Cammina, cammina…
30 Aprile 2017
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Cammina, cammina…

Scongiurato il pericolo, grazie all’esito del referendum, che il Governo nazionale potesse decidere direttamente sulle strategie turistiche delle Regioni, la nostra Giunta ha ripreso a ragionare su come migliorare questo settore. Nella stessa seduta dello scorso dicembre ha approvato ben due delibere, una che fa riferimento alla rete degli itinerari culturali del sud (South culture routes) e l’altra che si occupa delle strategie per la sostenibilità dell’ecoturismo delle zone costiere (Sustainability of the landsea system for ecotourism strategies). L’inglese è d’ obbligo, almeno tra parentesi, perché si tratta di progetti cofinanziati dall’Europa.
Partiamo dal secondo perché si fa un gran parlare di ecoturismo, di preservazione degli habitat marini costantemente in pericolo a causa della pesca invasiva, dei cambiamenti climatici, delle estrazioni di petrolio, dei depuratori mal funzionanti, della plastica galleggiante, ma raramente si ha notizia di impegni concreti per arginare queste aggressioni. Il progetto Land-Sea, con inizio gennaio 2017 e per una durata complessiva di 60 mesi, vede la partecipazione dell’Autorità di Bacino dei fiumi Liri Garigliano e Volturno quale ente capofila in collaborazione con partner italiani (Regione Molise) e stranieri (Regione Catalogna; Agenzia di Ecologia Urbana di Barcelona – Spagna; Regione Varna – Bulgaria;Città di Amburgo – Germania). Il suo obiettivo è migliorare gli strumenti politici di gestione delle zone costiere attraverso un processo partecipato di apprendimento interregionale, basato sullo scambio di esperienze, conoscenze e buone pratiche e, quindi, promuovere interventi di crescita nel campo dell’ecoturismo e settori collegati.
L’intento è degno di lode, ma conoscendo come procedono le cose nella politica e nella pubblica amministrazione succederà che non appena l’attuale classe dirigente avrà capito cosa fare, ne arriverà un’altra, totalmente ignara, che deciderà a modo suo e magari cercherà persino di evitare i consigli forniti dai predecessori, specialmente se di parte avversa. Sarebbe forse più semplice decidere una volta per tutte che qualsiasi forma di inquinamento danneggia l’ecosistema e, quindi, legiferare in proposito facendo poi rispettare le leggi.
L’altra delibera riguarda i progetti di eccellenza per lo sviluppo e la promozione del sistema turistico nazionale. Detta così farebbe pensare a chissà quali strategie da mettere in atto, ma il segreto è svelato nell’allegato. Si tratta semplicemente di opere di restauro di alcune chiese e il completamento dell’allestimento didattico dei padiglioni del museo paleolitico di Isernia.
Sul come riuscire a rendere note queste opere e fare in modo che possano essere visitate non è fatta parola, almeno in delibera, pertanto ci auguriamo che esistano piani di ampia veduta che vadano ad intersecarsi con questi interventi, importanti, ma che potrebbero correre il rischio di rimanere fine a se stessi. L’aspetto meritorio di questa operazione sta nel fatto che sono state recuperate economie relative ai fondi del periodo 2000-2006 per un totale di 36.646, grazie alle quali si potrà accedere ai fondi che erano stati indicati dal CIPE.
Nonostante tutti questi sforzi, però, non si comprende se esista veramente l’intenzione di considerare il turismo come settore economico importante. E si sa, se non decidi dove andare è inutile camminare, a meno che non si vada in cerca dell’ispirazione migliore, ma si tratta di una pratica di tipo filosofico-letteraria. Per tradurla in attività politico-amministrativa dovrebbe divenire una consuetudine volta a rimanere a contatto con la realtà, con i piedi a terra e il cervello ossigenato.
Un po’ di disorientamento, in verità, è causato anche dalla situazione dell’ industria. Da una parte, durante l’incontro degli industriali si è detto che in alcuni settori l’export del Molise è crescita (metallurgia, chimica, alimenti e bevande, mezzi di trasporto) dall’altro si certifica che la nostra è un’area di crisi e si aprono le danze per i migliori offerenti.
Si ha come l’impressione che quando ci si sofferma ad osservare l’economia di questa regione si venga assaliti da un particolare tipo di straniamento e persino i dati statistici o le poste in bilancio diventano metafore o particolari di un tutto diverso da ciò che lo compone.

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