C’è chi dice SI
5 Maggio 2017
La Fonte (351 articles)
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C’è chi dice SI

Caro direttore,

Seguo la fonte e la vedo schierata senza se, senza ma e senza “altre campane” sul fronte referendario del NO. Le chiedo perciò ospitalità a titolo di semplice cittadino che rappresenta solo se stesso e le proprie angosce per i postumi nefasti che intravede se prevarrà la tesi pervicacemente abbracciata dalla sua rivista. Parto da considerazioni di realpolitik sull’inquietante momento che vive l’Europa, specie dopo la marea populista e xenofoba che ha spinto la Gran Bretagna a lasciare l’Unione, mentre una Francia in crisi vede all’orizzonte la minaccia lepenista, la Spagna naviga a vista tra elezioni a ripetizione, l’Austria è sotto schiaffo nazionalista, la Germania è concentrata sulla difesa dello status quo e i paesi dell’Est alzano muri. Così, mentre gli equilibri geopolitici ed economici dell’ultimo ventennio sono tutti in discussione, l’Italia è – nei fatti – l’unico grande paese a mantenere la bussola su Ventotene, sulla solidarietà, sulla crescita e sull’urgenza di dare una svolta al destino dell’Unione. In questo contesto una crisi di governo conseguente al NO metterebbe in serio pericolo la stabilità dell’Italia e della stessa UE. Il nostro Paese sarebbe consegnato a uno dei due schieramenti, opposti ma entrambi populisti, pronti ad uscire dall’euro e quindi a sfasciare non solo il sogno di Altiero Spinelli e di tutti gli europeisti, ma la possibilità stessa di sanare un deficit di governabilità e avviare l’Italia verso una Terza Repubblica. I “NO Renzi Day” possono pure spingere avvversioni elettorali e personali verso il capo del Governo, nessuno però può negargli una premiership che in Italia è finora irreperibile e che in Europa egli si è guadagnata insperatamente grazie anche all’eclisse britannica e agli endorsement dell’America democratica.

Non entro in questioni costituzionali, che comunque ritengo emendabili, e mi permetto di avanzarle un rilievo sul quale, caro direttore, mi pare che nel reiterare i suoi inesorabili NO, la fonte si sia piuttosto distratta. Mi riferisco laicamente alle diverse prese di posizioni del mondo di cui lei fa autorevolmente parte e nel quale avverto tre diverse propensioni: la persistenza di un vecchio “dissenso cattolico” il cui massimalismo appare identitario nel rapporto fede-politica; una destra da Family day che abbraccia ambienti integralisti e anti Bergoglio e infine dei settori per così dire “più riflessivi”. Questi annoverano nientedimeno una rivista prestigiosa per le sue riflessioni sul rapporto tra fede e mondo come “La Civiltà cattolica”, rivista dei gesuiti da tempo favorevole alle ragioni del SI (e i cui articoli, come lei sa bene, sono sottoposti all’imprimatur della Segreteria di Stato). Senza dimenticare una realtà fortemente radicata come le Acli che, con i suoi 500 mila iscritti, è ufficialmente schierata per il SI. E non le sarà difficile reperire infine i pareri di Emma Fattorini, storica della Chiesa, e di Arturo Parisi che, fuori dalle ideologie, vedono in questa riforma una continuità piena con la migliore tradizione del cattolicesimo politico.

Continuerò naturalmente a essere fedele lettore de la fonte e formulo a lei e alla rivista i miei più sinceri auguri di lunga “resistenza umana”.

Giuseppe Tabasso,

giornalista

 

Gent.mo Giuseppe Tabasso,

la ringrazio per l’attenzione che ci dedica. Proprio perché periodico di resistenza umana, il nostro NO, a differenza della grande stampa, ci fa schierare in difesa della Costituzione, prima che sia troppo tardi.

Suvvia, dal no non deriverà anche lo scioglimento dei ghiacciai!

Se Renzi ha personalizzato il voto non è colpa nostra, avrebbe dovuto tener conto di quanto scriveva Piero Calamandrei nel 1947: “quando l’assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti; estraneo del pari deve rimanere il governo alla formulazione del progetto, se si vuole che questo scaturisca interamente dalla libera determinazione dell’assemblea sovrana”.

La disamina del mondo cattolico è interessante, ma irrilevante ai fini delle nostre scelte. È proprio dal non essere intruppati che nasce la nostra libertà editoriale.

Cordialmente.

 

La Fonte

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