Amarezze wwf
11 Gennaio 2019
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Amarezze wwf

Non so dove mettere mano per l’articolo che a breve devo inoltrare, ma di argomenti ce ne sarebbero. Quello che manca è la spinta a lottare, è come se mi prendesse una stanchezza non fisica, ma morale, civica, per quanto di assurdo accade attorno a noi.

L’11 ottobre sono finiti nei guai il presidente e il responsabile dell’area tecnica dell’Ati Sale, il responsabile del settore Ambiente del comune di Trinitapoli e il presidente e un responsabile tecnico del Consorzio di bonifica Capitanata di Foggia, che per anni hanno consentito lo scarico di sostanze inquinanti nell’area protetta della salina di Margherita di Savoia. Ma brevissimo cenno mediatico.

Pochi giorni dopo, mentre Calgary si ritira dalla corsa delle Olimpiadi invernali, perché i cittadini non hanno visto nessuna convenienza economica e ambientale, in Italia ci si sfrega le mani per l’affare che potrebbe arrivare (per chi poi?). Nessun cenno.

Da mesi si “sperimentano” piccoli inceneritori di rifiuti qua e là per la penisola, e poi invece di indagare su quali affari girano attorno a queste discariche c’è chi, come l’ARPA milanese, dà “colpa al vento che soffia da nord” (la Repubblica di metà ottobre) se i cittadini hanno problemi di respirazione. Come a Taranto la colpa non è dell’ILVA, e dello Stato sovrano, per l’inquinamento della città e del mare, ma del vento che porta le ceneri nei polmoni dei cittadini.

In questo assurdo e maledetto paese tutti devono per forza parlare di tutto (e male poi), così capita che quando il ministro dell’ambiente non ha visibilità mediatica e se viene intervistato esprimerà parere non per un tema di sua competenza, ma è vero pure che ci sarà un condottiero padano pronto a sparlare di politica interna, religione, ambiente, difesa, esteri. Senza logica.

Poi c’è chi voce non ce l’ha, quelli che parlano veramente di ambiente ma non possono passare mediaticamente. Messner ha un ritaglio a pag.35 della Gazzetta dello Sport! Un migliaio di battute di caratteri per parlare settimanalmente di montagna e ambiente agli italiani che al massimo arrivano a leggere quel giornale fino a pagina 20/25. Peggio ancora nei quotidiani dove la parola ambiente conquista le prime pagine solo in occasioni di disgrazie (volute dall’uomo), altrimenti oscilla tra pag. 15 e pag.20.

Dalla COP21 di Parigi alla COP24 di Katowice cosa abbiamo fatto?

Siamo capaci di lamentarci (mai politicamente!) se gli USA e la Cina non firmano il trattato di Parigi, ma noi Europa non siamo da meno. Cosa abbiamo fatto di utile per il clima? Perché nessun paese della moralizzatrice Europa è nei parametri della COP21? Oggi gli scienziati ci propinano una catastrofe mondiale, climaticamente parlando, da qui a vent’anni e noi a cosa pensiamo? Di cosa parliamo? A Katowice è da poco terminata, ora che sto scrivendo, la COP24, ma non se ne è parlato da nessuna parte.

Quanti vogliono realmente sapere cosa succederà?

Il clima (ecologicamente parlando) è già cambiato e difficilmente potremmo fare qualcosa. L’accordo di Parigi è stato un bluff, Katowice lo è ancor di più. La temperatura globale aumenta, Katowice sarà l’ennesima vacanza per i “grandi” della terra. L’unico accordo plausibile saranno sempre e solo gli affari, e l’ambiente, storicamente, non è considerato un bell’affare. In Francia, ultimamente, ad una proposta semplicista del governo locale per il problema dell’inquinamento ambientale, cioè l’aumento del costo dei carburanti, si sono sollevati estremisti di ogni dove, avendola anche vinta. Perché poi alla fine non è il popolo che comanda, ma semplicemente é il popolo che porta voti ed è una di quelle lobby a cui assoggettarsi per restare a galla.

Allora, stancamente, mi chiedo: perché lottare per un mondo migliore? Perché mantenere un giusto equilibrio naturale per le generazioni future? Se poi tutto questo va a cozzare contro la quotidianità del popolo?

…che, tutti, mangino brioche!☺

 

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