Come prima, peggio di prima
28 Luglio 2020
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Come prima, peggio di prima

Ricordate quella bella frase vista sui muri di Madrid, “Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema”? Bene, ora che il peggio è passato (forse!) stiamo purtroppo rendendoci conto che in effetti no, niente sarà come prima: sarà peggio.

È bastato leggere il Piano Colao per capire non solo che come sempre l’animale uomo non ha imparato nulla dalla tragica esperienza appena vissuta, ma anche che i poteri che stanno strangolando il diritto alla vita degli umani e del pianeta sono saldamente in sella, più affamati di prima. E poiché viviamo in una regione che è spesso il laboratorio del peggio, è lecito aspettarsi davvero di tutto.

I progetti del piano parlano la lingua stantia del turbocapitalismo che ci ha portati sull’orlo del baratro, ripetono il mantra idiota della crescita infinita, identificano il senso della vita nelle parole “azienda” e “impresa”, dichiarano ancora una volta che i diritti e la legalità sono intralci che ostacolano il profitto, esprimono ancora una volta concetti deliranti di infrastrutture e di “sempli- ficazione”. Ciò che colpisce di più è la mancanza assoluta di attenzione al tema che ci ha accompagnati senza sosta in questi mesi di clausura e di buio: la sanità. Ci sono voluti più di 34.000 morti per far sorgere qualche dubbio nella mente dei decisori circa la necessità di un sistema sanitario nazionale pubblico ed efficiente. Ma questo non sfiora le mente dei super tecnici come Colao, per il quale l’ambiente è solo un “volano per il rilancio” e la cultura un brand da vendere al miglior offerente, mentre la parola “sanità” risulta non pervenuta

E naturalmente le parole d’ordine sono “ privatizzazioni” e “grandi opere”. Che tristezza! Ancora? Siamo di nuovo di fronte a scenari di rilancio di energia fossile, cementificazione selvaggia, sostegno alle grandi multinazionali che si sono letteralmente mangiate la vita e i diritti di generazioni intere? Dovremo di nuovo ascoltare l’esaltazione del mercato che si autoregola portando ricchezza a tutti, risentire le corbellerie sul privato buono ed efficiente mentre il pubblico è incapace e corrotto?

Le parole chiave da cui ricominciare non compaiono nei piani dei tecnici e nelle agende governative, eppure sono quelle che non possiamo permetterci di lasciare fuori, quelle che dobbiamo avere la forza di imporre: ambiente e salute. Che del resto siano da sempre strettamente intrecciate noi lo sapevamo bene, e la pandemia ce lo ha sbattuto in faccia senza pietà, con la sua violenza moltiplicata e malvagia più evidente nelle zone più industrializzate e inquinate.

Un altro mondo possibile c’è, e la pandemia ci ha dimostrato che quello in cui abbiamo vissuto finora non è più sostenibile; è ora dunque che torniamo nelle strade e nelle piazze per fermare qualsiasi tentativo di farci tornare a vivere come prima, peggio di prima. Se anche, come ci auguriamo, questo orrido piano Colao non venisse adottato, non possiamo perdere questa occasione di proporre ora qualcosa di diverso.

A partire dal nostro Molise, che ha visto la peggior gestione possibile della non-emergenza sanitaria (perché grazie a Dio emergenza vera non c’è stata); che vede più forte di prima lo strapotere della sanità privata; che non riesce a fare rete per valorizzare le sue grandi bellezze; che considera ancora acqua e terra solo come fonte di profitto e cementificazione; che non ha il coraggio di puntare sulla mobilità sostenibile e sull’abbandono delle fonti fossili.

C’è un’unica strada percorribile per evitare che il Molise torni a non esistere, che la madre Terra collassi e che l’1% del mondo continui ad accumulare indebitamente le ricchezze sottratte al restante 99%: quella del movimentismo civico. Opporci ancora, ancora ed ancora a ciò che si prepara; formulare e proporre ancora, ancora ed ancora i punti fondanti del mondo diverso a cui non rinunciamo.

Riprenderci strade e piazze in allegria e con decisione, in Molise e in Italia; e riempirle delle nostre parole d’ordine, che sono tutto l’opposto di quelle di Colao e del governo: investimenti massicci per sanità e scuola pubbliche e di qualità, annullamento del debito illegittimo, tutela dei diritti del lavoro, cancellazione dei decreti sicurezza, accoglienza e cittadinanza, ripubblicizzazione di tutti i beni comuni, difesa della Costituzione, antifascismo come pietra angolare della democrazia.

Non sappiamo se ci riusciremo; ma la legge morale dentro di noi ci dice che dobbiamo provarci.☺

 

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