Burocrazia e politiche sociali
31 Gennaio 2014
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Burocrazia e politiche sociali

Nel corso  dei miei numerosi pellegrinaggi presso gli uffici pubblici, specialmente in quelli della Asl, mi capita di occupare il tempo in riflessioni sconsolate.

Immaginate la scena… sala da attesa metri 3×2 con 3 sedie e 15 persone in piedi ed altrettante fuori a fumare al freddo al gelo… il tenore dei discorsi… sempre lo stesso, “non va bene nulla, non funziona nulla” …lo spiraglio di luce quando finalmente arriva il mio turno, miseramente tappato dall’enorme frustrazione di non poter portare a termine lo scopo che mi ero prefissata, perché il pubblico dipendente che il caso mi ha posto di fronte non sa o non vuole sapere, e nemmeno vuole fingere di interessarsi a sapere… Tornare a casa con la terribile consapevolezza di aver gettato alle ortiche un’ora del mio tempo, che avrei meglio potuto impiegare con la mia famiglia…

In me si fa strada la terribile consapevolezza che questo Paese morirà di burocrazia, sepolto dalle carte… non prima di aver provocato enormi mal di testa ai suoi abitanti.

Prendiamo la legislazione vigente in materia di disabilità.

È frammentata in una miriade di leggi… dalla famigerata 104 alla legislazione previdenziale ed assistenziale, dalla normativa sull’inclusione scolastica a quella sull’eliminazione delle barriere architettoniche. Le leggi poi si traducono in procedure burocratiche farraginose e snervanti. Per ottenere un ausilio, a carico totale o parziale del servizio sanitario nazionale, occorrono ad esempio 1) la prescrizione dello specialista pubblico o privato accreditato, 2) il preventivo della ditta incaricata, 3) l’approvazione della ASL competente, 4) la fornitura materiale dell’ausilio ed infine 5) la dichiarazione di collaudo redatta dal medico prescrivente. Ovviamente la stessa procedura deve essere ripetuta ogni volta che si richiede un ausilio, anche se la patologia per la quale lo stesso viene richiesto non è mutata e non è suscettibile di miglioramento.

Per fortuna sono malata di ottimismo e mi piace ancora sperare che l’essere umano sia inevitabilmente portato al miglioramento della qualità della vita dei suoi simili, in qualsiasi condizione essi si trovino, ed infatti la nostra costituzione all’art. 2 usa la bellissima locuzione “doveri inderogabili di solidarietà sociale”, per sintetizzare questa naturale tensione umana.

Garantire una adeguata informazione sarebbe un ottimo punto di partenza per qualsiasi politica sociale che aspiri a portare beneficio ai cittadini. Gironzolando nel sito della Regione Molise (www3.regione.moli se.it), però, ci si accorge che in materia c’è davvero parecchia strada da fare. Innanzitutto, occorre faticare non poco per trovare il link all’osservatorio sui fenomeni sociali, in cui sono contenute le informazioni che la regione riserva alle famiglie di persone con disabilità. I contenuti sono scritti in caratteri brutti, piccoli e a tratti poco leggibili a causa di immagini sovraimpresse. Vi è un richiamo alla normativa internazionale, nazionale e regionale, ma dopo aver aperto i rispettivi link viene davvero voglia di munirsi di acqua e aspirina per proseguire oltre, perché è davvero difficile capire dove “mettere le mani” per cercare l’informazione che occorre.

Un approccio più concreto (ad es. invece di riprodurre pedissequamente il testo della legge sarebbe più facile spiegare ai cittadini come fare per ottenere un determinato beneficio), contenuti immediatamente comprensibili e di facile lettura, aiuterebbero non poco quanti hanno necessità di districarsi nel microcosmo normativo dedicato alle persone con disabilità. Ovviamente il sito dovrebbe essere tempestivamente aggiornato sugli ultimi provvedimenti legislativi, sulle iniziative e sulle opportunità che la regione mette a disposizione.

Un altro spunto fattivo potrebbe essere quello di creare e di incentivare la creazione degli sportelli unici dedicati presso ogni comune e asl di competenza che forniscano agli utenti informazioni e aiuto e garantiscano velocità nel disbrigo delle pratiche, evitando così inutili peripli tra un ufficio e l’altro.

Gli interventi suggeriti sono certamente di facile attuazione e poco dispendiosi, ma potrebbero contribuire a facilitare la vita a non poche famiglie molisane.

Mi piace credere che il Molise può permettersi di aspirare ad essere una regione all’avanguardia sulle politiche sociali, a causa della facilità di gestione del territorio e l’esiguità della popolazione residente. Bisogna però sapere con chiarezza che strada si vuole percorrere. Finora – salvo pochi casi – abbiamo assistito soltanto ad occasioni (ed ai soldi) sprecati. In campagna elettorale l’attuale maggioranza ha sbandierato di voler cambiare le cose, dedicando particolare attenzione alle famiglie di persone con disabilità.

E allora, forza! Fateci vedere di che pasta siete fatti!☺

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