Debitocrazia e tunnel
19 Aprile 2018
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Debitocrazia e tunnel

Spesso le battaglie locali sono espressione di vitalità e il segno di una vita democratica, ma a volte sono funzionali ai processi in atto che cercano di contrastare. Questo accade se non si comprende che il contesto è mutato. Non si può comprendere ciò che accade a Termoli senza inserirlo nel giusto contesto sociale ed economico globale. In particolare il fenomeno che colpisce la vita dei Municipi italiani non è diversa da quella di altre realtà analoghe a livello internazionale.

Cosa ci sta accadendo? La Finanza si è impossessata della Terra, dei popoli e si nutre di una sottrazione illimitata di territorio, servizi essenziali, beni comuni, trasformando i diritti in bisogni da soddisfare a pagamento, per chi può permetterselo. Stiamo vivendo un’unica grande crisi sociale, ambientale ed economica. Lo strumento potente utilizzato è il debito illegittimo. Esso impone ai governi di individuare risorse per il pagamento degli interessi tagliando in maniera illimitata su ciò che è indispensabile alla vita e scaricando sugli Enti Locali “la Suprema necessità” del ripianamento. E di conseguenza i comuni depredati dei loro patrimoni svendono e realizzano opere, spesso non necessarie, imponendo ai cittadini i costi per la loro manutenzione. Ecco perché la metodologia di lotta per la trasformazione sociale non può che essere impostata diversamente dal passato e al tempo stesso rispettare criteri di chiarezza e rispetto dei ruoli tradizionali: da una parte chi governa la città, dall’altra i partiti o movimenti politici antagonisti ed infine il popolo organizzato in comitati o movimenti sociali di lotta e di contrasto alle misure antidemocratiche. Si tratta quindi non solo di contestualizzare, ma anche di rispettare le regole fondamentali delle lotte tematiche.

Quella ultima che ha animato e continuerà ad animare Termoli riguarda la “grande opera”. Essa prevede la costruzione di un tunnel nel centro storico e la privatizzazione della parte paesaggistica più caratteristica della città attraverso un Project financing (Finanza di progetto) con una società privata locale alleata con realtà imprenditoriali ubicate in territori ad alta intensità di economia criminale ed irresponsabile. Quali sono le regole fondamentali di lotta democratica se si hanno ad oggetto questioni tematiche e prevalentemente ambientali? La lotta non può prescindere dal coinvolgimento popolare e restare dentro la questione essenziale: i due binari sono il popolo e il tema. In questo caso abbiamo la città che viene privatizzata con enormi sottrazioni di risorse storiche, ambientali, paesaggistiche. A nulla sono servite e serviranno le personalizzazioni che distolgono il cittadino dalla vera questione: la finanza alleata con un’economia estrattiva sta mettendo le mani sulla nostra identità di popolo termolese per monetizzare e rendere a profitto quello che di più caro abbiamo: la nostra storia e il nostro ambiente. Il costo sociale ed economico, a fronte di un po’ di posti di lavoro temporanei, peraltro spesso offerti all’esterno, sarà l’eredità fiscale di enorme aggravio che per sempre continueremo a sostenere perché ogni grande opera imposta e non necessaria avrà ripercussioni sui bilanci e sulle generazioni future. La manutenzione delle opere estrarrà tante risorse da rendere ancora più indebitata la realtà municipale costringendola ad avvitarsi su se stessa fino a restarne strozzata definitivamente.

Vi siete mai chiesti perché i comuni sempre più abbandonano le proprie strade, e non solo, all’incuria più totale? I debiti sono e saranno lo strumento attraverso il quale ci terranno costantemente subordinati alle politiche di espansione del capitale finanziarizzato a danno della nostra libertà, democrazia e vita. E se in questo caso del tunnel vi fosse la saldatura perfetta tra finanza e criminalità? Il sindaco, la giunta ed il consiglio comunale possono scegliere se assecondare questo processo o intervenire a salvaguardia della democrazia e della vita di questa città e diventano irresponsabili nel momento in cui la loro consapevolezza lascia spazio ad una politica di breve durata (con vantaggi apparentemente immediati) senza ascoltare e rispettare il fondamentale ed irrinunciabile principio amministrativo della precauzione. ☺

 

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