Amore e dovere
8 Giugno 2019
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Amore e dovere

Nella Londra degli anni Venti, una giovane e frivola donna di nome Kitty Gartsin, di famiglia benestante, decide di sposare un uomo che non ama. Si tratta del dottor Walter Fane, specializzato in batteriologia, che è invece profondamente innamorato di lei, ma è anche introverso e serioso. Poco dopo il matrimonio, per motivi di lavoro, i due si trasferiscono in Cina. Ad Hong Kong, Kitty conosce Charlie Townsend, viceconsole inglese, e intreccia con lui una relazione extraconiugale. Il dottor Fane, accortosi del tradimento della moglie, la pone davanti a un ultimatum: Kitty deve accompagnarlo in una rischiosa missione in un remoto villaggio nella parte più interna della Cina per far fronte a una epidemia di colera, o lui chiederà il divorzio. Kitty, resasi conto che il suo amante Charlie non ha nessuna intenzione di lasciare la moglie, decide di partire con il marito. Le condizioni del villaggio sono disperate, ma il dottor Fane, oltre a prestare le proprie cure con grande abnegazione, trova anche un rimedio per evitare il contagio, mentre Kitty, trattata con rancore e freddezza dal marito, comincia ad aiutare le suore francesi che si occupano dei bambini malati e orfani. E proprio in questo isolamento forzato, circondata da morte e miseria, Kitty, diventata finalmente matura, cambierà atteggiamento nei confronti di Walter, che rimarrà vittima lui stesso del contagio, e…

Questa è la trama del romanzo Il velo dipinto di Somerset Maugham, uno dei più popolari scrittori inglesi. Dopo la laurea in medicina si dedicò alla letteratura e ai viaggi nelle colonie britanniche, spesso trasformando in romanzi e racconti le storie di vita vera da lui conosciute. In questa sintesi della trama si è volutamente omesso il finale, tutt’altro che scontato, sia per non togliere il gusto a chi non l’avesse letto, sia perché si presenta completamente diverso nel film omonimo del 2006. Il velo dipinto è stato in realtà portato sul grande schermo tre volte, a partire dal 1934, con l’interpretazione di Greta Garbo, fino all’ultima versione del 2006, con Noemi Watts ed Edward Norton nel ruolo dei protagonisti, una splendida fotografia con paesaggi mozzafiato e una più volte premiata colonna sonora.

Lo spunto per questa storia venne all’autore, come lui stesso ha dichiarato, dai celebri versi del canto V del Purgatorio: “Ricorditi di me che son la Pia;/ Siena mi fé, disfecemi Maremma:/ salsi colui che ‘nnanellata pria/ disposando m’avea con la sua gemma”. Nei versi danteschi, un marito (identificato con Nello dei Pannocchieschi, podestà di Volterra e di Lucca) per punire l’infedeltà della moglie o, secondo un’altra ipotesi, per passare a nuove nozze, portò Pia, della famiglia Tolomei di Siena, nel proprio castello della Pietra in Maremma, con la speranza che morisse presto: ma poiché questo non accadde, la fece precipitare da un balcone. Nel romanzo Il velo dipinto, il marito induce la moglie adultera, che vuole evitare il divorzio e uno scandalo, ad accompagnarlo in luogo contaminato dal colera: uno stratagemma per riconquistarla o un disegno criminale, nella speranza – forse – che la donna venga contagiata? L’incertezza, oltre che una certa amarezza tipica di Maugham, sulle reali intenzioni di Walter sono innegabili. Solo che sarà il medico a morire e Kitty a uscire indenne dall’epidemia… L’ipotesi di un fantomatico complotto sembrerebbe confermata dalle ultime parole pronunciate da Walter, un attimo prima di spirare: “A morire fu il cane”. La nota nel libro, oltre a informare che si tratta del verso finale dell’Elegia di Oliver Goldsmith, ne chiarisce il significato: “La ballata racconta di un cane che litiga con il padrone e lo morde; tutti credono che il cane sia idrofobo, e che il padrone morirà; ma l’uomo guarisce e the dog it was that died”.

Il titolo deriva invece dall’attacco di un sonetto del poeta romantico inglese Shelley: “Non sollevare il velo dipinto che quelli che vivono chiamano vita”. Ma di che cosa è simbolo questo “velo dipinto”? Delle illusioni che impediscono di conoscere la realtà, di vedere se stessi e gli altri? Delle false convinzioni che ostacolano i veri sentimenti? Di certo, il nucleo del romanzo e del film è una storia d’amore, e tutt’altro che scontata: nata non da un classico colpo di fulmine, ma da una conoscenza profonda dell’altro e di sé, e passata attraverso una strada lunga e accidentata, solo alla fine vede cadere quel velo che impedisce di comprendere quali siano i valori più importanti della vita. È questo il senso delle parole che la Madre superiora rivolge a Kitty, dopo che ha sposato la causa umanitaria del marito – in uno dei frammenti di saggezza che ci consegna Il velo dipinto: “Si ricordi che fare il proprio dovere non è nulla, è un obbligo e non è più meritorio del lavarsi le mani quando sono sporche; la sola cosa che conta è l’amore del dovere; quando amore e dovere sono tutt’uno, allora si ha in sé la grazia e si gode una felicità che l’intelletto non può concepire”. ☺

 

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