Coesione sociale
1 Luglio 2015
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Coesione sociale

L’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, in una intervista a La Repubblica così interviene sullo scontro politico relativo alle decine e decine di migliaia di profughi: “operazione becera quella della Lega, però non si affronta un esodo biblico come fa Renzi mettendoci una pezza ‘ancora’ democrazia a rischio se manca la sicurezza e i veri colpevoli sono Unione Europea e Palazzo Chigi”. Sul Corriere della Sera a proposito dell’assemblea di Landini si scrive nel titolo: “Piperno e Scalzone, i compagni di strada di Potere Operaio che sarebbe meglio perdere”. Ad adiuvandum, il presidente del consiglio Matteo Renzi: “ io la chiamo coalizione asociale guardando certe facce. Se qualcuno immagina che il futuro sia con Piperno, Scalzone e Landini, auguri”! Ho scelto queste due storie, perché emblematiche da una parte del processo di decomposizione sociale e del tramonto della democrazia e dall’altra della stupidità della politica e della mala informazione .

Condivido totalmente le affermazioni di Massimo Cacciari, anche se vi è una dimenticanza importante sulla quale tornerò. Alla base della drammatica ed epocale migrazione dal Sud verso il Nord vi sono due processi che hanno caratterizzato la storia di questi ultimi due decenni. In primo luogo la cinica, irresponsabile e colonialista politica delle potenze occidentali. Invece di costruire partenariati, progetti di cooperazione e di sviluppo con i paesi della riva Sud del Mediterraneo e con il continente africano si sono esportate guerre, bombe e devastazioni ambientali e sociali. Si è iniziato con la prima guerra americana in Iraq e si è continuato sino agli ultimi bombardamenti anglo-francesi in Libia. Il risultato è sotto gli occhi tutti: le famose primavere arabe si sono trasformate in un incubo jiadista e nel cuore nero dell’Africa vi sono orrori che ricordano le pagine più buie della storia dell’uomo. I barconi che portano sulle coste italiane decine e decine di migliaia di profughi che fuggono dalla violenza e dalla miseria sono figli di quella nemesi storica che oggi colpisce l’Italia e il confine Sud dell’Europa. Vi è poi una seconda questione che, quasi sempre, viene colpevolmente dimenticata e anche Cacciari non fa eccezione. Questo esodo biblico non è solo figlio delle scelte miopi ed egoistiche dell’occidente, esso ha una sua autonomia, è prodotto naturale di quella globalizzazione dell’economia, della finanza e delle tecnologie che ha mutato nel corso degli ultimi decenni la storia del mondo. Era ovvio che entro i nuovi vasi comunicanti che hanno unito il mondo non circolassero solo i capitali finanziari e le merci, ma anche il capitale umano. La globalizzazione ha rappresentato e rappresenta una straordinaria opportunità di arricchimento per i già ricchi del Nord e una opportunità per i popoli del Sud. Al pari tempo però scarica sui cittadini e sui lavoratori europei contraddizioni e problemi molto aspri. È vero che l’Europa e i governi italiani di fronte alla migrazione biblica si limitano a mettere qualche toppa, ma è altrettanto vergognosamente vero che i potenti della finanza e dell’economia, i quali hanno moltiplicato le loro fortune con la globalizzazione, non mettono neppure un euro per affrontare gli effetti e i grandi problemi di questo esodo biblico dal Sud verso il Nord. Infine una considerazione doverosa, anche se sgradevole, sulla solidarietà verso questi nuovi miserabili. La solidarietà che è una grande virtù è solo l’ultimo grano di un rosario che dovrebbe avere al primo posto la politica e le istituzioni. L’idea di parte importante del mondo cattolico e dell’estremismo sociale della sinistra che la solidarietà possa sostituire lo stato, le sue regole e i suoi strumenti non solo è fallace, ma anche pericolosa. Nel 2001 perdemmo le elezioni proprio sulla emergenza sicurezza: ricordo, come un incubo, un’assemblea nel cuore della Toscana rossa, quando una folla in gran parte comunista voleva scaraventare giù dalla finestra il sindaco e il sottoscritto dopo una serie di rapine notturne nella cittadina di Monsummano Terme. E oggi la situazione è di molto peggiorata! Attenzione: il sonno della ragione produce dei mostri, e vi sono tutti i segnali di questo rischio.

Sulle insinuazioni e sulle provocazioni di Teresa Meli sul Corriere della sera e del presidente del consiglio a proposito dell’assemblea sulla coesione sociale, potrei limitarmi alle parole del segretario della Fiom: “mascalzonate”. Potrei replicare al segretario del Pd Matteo Renzi che ha ragione, quando afferma che con Piperno e Scalzone non si va da nessun parte, deve però convenire che con il sen. Azzolina, gli inquisiti del Pd sulla corruzione a Roma e tutto il resto della compagnia è facile finire davanti ai giudici e nelle patrie galere. La questione è troppo seria, perché la si possa liquidare con una battuta. Il tentativo di Landini di rispondere al vuoto della politica è una scelta seria e molto complicata. È seria, perché la degenerazione dei partiti e delle attività istituzionali ha trascinato nella crisi la politica in quanto tale e le sue forme di organizzazione. Il decadimento della legittimità democratica delle istituzioni rischia di travolgere i fondamenti stessi della democrazia. Infine, e non poteva che essere così, quel biennio (gli anni 89 – 90) che Mario Tronti definisce “bianco” ci consegna una sconfitta storica e politica della sinistra del Novecento. Collasso della Politica, decadenza della democrazia e sconfitta della sinistra hanno aperto interrogativi e problemi di enorme difficoltà nella testa e nel sentimento di quanti non si rassegnano ad accettare il capitalismo come sistema naturale.

La coesione sociale di Landini è il tentativo generoso di affrontare questo difficile rompicapo. La forza di questa scommessa è in grandissima parte nella credibilità sociale di Landini e della Fiom. La debolezza è duplice: la grande difficoltà di trasformare in un progetto politico, in teoria questo capitale soggettivo e la solitudine dello stesso segretario della Fiom. Solitudine, perché la crisi non ha risparmiato quasi nessuno dei tanti moderati o radicali che a sinistra, nel corso del tempo, si sono impegnati nella politica e le ultime elezioni regionali ne sono una ulteriore testimonianza. Solitudine, perché nella società pochi sono i movimenti che hanno un’ispirazione di sinistra e pochissimi quelli che si pongono il problema del fare politica “qui e oggi”, avendo cura di non ignorare “i rapporti di forza nella realtà”. Quella del segretario della Fiom è quindi una scalata difficile e che andrebbe, anche per questo, seguita con simpatia e sostenuta. Possibilmente senza danneggiarla.☺

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