Di nuovo settembre
13 settembre 2018
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Di nuovo settembre

Per me, il mese di settembre ha avuto sempre qualcosa di speciale, di unico, qualcosa che non riesco a spiegare. Quando andavo a scuola, settembre era, dopo un periodo di vacanze, forse dopo un viaggio, il mese del ritorno alla vita normale, agli studi, a quello che mia nonna chiamava “la serietà della vita”. Anche più tardi sentivo settembre sempre come un primo passo verso qualcosa di nuovo, diverso, sconosciuto.

Anche il mese di settembre del 2013 mi ha aperto la porta verso una cosa nuova: la collaborazione con la fonte. Ho scritto il mio primo contributo per il numero di settembre 2013, e il mio tema è stato il golpe dei militari cileni contro Salvador Allende ed il governo della Unidad Popular l’11 settembre 1973.

Dal momento della mia entrata nella famiglia de la fonte sono passati 5 anni. Credo che valga la pena fare un primo bilancio, chiedersi se, nella storia del nostro mondo piccolo e nella storia del mondo grande hanno prevalso i fatti positivi o quelli negativi.

Faccio un breve salto al Cile del 2018. All’inizio di agosto il governo aveva nominato un nuovo ministro della cultura, e questo signore, come primo atto ministeriale, aveva criticato il “museo della memoria” dove si rende omaggio alle vittime della dittatura di Pinochet. Per il signor ministro, questo museo falsificava la storia del Cile ed occorreva cambiarne il contenuto.

Per fortuna, la protesta massiccia del popolo cileno ha avuto come conseguenza che il signor ministro ha dovuto dimettersi dopo soltanto 90 ore. Una vittoria delle forze democratiche del Cile? Si. Capitolo chiuso? No.

Il ministro-lampo cileno fa parte di quelle forze che, non solo in Cile, ma nel mondo, e soprattutto in Europa, vogliono ri-scrivere la storia del secolo scorso, negando i crimini dei nazisti e dei fascisti. L’unico errore commesso dal ministro di breve scadenza è stato un errore di calcolo: in Cile non erano passati tanti anni dalla fine della dittatura di Pinochet, e nel paese c’era ancora molta gente che ricordava quelli anni. Il signor ministro avrebbe dovuto aspettare un po’, 20, 30 anni forse, e non avrebbe trovato tanta resistenza contro la ri-organizzazione del museo della memoria.

Nella nostra Europa, la cosa è molto più grave. In quasi tutti i paesi della UE prende voto chi condanna gli immigrati, gli omosessuali, le coppie di fatto o i medici che non si oppongono all’aborto o alla vaccinazione. In questi nostri paesi europei i neo-fascisti possono organizzare i loro raduni in tutta libertà, e quando ci sono contro-manifestanti in giro, i poliziotti proteggono i neo-fascisti. L’ultimo evento di questo genere, sabato 18 agosto 2018, a Berlino, dove 700 neonazisti hanno manifestato per celebrare Rudolf Hess, il vice di Adolfo Hitler. Hanno manifestato, circondati dai poliziotti che li proteggevano dai contestatori democratici.

No, non è un bilancio positivo che faccio in questo mese di settembre. Mi dispiace, per noi tutte/tutti. L’unico raggio di luce è stata ed è la mia nuova famiglia de la fonte

 

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