Amianto, risorsa e danno
17 Gennaio 2018
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Amianto, risorsa e danno

Lo scorso 22 Novembre è stato presentato a Roma, presso la Sala Giacomello del CNR, in un utile e interessante convegno, il volume, promosso dalla Sigea (Società Italiana di Geologia Ambientale), Rischio amianto in Italia: da minerale pregiato a minaccia per la salute e per l’ambiente, relativo ai complessi problemi, sanitari, ambientali, economici e previdenziali dell’amianto.

Nel nostro Paese, per circa sessant’anni fino agli anni novanta, l’amianto, essendo stato considerato un materiale di grande pregio e innocuo, è stato fortemente utilizzato in edilizia e in diversi altri settori industriali. Fino all’entrata in vigore della legge n. 257 del 27 Marzo del 1992, l’Italia è stata tra i maggiori produttori mondiali di amianto. Da allora, però, pur essendone cessato l’uso su tutto il territorio nazionale, i manufatti contenenti amianto, sparsi in ogni dove, sono ancora numerosissimi.

Le situazioni di rischio per la salute, che richiedono puntuali interventi di bonifica, interessano, anche in Molise, molti centri abitati e aree industriali dismesse, che se non correttamente gestite, possono risultare pericolose a causa della potenziale esposizione della popolazione all’inalazione delle fibre del minerale. Ad esse possono aggiungersi gli effetti legati all’ingestione involontaria dovuta al rilascio di fibre provenienti dalle tubature degli acquedotti o alla contaminazione indiretta di pesci o vegetali.

L’amianto è un minerale, presente anche in Italia, che in tutte le sue varietà mineralogiche ha una particolare struttura fibrosa. Ne facevano già uso i Romani e ancor prima, i Greci e i Persiani. È caratterizzato dall’alta resistenza al calore, agli agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura. Le fibre di cui è costituito tendono a suddividersi in sempre più sottili filamenti che, se inalati, possono essere responsabili del triste e ben noto processo cancerogeno detto mesotelioma. La correlazione tra esposizione ai manufatti contenenti amianto e gravi malattie polmonari e gastrointestinali venne ipotizzata già agli inizi del XX secolo. Il primo studio epidemiologico sistematico, pubblicato nel 1955, dimostrò chiaramente il legame esistente tra esposizione all’amianto e malattie polmonari. Alla fine degli anni ‘90 la medicina ufficiale riconobbe che tutti i tipi di amianto utilizzati nell’industria potevano provocare patologie quali asbestosi, mesotelioma polmonare e tumori gastrointestinali. Inoltre venne acquisito, su base statistica, che tra l’inizio dell’esposizione e la comparsa della patologia (periodo di latenza) trascorrono mediamente 15-20 anni e per alcune malattie anche 40.

Nell’Unione Europea, l’Italia e la Grecia sono i soli due Paesi ad essere stati sia importatori che produttori di amianto. Il nostro Paese ha il primato di aver avuto la prima miniera aperta, commercialmente attiva, fin dal 1870.

L’amianto, dopo aver generato lavoro e distribuito ricchezza, anche se per pochi, in sessant’anni ha provocato e continua a provocare gravi danni alla collettività in termini di vite umane e di contaminazione ambientale. I rifiuti contenenti amianto sono ancora ampiamente diffusi in Italia, in Europa e in molti Paesi extra-europei, sia negli edifici pubblici e privati che nell’impiantistica industriale.

In Molise la situazione non è diversa dal resto d’Italia. In particolare la nostra regione, in seguito alla procedura aperta ex art. 60 D.LGS. n. 50/2016, ha pubblicato il bando (scaduto il 26/09/2017) per l’ affidamento di attività relative al completamento di mappatura, censimento e perimetrazione dei siti contenenti amianto da bonificare. Importo complessivo dell’appalto: Euro 200.000 oltre IVA.☺

 

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