Altilia ultima chiamata
8 Marzo 2022
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Altilia ultima chiamata

L’anno appena iniziato offre al Molise l’ennesima occasione di rilancio, in termini turistici e non solo, sia per la vasta area del Matese, sia di riflesso per il Molise intero. Un rilancio che passa questa volta attraverso i reperti dell’area archeologica di Sepino, da anni ormai abbandonati a se stessi, ma che grazie alla nomina di un nuovo direttore, auspicabilmente è pronta a tornare al centro degli itinerari turistici. Recentemente infatti, sono stati nominati sei nuovi direttori di musei e parchi archeologici, selezionati da una commissione di altissimo livello scientifico, presieduta da Stefano Baia Curioni, professore di storia economica presso l’ Università Bocconi di Milano ed esperto di economia della cultura.

Secondo la procedura di selezione pubblica, i sei nuovi direttori sono stati selezionati tra le terne di candidati indicate dalla Commissione per ciascun istituto. Per quanto ci riguarda, è Enrico Rinaldi ad essere stato scelto quale nuovo direttore del Parco archeologico di Sepino. Archeologo specializzato in restauro dei monumenti, ha diretto a lungo progetti di manutenzione programmata a Ostia e Pompei. Professore a contratto alla Scuola Superiore Meridionale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, lavora attualmente alla Direzione generale Musei.

Il Parco archeologico di Sepino, inteso come quello di competenza del nuovo direttore, comprenderà l’omonima area archeologica, con i resti dell’antica città romana sorta nella valle del Tammaro, e il museo della città e del territorio, siti che complessivamente, nel periodo pre-pandemico, hanno visto oltre 27.000 visitatori, un numero che punta ad essere sostanzialmente incrementato.

L’auspicio, espresso dall’ associazione delle guide turistiche, è quello primario e fondamentale di fermare gli abusivi e regolamentare gli accessi ad Altilia attraverso l’introduzione di un biglietto, unica modalità per capire quanti visitatori si recano nel sito e qual è la tipologia dell’utenza, se prevalgono ad esempio le scolaresche o i fruitori occasionali. L’introduzione del biglietto consentirebbe di aumentare i servizi a disposizione dei visitatori e consentire la ripresa delle attività di scavo, ad oggi ferma.

Resta sul tavolo certamente il dibattito circa l’opportunità o meno di istituire un Parco archeologico a Sepino, che ha incontrato tesi diverse al riguardo. Molti i sostenitori della libera fruizione dell’area, lasciando inalterata la sua peculiarità, unica nel suo genere, di accesso libero e gratuito e non controllato, se non con sistemi di videosorveglianza a cir- cuito chiuso. La Fe- deragit, che da anni accompagna i turisti nelle visite guidate, ha sempre sostenuto la necessità di tracciare gli accessi, creando un target market dell’utenza, per potenziare e migliorare gli aspetti meno godibili. La selvaggia fruizione spesso accompagnata da guide turistiche abusive, che non sono sottoposte ad alcun controllo o anche la gestione di punti informativi all’interno del sito, senza garantire una giusta concorrenza, hanno penalizzato molte figure professionali.

In tal senso quindi, la nomina del direttore Rinaldi e ancor prima l’istituzione del parco archeologico potrà sicuramente essere per Saepinum e Sepino un’occasione importante, di rilancio turistico e di nuove scoperte, poiché finalmente l’ area è tornata al centro dell’interesse nazionale. Un’im- portanza particolare, in proposito, dovrà avere la connessione con gli altri siti culturali, da mettere a sistema con il tessuto imprenditoriale locale e con i progetti integrati di sviluppo locale, in modo da intercettare risorse economiche che favoriscano nuovi progetti, per tornare a puntare sulla programmazione con ricadute positive sul lavoro e sull’economia. Il tutto, da considerare insieme alle altre potenzialità del Parco, punto di riferimento per tutelare il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico regionale, oltre che per promuovere iniziative di sensibilizzazione, dalle attività didattiche ai progetti educativi.

Uno sguardo sul futuro regionale, in merito, va fatto anche allargando il panorama alle altre potenzialità culturali e turistiche, come il sito di San Vincenzo al Volturno, abbandonato al pari di Altilia ed infine alla biblioteca provinciale ‘Albino’ di Campobasso, ugualmente in sofferenza e per le quali va assicurata una risposta da parte delle istituzioni. Solo considerando il settore culturale molisano, a maggior ragione nelle aree interne e rurali del Paese, un bene prezioso per l’occupazione e l’economia dell’intera regione, si potrà aprire quella fase storica determinante nel momento in cui vengono distribuite le risorse del PNRR. Una possibilità che difficilmente ricapiterà.☺

 

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