Cittadinanza attiva
8 Novembre 2019
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Cittadinanza attiva

Una parola, un concetto, uno stile di vita diventa una moda che ognuno cerca impropriamente di fare propria senza conoscerne il significato o le finalità. Spesso si sente parlare di cittadinanza attiva, se ne parla a scuola come forma di educazione per i futuri cittadini, se ne parla in politica per auspicarsi che tutti tendano ad una vita sociale partecipata. Ma sostanzialmente cosa deve essere la “Cittadinanza Attiva” e quale modello deve nascere per incentivare il semplice cittadino ad essere parte attiva della comunità? Paradossalmente la cittadinanza attiva, secondo il mio modesto parere, non deve partire dal semplice cittadino ma deve essere stimolata da quei cittadini che sono chiamati ad amministrare una comunità. Il cittadino avvezzo al potere non avrà mai l’umiltà e la generosità di condividere i propri pensieri civici perché aspetterà il tempo in cui potrà spendere la propria progettualità; chi il potere lo detiene sarà restio ad accettare progetti che non siano di “partito” poiché potrebbe rappresentare una umiliazione per il proprio programma elettorale. Ecco che la cittadinanza attiva stimolata da cittadini amministratori diventa un forte segno di umiltà e di amore per la propria città e di chi la vive.

Chi abita il territorio con occhio critico spesso coglie esigenze che passano inosservate per chi cammina in modo apatico. “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno” (Lc10, 30-35). Il Samaritano si accorge del disgraziato perché era in viaggio e chi viaggia ha occhi attenti perché è alla ricerca di un obiettivo da cogliere. Il sacerdote e il levita non si accorgono di nulla poiché uno passa per caso e l’altro passa con indifferenza. Noi dovremmo essere tutti cittadini in cammino che notano, denunciano e affidano a chi si è proposto di prendersi cura della comunità.

Sono anni, dall’amministrazione Giardino a quella attuale, che sto proponendo un modello fiera a filiera che vada a sostituire l’attuale fiera/mercatone di ottobre. Modello di fiera che purtroppo non funziona per lo sviluppo della nostra comunità e del nostro territorio. Sono anni che ci si ostina ad accontentarsi di mantenere in piedi un modello di fiera arrabattata senza alcun senso e obiettivo finale se non quello di vantarsi di essere andati avanti con lo scorrere delle edizioni (277^ edizione quella appena trascorsa). A mantenere in piedi un evento inutile e insignificante, oggi,  sono pure i finanziamenti regionali elargiti non sulla base di un progetto serio e programmatico ma sulla stima/amicizia/appartenenza di partito. Cittadinanza attiva che non viene né stimolata né ricercata perché è difficile sedersi ed ascoltare le proposte dei cittadini e coglierne le ricchezze. È più facile scrivere sulla stampa, fare proclami televisivi e informatici sul successo che l’edizione dell’anno ha avuto. Un successo che non ricade sul territorio ma soltanto su chi si è affannato ad organizzare un evento equiparabile ad un mercatone di paese.

Sono proprio stanco di vedere gli anni passare e un’idea rivoluzionaria rimanere nel cassetto (non sto qui a ribadirla, andate a leggere l’articolo de la fonte del 2017). Non vorrei che un giorno la fiera a filiera venisse sviluppata in una fiera del circondario (Morcone, Lanciano, Foggia, ecc.) anche se ho cercato di cautelarmi con la registrazione presso la SIAE. Come me, tanti cittadini samaritani hanno idee di sviluppo sostenibile, chi per Larino, chi per il basso Molise, chi per la sanità regionale, ma restano tutti inascoltati. Devi diventare amministratore per realizzare un progetto per…!

Questo è l’ultimo appello che faccio alla politica locale e a quella regionale: ascoltate i samaritani del vostro paese e della vostra regione se siete al servizio di una comunità, altrimenti il vostro sarà un servizio privo di significato. Costruite un modello di cittadinanza attiva perché oggi siete espressione di una intera comunità/regione, ci rappresentate, avete voluto rappresentarci. Se amate la vostra terra ascoltate le idee di chi vive la terra; poi la vostra esperienza, la vostra competenza politica, potrà sicuramente fare cernita di tutto ciò che vi arriverà ma nello stesso tempo date soddisfazione a chi sogna un città diversa, una regione diversa, dove si avrà voglia di tornare e restare per essere cittadini attivi.☺

 

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