bats nights
26 Ottobre 2010
0 comments
Share

bats nights

 

I rintocchi della Torre Campanaria di Casacalenda annunciano le ore 21.30 mentre diverse persone cominciano a radunarsi davanti alla sede della Società operaia dove avrà inizio l’Evento notturno LIPU “A Spasso con i Pipistrelli” organizzato il 28 agosto in occasione della European Bats Nights (Notti Europee dei Pipistrelli).

Un evento che nel 2010 assume maggior valore poiché ricade nell’Anno Internazionale della Biodiversità. Un anno in cui ciascuno di noi deve rendersi conto che ha il diritto e il dovere di proteggere la biodiversità se vuole che la sopravvivenza dell’uomo stesso non sia minacciata e quindi assicurare il diritto alla vita anche alle generazioni future.

Molte specie animali e vegetali rischiano di scomparire per sempre dal nostro pianeta ad un ritmo sempre più veloce e, da questa catastrofe imminente, i pipistrelli non sono affatto immuni. Sulle circa 30 specie censite in Italia 8 rischiano l’estinzione, 4 sono vulnerabili e 15 sono rare. Solo 3 specie oggi sono considerate comuni, ma quale garanzie possiamo offrirgli per il futuro? La situazione diventa più critica se dal locale ci spostiamo al globale.

Nel mondo vivono 4200 specie di mammiferi conosciute attualmente tra cui 1/4 sono rappresentate dai pipistrelli. Un bel contributo alla biodiversità se pensiamo che delle circa 1000 specie di pipistrelli ben  l’88% sono tropicali. Le minacce che incombono sui pipistrelli sono quelle che li accomunano alle altre specie animali: distruzione e frammentazione di habitat; disturbo antropico e perdita/distruzione dei roosts (siti di riposo, rifugio, ibernazione e riproduzione) costituiti da grotte e cavità, alberi cavi o con cavità, edifici storici, edifici abbandonati, ecc.; cattiva gestione forestale; disturbo e uccisione diretta dovuta ad ignoranza; uso indiscriminato di pesticidi in agricoltura che minacciano i pipistrelli direttamente, riducendo la disponibilità di prede, e indirettamente, poiché in grado di accumularsi negli insetti e nei loro predatori che vengono così, a loro volta, intossicati e avvelenati.

Fra i tanti animali però, il pipistrello è proprio quello che ispira meno simpatia poiché la maggioranza delle persone crede che tutto quello che sa su questo animale sia la realtà mentre non si tratta altro che di leggende, false credenze e pregiudizi:

1) “I pipistrelli sono uccelli”. È vero che sono animali a sangue caldo capaci di un vero volo attivo ma oltre a possedere i peli (non penne e piume) sono Mammiferi: allattano i loro cuccioli proprio come noi umani!

2) “I pipistrelli sono topi che volano”. Per molte persone l’aspetto del muso e le grandi orecchie li fa associare ai topi ma, nonostante i pipistrelli non siano Roditori, questa credenza risale fin dai tempi antichi. Un’antica leggenda messicana, infatti, racconta di alcuni topi che dovevano attraversare un crepaccio molto largo saltando e che, irrimediabilmente si sfracellavano al suolo, alla fine per compassione vennero trasformati in pipistrelli. Passando dalle leggende alla realtà ci accorgiamo però che essi sono molto diversi dai Roditori e più vicini agli Insettivori (ricci e talpe). Sembra, infatti, che si siano evoluti da primitivi Insettivori arboricoli ma se ne sono differenziati costituendo un ordine a parte, quello dei Chirotteri, poiché possiedono caratteristiche davvero uniche! Il loro “salto evolutivo” è stato l’essersi dotati di “mani alate”, così come indica la traduzione dal greco della parola “chiroptera”, e deve essere avvenuto oltre 55 milioni di anni fa (Eocene) come ci suggerisce il più antico chirottero fossile rinvenuto nell’America settentrionale. Il termine “mani alate” suggerisce che i pipistrelli “volano con le mani” e ciò è reso possibile dalle speciali modificazioni dell’arto anteriore: la membrana alare (detta patagio) si tende su un telaio costituito dall’insieme delle ossa (omero, radio-ulna e falangi) dove circa la metà della sua lunghezza è costituita dalla mano, il pollice resta libero mentre le altre 4 dita sono munite di falangi molto lunghe, rispetto al corpo. Se le nostre dita fossero state così lunghe, in proporzione, arriverebbero ai nostri piedi. Nel patagio sono inglobati anche gli arti posteriori, poco modificati, e la coda. La parte della membrana che si tende dalle zampe alla coda è detta uropatagio. Il volo attivo però richiede un grande dispendio di energia che deve essere reintegrata attraverso il cibo. Un pipistrello insettivoro (che si nutre di insetti), come tutte le specie presenti in Italia, riesce a mangiare circa 1200 insetti ogni ora e in una sola notte può arrivare a mangiare anche oltre il 50% del suo peso corporeo. Un ottimo insetticida naturale se pensiamo che in Italia la specie più leggera è il Pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus) con i suoi 3,5 grammi (se vi sembra poco provate a catturare e contare le zanzare fino a raggiungere il peso di circa 2 grammi!) mentre la più pesante è la Nottola gigante (Nyctalus lasiopterus) con i suoi 76 grammi. ☺

crfs.casacalenda@lipu.it

 

 

eoc

eoc