Temo che noi continueremo a maltrattare la natura come se le sue ricchezze fossero inesauribili, e temo anche che continueremo ad essere indifferenti di fronte a quello che succede in altre parti del mondo,

“Tra un fiore colto e l’altro donato / l’inesprimibile nulla”. Questi due versi, segnati indiscutibilmente da un tragico nichilismo, li troviamo all’inizio dell’opera omnia di Giuseppe Ungaretti (1888-1970),

È appena cominciato il mese di dicembre 1989. Sono a Leipzig, città che voi chiamate Lipsia, e faccio, come da quasi 20 anni, la traduttrice al festival internazionale del cinedocumentario.

Non si ride a crepapelle con le satire di Orazio, ma si sorride dentro, e di gusto, perché si riconoscono come propri vizi, difetti, ambizioni e sfrenatezze della varia umanità

Il cileno Perico, che è morto oggi, ha accompagnato una grande parte della mia vita dal 1989 in poi

Dieci anni fa, nella sua Milano, moriva Alda Merini, una delle più discusse protagoniste della poesia italiana dell’ultimo secolo.

“Il popolo siamo noi!”. Gridano anche “Gorbi, Gorbi”, perché Gorbaciov era stato a Berlino il 7 ottobre per festeggiare i 40 anni della DDR.

La mia estate si è popolata di percezioni belle di significato che, se fossi poeta, tradurrei in parole durevoli, se fossi un pittore fermerei in un’immagine, per sempre.

L’estate del 1989 l’ho passato con mia figlia e con mio nipote Jonas, che aveva tre mesi, percorrendo l’Italia sulle tracce di Dario,