Al confine della ragione
15 Novembre 2021
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Al confine della ragione

“Stuzzicato” dal sermone del Reverendo Lyle sul “discorso della montagna” dell’uomo di Nazareth raccontato in Luca, sono andato a rileggerlo (Luca 6,20-49). “ Omissis Che ne dite? Sei un maledetto simpatizzante dei terroristi. Omissis sei un nemico del nostro paese. Omissis no, per dio, non voglio certo passare la domenica mattina ascoltando queste dannate frottole” (Kent  Haruf Benedizione NNE editore 2015, pp. 149-156).

Mi sono “anche” imbattuto in una discussione su “faccedebronx”: chi dedica del tempo per migliorare se stesso, non trova il tempo per criticare gli altri. Infatti è così, e aggiungo che i deboli criticano e provano invidia verso il prossimo. Beh, ci siete cascati entrambi: state criticando, più esattamente state “giudicando”, ovvero l’esatto contrario della “vostra intenzione ! … Vi siete già posti tra “i forti”. Si cade anche da un tettuccio dove si crede alle buone intenzioni: la logica e la coerenza sono una corda doppia ancorata all’assenza di giudizio.

A livello soggettivo, in quella che chiamiamo “responsabilità individuale”, ciascuno è imprigionato nella propria autosufficienza esistenziale, laddove “l’altro è un gradino sul quale salire per affermare il proprio io”. Prigionieri dei luoghi comuni, dei televisori  e social che ne rimbalzano i contenuti ed infastiditi dai profeti religiosi e laici che narrano altre visioni, lasciamo scorrere le nostre vite accomodati su poltrone che mal sopportano il peso delle nostre contraddizioni, ma le poltrone, com’è risaputo, non parlano.

Oh, Google! dimmi cosa fare in questo turbinio assordante di vita. Hai una ricetta di vita? No, no la ricetta della cuoca selvatica; nemmeno quella del libro sulla felicità e neanche quelle proposte di case della dolce vita. Non hai altro? Ed anche Google, come le poltrone di casa, tace sulle contraddizioni di chi cerca la vita fuori dall’esistere del proprio quotidiano, fuori dal sé, dal dasein per esserci ad inventare l’esistere.

“Nell’interiorità matura la conoscenza di ciò che siamo, delle nostre emozioni e, ancora più intimamente della nostra anima. Questo ascolto di sé è alla radice di ogni relazione” (da Avvenire sabato 9 ottobre 2021 / Eugenio Borgna Idee). Ed oserei aggiungere: senza ragioni della ragione, al confine della ragione.

Dasein è un termine tedesco traducibile come esserci o presenza, spesso tradotto anche come esistenza. È un concetto fondamentale nell’ontologia esistenziale di Martin Heidegger. Egli usa questa espressione per riferirsi all’esperienza che dell’essere hanno gli uomini (da Wikipedia).☺

 

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