Convenzione fatta
19 aprile 2018
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Convenzione fatta

Sul finire dei rispettivi impegni istituzionali la giunta regionale del Molise ed il ministro Martina sono riusciti a mettere a punto la Convenzione per l’impiego delle unità Carabinieri forestali nell’ambito delle materie di competenza regionale. È opportuno ricordare che dal 1972 alle regioni sono state trasferite le funzioni in materia di agricoltura e foreste, caccia e pesca nelle acque interne e che nel 2005 venne siglato l’Accordo Quadro Nazionale volto a regolare i rapporti tra il Corpo Forestale dello Stato e le regioni. Nel 2016 le funzioni del Corpo forestale erano già state trasferite all’Arma dei Carabinieri e venne riconosciuto al ministro delle politiche agricole alimentari e forestali la facoltà di stipulare specifiche convenzioni con le regioni per l’affidamento dei compiti previsti dall’AQN.

Il lettore attento si sarà accorto che in più di un’occasione ho fatto riferimento all’accorpamento del Corpo forestale all’Arma dei Carabinieri sottolineandone la inopportunità per una serie di motivi. Anche il consiglio regionale, nel lontano 2014, aveva avuto i suoi motivi per approvare all’unanimità una mozione che intendeva proclamare la propria contrarietà a tale operazione, ma il dissenso raramente viene preso in seria considerazione. Così oggi tutte le regioni si trovano nella condizione di dover stipulare convenzioni specifiche per poter affidare ai carabinieri forestali le funzioni di cui esse sono titolari e che in precedenza venivano svolte dal Corpo forestale.

Per far questo è stato necessario inserire la copertura delle spese nel bilancio della regione Molise dal momento che gli oneri finanziari sono a suo carico. Non si tratta di somme da capogiro, solo 50.000 euro annui per l’affidamento dei compiti relativi alla tutela del patrimonio ambientale e silvo-pastorale; di quello agro-alimentare; faunistico e la prevenzione degli incendi boschivi, ma anche per i rischi legati alle abbondanti nevicate.

Alla luce di quanto successo la scorsa estate con una serie terrificante di incendi che hanno distrutto ettari ed ettari di bosco (una delle più belle caratteristiche della nostra terra) bisognava necessariamente correre ai ripari. Ben venga la convenzione, quindi, ma resta il dubbio che tutto il meccanismo messo in atto si sarebbe potuto evitare se solo in Italia non fossimo campioni di “complicatismo”.

Adesso sappiamo chi sarà ad occuparsi della vigilanza di pascoli, foreste e della raccolta di funghi e tartufi. Chi sorveglierà i tratturi e sul vincolo idrogeologico. Saranno sempre loro a tutelare e valorizzare il patrimonio protetto dei siti “Natura 2000” e persino gli alberi monumentali. Assolutamente non secondario il controllo sulla coltivazione, produzione ed impiego di organismi geneticamente modificati, nonché sulla tracciabilità dei prodotti molisani certificati e tipici.

La convenzione prevede anche il controllo delle attività di caccia e pesca, perché ci sono animali che proprio non devono essere ammazzati, per motivi legati alla sopravvivenza della specie, ma anche per la loro importanza per gli equilibri naturali. Non è specificato, però, se saranno monitorate anche la presenza cospicua di cinghiali e i danni che spesso arrecano alle coltivazioni.

Infine, la sorveglianza sui territori a rischio di incendio boschivo e prevenzione dei comportamenti pericolosi, quelli che causano in maniera più o meno volontaria la distruzione di migliaia di alberi e piante spontanee. Garantita anche la partecipazione alle attività della Sala Operativa Unificata Permanente nel periodo più “infuocato”.

Una convenzione firmata in zona Cesarini, per dirla con linguaggio calcistico, che è importante per il supporto fondamentale che può fornire al Molise, sempre più preda di eventi distruttivi, che fa fatica a progettare il suo futuro, ma anche a proteggere il suo passato e il patrimonio naturale che lo contraddistingue.

Siamo anche consapevoli che l’impegno delle forze di polizia non può risolvere tutto, bisogna tenere a cuore la propria terra per difenderla e valorizzarla. Lo debbono fare i singoli cittadini abbandonando comportamenti nocivi e predatori, ma il compito più arduo ed importante spetta alle amministrazioni. Speriamo bene.☺

 

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