contrastare la povertà
2 luglio 2012
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contrastare la povertà

 

In Molise 16 famiglie su 100 si trovano in una condizione di povertà relativa, mentre il 53% dei cittadini si dichiara insoddisfatto rispetto alla propria condizione economica. La stessa spesa per interventi e servizi sociali da parte dei comuni, singoli o associati, è pari allo 0,20% del Pil: un tetto d'investimento che, dopo la Calabria, risulta essere il più basso d'Italia. Ogni giorno, anche presso le sedi della Cgil, si affollano persone in preda alla disperazione: non di rado siamo costretti a dirottare la soddisfazione dei bisogni più elementari verso organizzazioni come la Caritas.

Per questi cittadini l'enunciato racchiuso nell'art. 3 della nostra Carta Costituzionale è divenuto una formula vuota. Come dar loro torto quando la classe dirigente non è in grado di  “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

La politica nella sua complessità non ha saputo rispondere al grido di sofferenza di tutti coloro che stanno scivolando sempre di più verso  gravi forme di marginalità sociale. Lo stesso Ordine del Giorno che, approvato in occasione della votazione della legge finanziaria 2012, impegnava la Giunta ad assumere urgenti iniziative per sostenere i lavoratori con più di 55 anni, ai quali era scaduta la proroga della mobilità, non ha avuto e non avrà, almeno nel breve periodo, alcun seguito. Le nostre rimostranze hanno trovato ascolto solo presso la Prefettura: un disinteresse che lascia perplessi rispetto alla capacità di costruire un progetto politico rivolto ai più bisognosi.

Va inoltre sottolineato come il finanziamento della Cig e della Mobilità in deroga, nella misura di 10 milioni di euro garantiti dal Ministero del Lavoro soltanto fino a dicembre 2012, non sarà destinato a chi ha già usufruito della deroga per due annualità, secondo quanto stabilito nell'Accordo Stato/Regioni. Da qui l'emarginazione di molti che, quasi sessantenni, non sanno più che fare: cercano lavoro, ma vengono considerati troppo anziani, provano a fare domanda di pensione, ma anche a fronte di 38/40 anni di contributi, la nuova normativa non consente di conseguire l'agognato assegno previdenziale.

La regione Molise, anche in considerazione della riforma del mercato del lavoro che ridisegnerà completamente l'assetto degli ammortizzatori sociali, deve da subito predisporre un nuovo programma di sostegno: un'elaborazione progettuale che sostenga, con forza e determinazione, tutti coloro che cercano di reinserirsi nel complesso ed articolato universo  produttivo. Nel frattempo sarebbe già un passo in avanti se il presidente della giunta ricevesse, come più volte richiesto, una delegazione di CITTADINI che da oltre un anno attendono di essere ascoltati.

La tutela  della dignità degli uomini dovrebbe avere la precedenza su ogni altro interesse e preoccupazione, poiché quando questo non avviene la politica perde il valore più grande: la capacità d'inchinarsi sugli ultimi e su chi non ha voce.☺

a.miccoli@cgilmolise.it

 

 

mozione: fiat powertrain – stabilimento di termoli

 

Preg.mo Presidente del Consiglio Provinciale di Campobasso

È di questi giorni la nota pervenuta ai dipendenti molisani, in virtù della quale la Fiat Powertrain “ha cancellato” a far data dall’1/1/2012 gli effetti positivi dei trattamenti economici aggiuntivi ed integrativi nei confronti degli iscritti alla Fiom CGIL;

Tanto ha provocato l’immediata riduzione dello stipendio, per € 250,00 circa al mese, per ciascun tesserato Fiom Cgil.

In un momento di forte recessione economica e crisi sociale il comportamento della Fiat P.T. nei confronti dei dipendenti iscritti alla Fiom CGIL ha il sapore di un “attacco di altri tempi storici” (antecedenti all’entrata in vigore della Costituzione repubblicana) nei quali il sindacato era un’organizzazione scomoda, invisa alla parte datoriale e la partecipazione ad essa era e purtroppo oggi è ancora foriera di emarginazione all’interno dello stabilimento;

Alla luce del ruolo istituzionale rivestito e delle proprie competenze i consiglieri della Provincia di Campobasso

Impegna

Il Presidente della Provincia di Campobasso a far sentire il forte dissenso dell’ente per il comportamento tenuto dalla Fiat P.T. nei confronti dei nostri concittadini dipendenti della Fiat P.T. tesserati Fiom CGIL- comportamento-foriero di danni alle famiglie della nostra Provincia, aprendo, contestualmente, un tavolo di confronto con la Fiat P.T.

Campobasso,04/06/2012

Consiglieri provinciali:

Caravatta Massimo – Venittelli Laura

I consiglieri Caravatta, Venittelli stigmatizzano il comportamento  dell’azienda Fiat P.T. che come di consueto colpisce in maniera dura e strumentale la parte più debole, che nel caso di specie si identifica negli operai e nelle loro famiglie. Decurta gli stipendi di somme importanti, circa 250 euro, destinando gli operai e le loro famiglie, nella fascia della povertà. Colpisce gli stessi nella propria dignità di uomini e lavoratori, non dando loro la possibilità di scegliere l’organizzazione sindacale, facendo leva sulla debolezza economica e psicologica inducono gli operai a rinunciare alla tessera fiom, minando in maniera forte la democrazia e la libertà personale. Per i suddetti motivi i consiglieri provinciali Caravatta Massimo e Venittelli Laura invitano l’intera classe politica molisana a levare alta la propria voce in difesa dell’anello debole della catena, in questo caso gli OPERAI.

 

 

 

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