Biodiversità
12 febbraio 2018
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Biodiversità

Nel numero scorso ho scritto delle api e quanto siano importanti per la biodiversità. Se apriamo il dizionario alla voce “Biodiversità” viene citato: “Equi- librio dinamico che permette la coesistenza di diverse specie biologiche, vegetali e animali, in un ecosistema determinato”. Verrebbe da pensare anche alla biodiversità umana, ai flussi migratori, ma… questa è un’altra storia, direbbe sempre il buon Carlo Lucarelli. Biodiversità quindi è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi. Una varietà incredibile, tutti legati l’uno all’altro. Tutti indispensabili.

Anche noi facciamo parte della biodiversità e sfruttiamo i servizi che ci offre: grazie a lei, la Natura è in grado di fornirci cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana. Batteri, farfalle, balene e foreste tropicali, insetti e grandi carnivori, papaveri e orchidee sono solo alcuni dei componenti della biodiversità della Terra, l’immensa varietà delle forme viventi che rende il nostro pianeta unico. Alcuni ambienti sono particolarmente ricchi di biodiversità: le barriere coralline, le foreste tropicali e gli estuari dei fiumi ospitano circa la metà degli essere viventi del Pianeta, anche se ricoprono solo il 6% della superficie terrestre. La biodiversità garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra.

Alcune piante e batteri ci aiutano a mantenere l’ambiente pulito grazie alla loro capacità di degradare i nostri rifiuti o riciclarne i nutrienti. I lombrichi mantengono il terreno fertile, favorendo la decomposizione della sostanza organica. Grazie alle api e agli altri insetti impollinatori le piante continuano a fiorire, a riprodursi e a produrre frutti. I funghi svolgono un ruolo insostituibile nei ci- cli di decomposizione del suolo. I grandi predatori come leoni, orsi, lupi, balene, mantengono bilanciata la catena alimentare.

Però c’è da dire che dall’esame di oltre 14.000 popolazioni di 3.706 specie di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci, l’indice del Pianeta vivente fa registrare un declino di circa il 58% delle popolazioni di vertebrati. L’indice del Pianeta vivente è un indicatore composito che misura le variazioni di dimensione delle popolazioni di specie selvatiche, allo scopo di indicare i trend nello stato generale della biodiversità globale. Tra i casi più eclatanti di declino ci sono le popolazioni che vivono negli ecosistemi di acqua dolce, in particolare gli anfibi, declinate di oltre l’80% dal 1970. Drammatico anche il caso dell’elefante africano la cui popolazione in alcune aree è calata del 66% a causa dell’altissimo tasso di bracconaggio.

Per tutto quello detto finora l’uomo non ha il diritto di estinguere le specie viventi. La biodiversità globale è in diminuzione più velocemente del tasso naturale di estinzione a causa di molti problemi e cambiamenti: consumo di suolo e frammentazione degli habitat, aumento demografico, introduzione di specie invasive, prelievo diretto, cambiamenti climatici e inquinamento, solo per citarne alcuni.

La perdita di specie animali è inoltre causata dalla crescita continua della popolazione umana e di insostenibili stili di vita, dalla crescita dell’estensione delle aree urbane, dall’aumento della produzione di rifiuti e sostanze chimiche tossiche e dai conflitti.

È un equilibrio delicato che va rispettato e protetto ogni giorno. Possiamo restare tranquilli che non rientrerà in nessun programma elettorale!☺

 

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