La difesa dei diritti umani e la dignità delle persone vengono prima di qualunque interesse. E prima ancora c’è la difesa di quest’unica terra che non ha frontiere e tutti ci ospita. Se è vero che nasciamo tutti nudi, in base a quale criterio alcuni hanno più opportunità di altri? Un mondo nuovo attende di nascere: non sarebbe male, allora, approfittare dell’estate per fare un corso di ostetricia!☺

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