Democrazia è partecipazione
4 Marzo 2015
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Democrazia è partecipazione

Il significato incontrovertibile della parola politica: il potere al popolo.

Dalla Carta dei Diritti dell’uomo art. 20-21: “Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti scelti liberamente…”

Dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE art. 12, comma 2..! “I partiti politici contribuiscono a esprimere la volontà politica dei cittadini”.

Dalla Costituzione Italiana art.1: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti espressi dalla costituzione”; Art.49: “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”; l’Art.118 riformato pone mano alla deriva partitocratrica e alla crisi dei vecchi gruppi iniziata negli  anni 80 (M. Olivetti), introduce il concetto di sussidiarietà che restituisce più ampi poteri alle istituzioni più vicine al popolo: “Lo stato, le regioni, le province e i comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale….”.

L’UE stessa nel documento di Laeken 2001 aveva dato grande rilievo e volontà di rilancio alla politica come partecipazione dei cittadini invocando la costituzione del Forum dei cittadini: Empower del dicembre 2006 a Bergamo.

L’attuale legge elettorale in Italia è conforme a tali principi? E allora saranno legittimi i risultati che scaturiranno dalla prossima tornata elettorale? Si parla giorno dopo giorno di rivedere il modello in corso. Poi si rinvia l’impegno. Si rilancia la sfida volta all’innovazione e si creano scene di  reciproco affronto tra schieramenti politici che non riescono a concertare riforme e leggi volte alla salvaguardia del principio di democrazia segnatamente comunitaria. Chi sta componendo le liste in occasione di elezioni…?

Rappresentanza non coincide sempre con Partecipazione. La delega non si confà ai principi di diritto della persona che è sempre al centro dei documenti citati, a prescindere dal taglio politico di coloro che hanno contribuito a stenderli. Norberto Bobbio ebbe a dire: “… se il popolo può trasmettere questo potere, temporaneamente ad altri, per es. ai suoi rappresentanti, come accade nel sistema parlamentare, non può rinunciarvi e alienarlo per sempre”. Si tratta allora di un diritto/dovere irrinunciabile. Oggi si registra una notevole accentuazione del distacco tra cittadini e politica che, a ben tradurlo, significa “eclissi” della politica in quanto tale. Ma la cosa era partita già negli anni ’80. Qualche anno addietro Ilvo Diamanti parlando dei partiti si permetteva di etichettarli come “burocrati senza società”.

La democrazia partecipata crea benessere sociale e promuove sviluppo, riduce lo sperpero delle risorse pubbliche, garantisce il controllo e il rispetto delle regole. E di questi tempi sarebbe opportuno tener conto di tali aspetti che in un momento di crisi generale accentuano le distanze tra potere e popolo, tra governi e cittadini. E non c’è giorno in cui non si riaffacciano su giornali, riviste e televisioni pessime sceneggiate di corruzione che investono anche figure politiche di diversa appartenenza. E vengono meno: costanza che produce cultura, buone prassi, contagio costruttivo, relazioni; non si stempera l’agonismo conflittuale tipico delle lobby partitiche e sempre più scade la dimensione dialogica volta ad alimentare un modello comunicativo alternativo allo stile rissoso che invade ogni angolo della scena politica e dell’intera società. Ne paghiamo il prezzo con un calo accentuato della cooperazione volta alla ricerca del bene comune.

Sembrano ormai archiviate le esperienze sviluppate in tutta Italia in comuni anche di ristrette dimensioni: Malpignano (Le): bilancio partecipato, assemblee cittadine, raccolta differenziata,  anziani protagonisti; Badolato (RC),Curdolato: integrazione civile, culturale, religiosa, lavorativa, edilizia (corretta e  agevolata  disponibilità  di  edifici  del   centro  storico); Gubbio e hinterland: nascita di cooperative edilizie per l’ autorealizzazione di abitazioni per l’emigrazione, bilancio partecipato, cooperazione interculturale e sussidi raccolti attraverso la normativa regionale.

La nostra realtà dovrà porsi prossimamente il compito di compiere una rivoluzione democratica fondata sulla sussidiarietà che ponga al centro i cittadini, il territorio e le relative istituzioni e agenzie territoriali per affrontare il futuro. La partecipazione è la strada maestra e non si può invocare solo nel momento in cui si vive la stagione elettorale. I gruppi isolati non hanno peso. Occorre recuperare la logica della rete che raccoglie singoli e gruppi in un contesto aperto al confronto e diretto al confronto aperto con la politica per proporre, suggerire e concordare.☺

 

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