crisi aziendale e prospettive incerte
20 Febbraio 2010
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crisi aziendale e prospettive incerte

Al tavolo ministeriale sul riassetto del Gruppo FIAT in Italia mancava solo il Molise. Gli altri territori seguono con apprensione la stesura del nuovo piano industriale aziendale dopo lo sbarco in America e gli accordi con la Chrysler. A Termini Imerese, Pomigliano d’Arco, Cassino, Melfi e Mirafiori chiedono garanzie sul futuro degli stabilimenti, della produzione e dei livelli occupazionali. Da noi, il Presidente della Giunta durante il dibattito in Aula sul Bilancio ha detto che se per la FIAT ci sono incertezze alla DR Group di Isernia le prospettive sono rosee, quindi possiamo rasserenarci. La distrazione della Regione isola 400 interinali della FIAT e 200 della SEVEL di Val di Sangro che da oltre un anno non lavorano e non godono di misure di sostegno al reddito né di percorsi formativi. A Termoli sono arrivati in trasferta operai da altri stabilimenti FIAT e in un anno non si è trovato il tempo per convocare le parti e individuare una soluzione solidale per tutti. Il futuro dello Zuccherificio è incerto per via del riassetto del settore imposto dall’Unione Europea che non assicura più margini di profitto ai bieticoltori e alle imprese. Non è dato sapere di un nuovo piano industriale predisposto dal socio privato che ha sostituito la famiglia Tesi e centinaia di operai fissi e stagionali attendono elementi di chiarezza. Al Pastificio La Molisana  persiste la gestione fallimentare dei liquidatori e 90 dipendenti si augurano il subentro di un imprenditore che rilanci l’azienda e mantenga le quote di mercato e i posti di lavoro. Non vanno dimenticati i 120 ex-dipendenti della stessa azienda già licenziati, né i 45 addetti del Pastificio Guacci che ha chiuso i battenti. Oltre 100 operai dell’ITAM di Boiano hanno concluso o quasi il periodo di copertura degli ammortizzatori sociali e non hanno alcuna possibilità di rientro. Nella stessa situazione ci sono i 130 addetti della Fonderghisa di Pozzilli e di tante altre imprese che non hanno retto l’urto della crisi.

In questi giorni abbiamo seguito la lotta disperata dei 90 operai della Geomeccanica che sono saliti sul tetto della fabbrica per difendere il lavoro di un’azienda dove la Regione ha investito 4 milioni di euro e acquisito nel 2004 una quota del 35%. 200 operai forestali sono costretti a picchetti permanenti per strappare all’ARSIAM almeno 151 giornate annue, mentre decine di precari delle Comunità Montane sono saltati per via della crisi in cui versano questi Enti perennemente commissariati. Nonostante un intervento finanziario complessivo di 35 milioni di euro della Regione, nella cooperativa Solagital del Gruppo Arena persistono incertezze e 500 dipendenti tra fissi e avventizi attendono elementi di rassicurazione in una società che al 75% è pubblica. Il dramma che si è abbattuto sulla filiera del tessile ha spazzato via nell’ultimo bienno centinaia di posti di lavoro nelle piccole imprese del settore con l’aggravante che oggi pende una spada di Damocle sulla testa di 700 dipendenti diretti dell’Ittierre. Ci si augura che i commissari non svendano pezzo a pezzo il patrimonio aziendale. Ma nonostante i solleciti sindacali, ad oggi non c’è alcun confronto concreto al Ministero dell’Industria sulla vertenza più delicata e difficile che può mettere in ginocchio gran parte della provincia di Isernia.

Più in generale ci sono decine di imprese edili che hanno licenziato i dipendenti perché vantano crediti dalla pubblica amministrazione e le aperture di nuovi cantieri sono rare, con connesse difficoltà di riassunzione degli operai. I tagli della Gelmini hanno tolto il lavoro a 800 precari molisani della scuola nell’ultimo triennio e con i provvedimenti in itinere sono a rischio altri 700 posti di lavoro come denunciato con grande coraggio dai sindacati del settore. Continua l’emorragia alle Poste, alle Ferrovie, all’ENEL, alla Telecom e nei prossimi mesi ci saranno tagli occupazionali significativi anche nel settore del trasporto pubblico locale e nei servizi socio-sanitari, come evidenziano le vertenze del Carsic, del San Stefar, della Cooptour e diverse altre imprese.

In pratica il 2010 si preannuncia un anno drammatico per il lavoro in Molise e serviranno proposte concrete, vertenza per vertenza,  per aiutare le persone a non rimanere sole e senza reddito.☺

petraroia.michele@virgilio.it

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