Acque putride e sporche
15 Luglio 2016
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Acque putride e sporche

   “It’s raining men, hallelujah” cantavano le Weather Girls nel 1982. E da buona allergica ho sempre apprezzato gli acquazzoni di primavera per la loro capacità di pulire l’aria, a volte anche le strade ed i marciapiedi. Adesso comincio ad intravvedere in essi anche una forma di pericolo e non sto parlando dei fulmini.

Credo di poter affermare che le nostre acque non sono in buona salute. Quelle dei fiumi sono soggette a qualsiasi tipo di sversamento, dalle condotte urbane al deflusso delle acque di provenienza agricola che portano con sé tutte le sostanze utilizzate per migliorare la produzione nei campi. Lo scorso mese di aprile l’ISPRA ha presentato il suo rapporto nazionale 2013-2014 sui pesticidi nelle acque con dati forniti dalle Regioni e dalle agenzie preposte ai controlli. Mancano solo il Molise e la Calabria. L’analisi è oltremodo incompleta per scarsa informazione, specialmente al centro-sud dove le analisi per le acque sotterranee non sono disponibili per buona parte delle regioni. Inoltre lo stesso ISPRA ammette che: “Il monitoraggio dovrebbe comprendere uno spettro più ampio di sostanze, in particolare dovrebbe tenere conto delle sostanze di più recente immissione sul mercato, molte delle quali classificate pericolose”. Basterà il neonato Sistema nazionale per la protezione dell’Ambiente (SNPA) a “garantire in maniera omogenea in tutto il territorio le attività di analisi e valutazione ambientale”, secondo quanto dichiarato dal presidente federale SNPA? Altrimenti ci resterà sempre il dubbio che il nord non sia veramente più contaminato, ma semplicemente più monitorato.

acque putrideIn questo periodo dell’anno, poi, si deve affrontare il problema pungente delle zanzare e di altri insetti fastidiosi. Specialmente dalla prima apparizione della zanzara tigre (Aedes albopictus), nel 1990, le campagne di disinfestazione si sono susseguite con regolarità. Eppure queste nebulizzazioni portano conseguenze sia sugli ambienti naturali che sull’uomo e dovrebbero essere evitate a favore di misure preventive e localizzate. Se poi aggiungiamo che le zanzare sono diventate resistenti mentre gli uccelli insettivori ed altri predatori naturali stanno diminuendo pericolosamente di numero anche a causa dei pesticidi, ci si rende conto che si tratta di un mezzo di contrasto un po’ autolesionista.

C’è un altro aspetto che desta preoccupazione e deriva dalla facilità con cui queste sostanza vengono “lavate” via in caso di pioggia. E dove finiscono? In acqua, provocando seri problemi al delicato ecosistema acquatico ed intervenendo sulla catena alimentare.

In una città come Termoli, dove il flusso delle acque piovane spesso si unifica a quello delle acque nere, finisce che tutto si riversa all’interno del depuratore oppure direttamente in mare. Data l’attuale situazione di malfunzionamento dell’impianto posto proprio sotto le mura del borgo antico significa che l’acqua contenente i prodotti della profilassi antizanzare passa dalla fogna al mare, con buona pace di alghe, pesci e molluschi. Un problema in più per la qualità dell’acqua messa così fortemente in discussione dai liquami che fuoriescono dal tubo principale sotto il porto.

Esemplare quanto accaduto a Pescara dove, a seguito di una stagione balneare un po’ problematica l’estate scorsa, il Comune ha deciso di pubblicare sul suo sito ufficiale i risultati delle analisi effettuate, il calendario dei prelievi e tutte le altre informazioni che possano risultare utili ad operatori e turisti.

A noi molisani, invece, non è dato avere informazioni chiare neanche sulla qualità dell’acqua che arriva nelle nostre case. Nella risposta ad una interrogazione presentata dal M5S si apprende che “la Regione, per il tramite del competente Dipartimento ASREM, effettua i controlli esterni previsti dal D. Lgs 31/2000. Le attività di laboratorio inerenti i controlli ufficiali sono svolte dall’ARPA. I gestori dei servizi idrici degli acquedotti che servono una popolazione maggiore di 5.000 abitanti dispongono di propri laboratori o si avvalgono di laboratori accreditati Accredia. Il servizio di gestione del laboratorio dell’ARPA presso l’impianto di potabilizzazione “Ponte Liscione” è stato affidato alla ditta Ecogreen srl; il Comune di Isernia si avvale dell’ISPA di Atina; il Comune di Campobasso si avvale del laboratorio della ditta Idrosfera srl.

Se qualcuno vuole conoscere i dati dei controlli effettuati deve accontentarsi di sapere che questi vengono registrati e trasmessi alla ASREM che in caso di non conformità rilevata richiede al gestore o al Comune tutte le informazioni circa le cause che hanno determinato l’anomalia e le misure adottate per la risoluzione della stessa. E mica possiamo informare i molisani se l’acqua nella pentola è proprio adatta a cuocere la pasta!☺

 

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