Cambiare si può
15 Febbraio 2019
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Cambiare si può

Scrivo queste poche righe con in testa una gran confusione. Vorrei scrivere di tante cose, ma non posso ignorare lo spettacolo immorale di centinaia di vittime innocenti che muoiono davanti alle nostre coste. Ha ragione Cacciari: nel mare non affogano solo gli africani, ma anche l’anima dell’Europa. È straordinario come i cialtroni di casa nostra, non Salvini che ci mette ogni volta il suo piglio da Kapò, ma il resto della compagnia grillina. I due proconsoli del movimento a cinque stelle per evitare ogni responsabilità, per tenersi stretto nel governo il console leghista, scoprono oggi con molti decenni di ritardo ed esibendo una crassa ignoranza che esiste il colonialismo francese, domani si accorgeranno dell’ imperialismo americano e britannico, dopodomani forse che esistono anche le multinazionali. Tutto per giustificare il loro cinismo, per raccattare qualche voto in più esibendo, per giustificare la loro latitanza, mentre si consuma questa vergogna europea nel Mediterraneo. Ponzio Pilato da Gerusalemme si è trasferito alla vicepresidenza di Palazzo Chigi. Sarebbe curioso chiedere a questi maestri delle giravolte, se condividono il novello Bruce Chatwin (Di Battista), quando afferma che Trump è il migliore dei presidenti americani. Quel Trump che ha rotto gli accordi internazionali con l’Iran, che ha portato l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, che va sotto braccio con il Ku Klux Klan e con chi odia i nativi d’America, che è un campione di affarismo e corruzione e che costruisce i muri contro i migranti. E in questo caso è difficile dare la colpa ai francesi, considerando che gli Stati Uniti hanno considerato e considerano da sempre l’America latina come il cortile di casa propria.

Ma non voglio deprimermi né deprimervi ulteriormente.

Una buona notizia viene da Larino. L’11 Gennaio si è tenuta una bella assemblea del bio-distretto dei laghi Frentani con la partecipazione di Lucio Cavazzoni, ex presidente di Alce Nero ed appassionato esperto di Agroecologia. Importante questo incontro per le idee che si son discusse: una nuova economia che faccia della sostenibilità ambientale e sociale il suo mantra; il sostegno alle aziende biologiche come opportunità per trasformare l’intera agricoltura molisana; l’individuazione di prodotti e filiere che possono avere in Molise la loro eccellenza; la coerenza di un ambiente pulito con una produzione di energia sempre più lontana dall’energia fossile; rifiuti zero e riciclo virtuoso; la centralità del turismo ecologico, culturale e gastronomico in una regione che vuole essere verde e sostenibile. Un bel confronto, positivo nell’animo e determinato nella volontà. Ma ciò che più mi ha sorpreso e che lascia ben sperare è stata la partecipazione. Una bella sala del comune piena di produttori e di cittadini interessati al problema, mentre fuori nevicava e in tanti dalle zone interne non son riusciti ad arrivare. Questa presenza così ampia e motivata è stata molto importante, perché un distretto biologico che è un luogo di sperimentazione di un’altra idea di economia, di comunità e di territorio, è pensabile solo se nei territori si costruisce un vero protagonismo, una vera partecipazione dei produttori e dei cittadini.

Fra pochi mesi si tornerà a votare, si voterà per le elezioni europee e in Molise si voterà in comuni importanti come Termoli e Campobasso, prima ancora verrà celebrato il congresso della CGIL e poi quello del Partito Democratico. Per muoversi in questo labirinto non basterebbe neppure il famoso filo di Arianna, tornerò su ogni singola questione, ora qualche lapidaria battuta su ciò che a me sembra prioritario. Due auspici e una considerazione. Il congresso del Pd: posso solo sperare che non sia una nuova orgia del Gattopardismo italico. La vicenda del Molise non lascia ben sperare, tutti sul carro di Zingaretti per poi litigarsi e spartirsi i posti nei sotterranei, così sembrerebbe. Sarebbe splendido se fossi smentito. Il congresso della Cgil: potrebbe essere la luce oltre la siepe. È del tutto evidente che in questo congresso non è in gioco solo il futuro del sindacato, ma la ragion d’essere della stessa sinistra.

Per concludere, la prossima scadenza elettorale europea. Giusta l’idea di porsi l’obiettivo nelle elezioni europee di fermare l’onda sovranista, nazionalista e un po’, tanto fascista. Sbagliato pensare di realizzare questo obiettivo mettendo al posto di comando quegli uomini e quelle idee che sono alla base del disastro attuale. Mi piacerebbe che ci fosse in Italia una “lista Lucano”. L’esperienza di Riace non è solo segnata dal buon sentimento dell’accoglienza, essa ha dentro di sé un nucleo di saggezza e di razionalità che è essenziale per affrontare i marosi di questa nostra epoca ed è decisiva per definire i primi passi di una nuova civiltà. A Riace l’accoglienza si è fatta integrazione, sviluppo comune e comunità. È questa la vera sfida che ci viene dall’Africa. Nel continente africano è in incubazione lo sviluppo del futuro. È così per ragioni demografiche, per le ricchezze naturali di questo grande continente e per i tassi sviluppo che già oggi si hanno in alcuni paesi africani. Tutte virtù che l’Europa e l’Italia non hanno. Il nostro continente ha storia, cultura, conoscenze diffuse, scienza e tecnologie, consumi e una classe media in crisi, ma diffusa. Tutti ingredienti necessari, ma non sufficienti per un New Deal. In realtà europei ed africani insieme potrebbero scrivere pagine importanti per il futuro economico, sociale e ambientale dell’intero Pianeta. Lo ha ben capito la Cina che in Africa giorno dopo giorno diventa sempre più un soggetto importante e indispensabile. Quella del futuro dell’Africa è una straordinaria opportunità che gli europei dovrebbero senza indugio cogliere, non solo per mondarsi dei loro gravi peccati coloniali, ma per essere anche positivi protagonisti del futuro. Se invece dovesse prevalere a casa nostra, dubito nel cuore dell’Europa, l’intossicazione ideologica di Salvini o le pericolose balle volanti dei vari Di Maio, allora rapidamente al canto del gallo cedrone seguirà un inesorabile ed amaro declino. ☺

 

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