Costruzioni e materie ecosostenibili
4 Febbraio 2021
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Costruzioni e materie ecosostenibili

Uno dei materiali alternativi sostenibili, che sarà utilizzato in modo sempre più massiccio nel prossimo futuro, è conosciuto come “ecocemento”. Il vantaggio del suo utilizzo risiede non solo nel suo provenire da materie prime seconde e quindi dal contenimento del consumo di una certa fascia di risorse non rinnovabili, ma anche dalla sua capacità di assorbire quantitativi non trascurabili di CO2.

Il minor uso di materie prime, per quanto previsto dalle direttive dell’Unione Europea, fa il paio con una sempre maggiore efficienza energetica, specie in uno dei settori industriali più energivori, quale quello edilizio. D’altronde, l’operare della moderna industria delle costruzioni, oltre a fornire il manufatto edilizio in quanto tale, include anche tutta una serie di altre attività, come la produzione e la posa in opera dei materiali, compreso la loro dismissione e la durata nel tempo di quanto realizzato. In altre parole, diventa quanto mai evidente che i princìpi di sostenibilità di un intervento siano comparati a quanto avviene sia prima che dopo la sua realizzazione.

Tra i tanti prodotti di nuova generazione, nel campo indicato, tra l’altro derivante da un’idea tutta italiana, è da evidenziare l’esempio del cemento autopulente e mangiasmog. È, infatti, nel caso quantomeno straordinaria la possibilità di sostituire la tradizionale ripulitura e verniciatura manuale, ad esempio delle facciate annerite dallo smog degli edifici cittadini, con l’uso di un prodotto non solo efficace per la soluzione del problema, ma anche in grado di resistere nel tempo ai relativi agenti inquinanti.

La semplice immissione, infatti, nella composizione del cemento del biossido di titanio, provoca un processo fotocatalitico in grado di trasformare le sostanze contaminanti in prodotti inerti, facilmente allontanabili dall’acqua piovana. Il medesimo composto chimico, aggiunto alle composizioni delle comuni vernici in uso per pareti e coperture, sia esterne che interne, sembra in grado di ridurre ampiamente l’inquinamento dell’aria dei luoghi circostanti.

È pure molto interessante, quale altra tipologia di cemento ecocompatibile, quello trasparente o luminoso, capace cioè di lasciarsi attraversare sia dalla luce solare che da quella artificiale. Una delle sue più comuni modalità di utilizzazione consiste nella messa in opera di mattoni i cui materiali, costituiti da particolari resine plastiche, consentono alla luce di filtrare attraverso. Si verifica, cioè, che durante le ore diurne la luce solare illumina l’interno dell’edificio, di notte quella artificiale ne evidenzia i tratti essenziali.  Le buone capacità d’isolamento termico del materiale, inoltre, aggiunte a quelle dell’utilizzo della luce naturale, permettono che da parte dell’edificio considerato possa realizzarsi un complessivo non trascurabile risparmio di energia, in particolare di quella elettrica.

Ancor più interessante è la scoperta della possibilità di utilizzo di sostanze vegetali, prime fra tutte gli scarti di riso, per realizzare un particolare tipo di cemento sostenibile. La scoperta prende il via dal fatto che la pellicola che ricopre i chicchi di riso quando sono sulla pianta (lolla o pula) è ricca di ossido di silicio. Pur essendo la sostanza particolarmente utile per la produzione di cemento, solo di recente è stato trovato il modo di poterla utilizzare, in modo conveniente, mescolandola al conglomerato cementizio, essendo la cenere della lolla particolarmente ricca di carbonio. Con la messa a punto, infine, di un processo di combustione, in assenza di ossigeno e a più basse temperature, si è riusciti ad ottenere un prodotto pressoché costituito da silicio puro e privo di carbonio. La conseguenza ambientale più immediata è che la scoperta, la produzione e la messa in commercio della sostanza realizzata, permetterà di contenere gran parte delle riconosciute, nocive emissioni di CO2 in atmosfera.☺

 

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