Cartoccio di(versi)
14 Gennaio 2020
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Cartoccio di(versi)

Inguardabili
invisibili, non vestiti-
a loro il mio volto le mie cerniere
le mie asole strette.
Amo strapuntini, paglia, giacigli scomodi.
Nelle poltrone tronfie s’accumula grasso,
pelle gonfia fa sprofondare arti,
legni, viceversa, destano fondoschiena.
Siedo per terra-
il freddo scalda l’anima
oppure sulla soglia di casa.
Castagne ammuffite in cartoccio
piombo di nuvole anarchiche-
inverno a fogne scoperchiate.
Nel mio cartoccio di versi
scorre acqua salmastra
di qualsiasi foggia.
Nido senza paglia attende salvezza,
esterno parole con le mani col fango.
In guerra si legge poco, occhi alla trincea
il tempo passa da un nemico all’altro,
nei segmenti respirabili il pensiero scola
dalle gote color carbone fino al labbro ferito.
Grano e pula sponde diverse di natura.
La via più breve per la fornace è la pala.
Nel mio cartoccio la pala è un lungo ponte
che trasporta pane vivo.

 

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