Accogliere i turisti. ma come?
8 Novembre 2021
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Accogliere i turisti. ma come?

Il TTG Travel Experience, il marketingplace per la promozione del turismo mondiale in Italia e per la commercializzazione dell’offerta turistica italiana nel mondo, svoltosi nel quartiere fieristico di Rimini, si è concluso il 15 ottobre. Per tre giorni operatori provenienti da tutto il mondo, enti del turismo, tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree, trasporti, strutture ricettive, hanno presentato le loro offerte turistiche.

Anche il Molise ha partecipato a questo evento con un proprio stand e l’assessore regionale al Turismo ne ha rivendicato il merito: “la nostra regione è presente con uno stand che risalta il valore dell’ accessibilità e dell’accoglienza nel programma europeo ‘Tourism4all’. Si tratta del primo vero impegno fieristico dopo il lavoro di questi anni che ci porta ad essere pronti ad accogliere turisti da tutto il mondo”.

Gli operatori del turismo molisani erano presenti?

Fare pubblicità, è cosa giusta: il Molise è uno scrigno di natura e cultura e il New York Times nel 2020 lo ha inserito tra le 52 mete da visitare. Abbiamo da offrire storia, natura, cibo, tradizione e quel qualcosa in più che oggi il turista ricerca: l’autenticità. Una regione adatta ad una molteplicità di tipi di turismo: balneare, montano, naturalistico (o ecoturismo), esperienziale, enogastronomico, archeologico, etc. Ma, se è vero che la poca notorietà ha conservato luoghi e tradizioni, è altresì vero che l’assenza di una politica regionale coerente sta mettendo a dura prova questa ricercata qualità di offerta turistica. Impianti eolici e fotovoltaici disseminati sul territorio regionale senza nessuna pianificazione, un trasporto locale fondato su di un parco macchine datato, un sistema ferroviario al limite dell’esistenza.

C’è da chiedersi se chi, oggi come ieri, governa la regione o i singoli comuni abbia una visione di sviluppo, una idea di regione, di comunità, di assetto del territorio, di ambiente, di turismo, in una parola un progetto e quindi obiettivi per il bene comune da perseguire. O vive alla giornata, rincorrendo gli eventi, agitandosi per dare visione di sé, sfruttando i fondi pubblici per dare lustro a obiettivi di bottega?

Oggi più di ieri, si sa, l’attrattiva turistica di un territorio si basa non solo sulle risorse naturali e culturali e sulla loro appetibilità, ma sulla esistenza di un insieme di servizi che lo caratterizzano e lo qualificano. Locali dediti alla ristorazione e intrattenimento aperti tutta la giornata, bagni pubblici, parcheggi disponibili, siti di interesse archeologici e musei aperti e, soprattutto, adeguati trasporti. Le infrastrutture di trasporto poste al servizio del turismo, dovrebbero facilitare l’accesso ai turisti, consentirne una facile mobilità all’interno della regione. Si dovrebbe promuovere una mobilità sostenibile.

È lusinghiero leggere che “il Molise è raggiungibile comodamente in treno o in auto e le strade della regione piaceranno sicuramente agli amanti delle due ruote (…)” (www.visitmolise.eu). In verità chi viaggia lamenta tempi di percorrenza elevati e disagi a non finire. Uno, due, tre cambi per spostarsi con le FF.SS. da Termoli a Roma; corse limitate nella giornata; orari incompatibili con coincidenze e aperture di uffici, scuole; società che impongono le loro regole. Si ha l’impressione che il servizio trasporti regionale sia organizzato per soddisfare le esigenze economiche ed elettorali di chi lo propone e non di chi ne usufruisce (l’utente).

Fino a quando l’economia non privilegiò il trasporto su gomma, creando concorrenza con la tempistica, il sistema trasporti era ritenuto capace di rispondere alle esigenze del popolo molisano. Poi, nell’era della tecnica, dell’efficienza, del mito dell’azienda, le linee ferroviarie interne alla regione sono diventate improduttive e ricettacolo di fondi per la sopravvivenza, fondi che ad oggi non hanno portato nessun beneficio a chi vuole viaggiare in treno. Un quadro desolante del quale la politica regionale risulta responsabile. Ebbene sì! Nonostante un vento a dir poco favorevole, “prosegue a ritmo serrato la fase attuativa dei progetti del Pnrr per l’ammodernamento del sistema dei trasporti in un’ottica di sviluppo sostenibile. La ripartizione delle risorse è stata effettuata tenendo conto della necessità di ridurre il divario infrastrutturale tra le diverse aree del Paese, che è una delle priorità del piano” dice il ministro Giovannini: tra le regioni beneficiarie degli 1,55 miliardi del Fondo complementare al Pnrr, il Molise non c’è. L’Abruzzo porta a casa l’alta velocità sulla linea Pescara-Roma, 110 bus in più e fondi per servizi aggiuntivi, l’assessore regionale Pallante ritiene che “sia un merito che la regione, per la prima volta dopo 14 anni, abbia comprato 4 nuovi mezzi, ottenuto 54 milioni per il rinnovo del parco automezzi e approvato le linee guida per la gara, che poi è il nodo cruciale, e per la quale spero che la pubblicazione avvenga nel giro di un mese”.

Senza una visione condivisa, un progetto di sviluppo, organico, inclusivo, sostenibile, si governa male, non si persegue il bene comune.☺

 

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