acqua quotidiana
30 Maggio 2011
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acqua quotidiana

 

Amici de La fonte, è con grande gioia che vi aggiorno sul viaggio in Italia di mons. Luis Infanti de la Mora, vescovo nella Patagonia cilena ove l’Enel vuole costruire megacentrali idroelettriche, sottraendo l’acqua alla popolazione locale, per trasportare l’energia elettrica lontano. Per questo motivo egli ha scritto la lettera pastorale “dacci oggi la nostra acqua quotidiana” che è una forte denuncia della privatizzazione dell’acqua bene comune.

Le tappe sono state: Pescara, Termoli, Anguillara, Roma (convegno ecumenico), Reggio Emilia, Finale Ligure, Napoli, Foggia, Torremaggiore, Fano, Ferrara, Cremona, Pinerolo, Padova, Verona e Firenze. Ottima la partecipazione, non in termini numerici (da 40 persone ad un max di 200) ma di qualità.

I temi affrontati sono: "le chiese e l'acqua, diritti umani e privatizzazione dei beni comuni", "verso i referendum, i beni comuni riscrivono la democrazia".  Molto interessanti gli spunti di riflessione ed i collegamenti con la campagna referendaria non solo per l'acqua bene comune, ma anche sul tema dell’energia nucleare. Ottime le accoglienze, vivaci e resistenti le realtà in lotta. Sembra che questa battaglia abbia davvero risvegliato il desiderio di unirsi al di là di ogni confine o muro di separazione. Come giustamente ha fatto notare Luis Infanti: "la realtà non è casuale. Siamo di fronte non più ad un epoca in cambiamento, ma ad un cambiamento d'epoca”. Essa è caratterizzata da forte instabilità e da strutture di potere che escludono i popoli, le culture, le persone più vulnerabili (non solo poveri, ma veri e propri esclusi). Inoltre i poteri forti comprano il potere governativo e legislativo, quando non anche quello giudiziario, piegando la volontà popolare ad interessi di grandi soggetti economici che senza scrupoli sottraggono beni e risorse senza alcun rispetto per le popolazioni locali.

In questo contesto si inserisce la crisi ecologica  con conflitti potenziali o  reali causati dalla necessità di approvvigionarsi di riserve e di fonti di energia che sono esauribili e che vengono spacciate per inesauribili. Le energie di morte (petrolio, carbone, gas e nucleare) sono nelle mani di veri e propri monopoli. La casa comune  (terra, acqua, aria e sole-luce) viene aggredita ed i più vulnerabili non hanno la capacità di reagire. Luis Infanti propone una visione del mondo Ecocentrica, che supera quella antropocentrica, con l'uomo al centro e tutto al suo servizio (propria della tradizione della Chiesa), e quella cosmocentrica (il cosmo al centro e tutto in sua funzione con un ruolo dell'uomo residuale). Ognuna di queste due logiche è escludente e figlia di una narrazione di eliminazione dei problemi a partire dal chi crea problemi ("non possiamo eliminare la povertà, eliminiamo i poveri").

La visione Ecocentrica parte dalla considerazione che la Terra è di Dio e che tutto è stato creato affinché raggiunga la pienezza (persone, piante, animali). Abbiamo tutti bisogno di una conversione ecologica (nuova cultura, sobrietà e comunione da sostituire all'aggressività). Buona resistenza! restiamo umani.

 Notizie dal Cile

La Commissione ambientale della regione meridionale dell’Aysen ha approvato con undici voti a favore e uno contrario il progetto “HidroAysen”, che prevede la costruzione di cinque dighe sui fiumi Pascua e Baker, nella Patagonia cilena. L’energia prodotta dagli impianti idroelettrici, per un totale di 2.750 megawatt, dovrebbe poi essere trasportata a 2.300 chilometri di distanza, verso Santiago del Cile e il suo distretto industriale, tramite una linea di trasmissione composta da seimila torri alte 70 metri che attraverserà nove regioni, sei parchi nazionali e 67 comuni e che nei prossimi mesi dovrà passare al vaglio delle competenti autorità ambientali.

“Enorme delusione” è stata espressa dalla Campagna italiana Patagonia senza Dighe, una delle numerose organizzazioni internazionali riunite nel Consiglio di difesa della Patagonia cilena, da mesi impegnata in un’opera di sensibilizzazione sul controverso progetto. Le organizzazioni denunciano l’impatto ambientale delle dighe, che una volta realizzate sommergeranno ben 5.600 ettari di un raro ecosistema forestale, con impatti socio-ambientali enormi per una delle aree di maggior pregio naturalistico del Pianeta.

Inoltre il Consiglio di difesa della Patagonia cilena denuncia “interessi nascosti” dietro l’obiettivo pubblicamente dichiarato di fornire energia ‘verde’, in un paese che potrebbe ricavare energia dall’oceano e dal sole con maggior facilità. Sono prevalentemente interessi economici, secondo il Consiglio, a motivare la costruzione delle dighe. L’italiana Enel è capofila del progetto “HidroAysen”, tramite la sua controllata Endesa. L’Enel controlla già i diritti dell’acqua dei fiumi del sud del Cile sulla base di leggi risalenti al periodo della dittatura di Augusto Pinochet. Da mesi è in corso una mobilitazione popolare per recuperare questi diritti a favore della popolazione cilena. ☺

adelellis@virgilio.it

 

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