Diario di un viaggio
4 Maggio 2017
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Diario di un viaggio

Francesco! … mi ha riconosciuto e ricordato. Venendomi incontro, prende tra le sue mani il mio faccione e guardandomi negli occhi, mi abbraccia. Un abbraccio lungo molti anni e molti trascorsi su strade diverse. “Dom ho delle bottiglie di vino.” “Entonces, es tomar ellos! Voy a hacer algo para llevar (allora va, che aspetti, vai a prenderle! io ti preparo qualcosa da portarti). Invece di pochi minuti, sono rimasto a chiacchierare con Lui “oltre il tempo”, mentre gli altri si chiedevano: “dov’è Francesco?”

Ecco si, troppa approssimazione ed ignoranza hanno lasciato spazio ad opportunisti senza scrupolo. Si è dato credito a venditori di Speranza senza futuro, ma la Speranza ha il suo seme nella ragione senza ragioni … deve venire il giorno in cui l’uomo sarà disposto a rinunciare al potere e all’oro per un po’ di dolce compassione, non certo di orge rassicuranti … e tanto altro … e poi, alzatosi dalla Sua poltrona: vieni qui, fatti benedire, figlio mio, per te ed i tuoi cari.

… oh, si, mi porto la Tua serena testimonianza profetica che al di là della bestemmia e della preghiera è necessario amare l’ineffabile dono della vita ed aprirsi alla Verità ed alla Grazia con Letizia, senza remore e senza limiti, consapevoli delle nostre ed altrui contraddizioni, certi comunque che è difficile nel “qui ed ora” testimoniare e condividere certe posizioni profetiche, perchè, si sa, i Profeti camminano con un passo troppo lungo e spesso non si riesce a tener loro dietro.

Grazie mio vecchio “compagno Dom Tupa, olim Pater sed semper amicus (una volta Padre, ma adesso e sempre un amico). Racchiuso in quell’angolo privilegiato indicatomi dal segretario, mi fermo ad osservare il rito del “Bota Fumeiro”, l’enorme incensiere nella chiesa della città finis terrae, che, afferrato e spinto da uno dei tiraboleiros, inizia la sua oscillazione purificatrice e, come trapezista navigato, viene spinto in spettacolari oscillazioni dalle mani dei tiraboleiros con i piedi in terra. Con lo sguardo in alto, non mi accorgo di quelle mani che si agitano verso di me; poso gli occhi verso la colonna di destra e due donne mi guardano sorridenti. Ma guarda tu! Sono Letizia e Grazia che, scomposte, all’italiana maniera, mi fanno cenno di raggiungerle. Sta a vedere che veramente fanno parte di qualche congregazione di passionarie di strada o di fede, poco importa ormai. Effettuate le vorticose evoluzioni, il Bota Fumeiro comunque, come ogni volta, si ferma, lasciando a ciascuno le proprie visioni ed emozioni. Così come si fermano i passi dei pellegrini ed i sogni incantati dei Francesco che, già lungo i sentieri della propria storia, hanno avuto ed hanno la possibilità di vivere cose comuni nello straordinario del quotidiano.

Ciascuno di noi ha ogni giorno la sua vetta da scalare, sempre unica; talvolta ci sono voluti anni per salire o semplicemente per tentare di salire. Ciascuno di noi è un alpinista solitario della vita, cercarne l’etimo, declinarla o coniugarla, decisamente è un’impresa eccezionale. Essa sconvolge ed avvolge. Passano gli anni, i giorni e le relazioni che essa propone ed ognuno è sempre solo sui propri sentieri. Talvolta vive esperienze tragiche, incontrando sorella morte che decima affetti e taglia memorie possibili; altre volte racconta di incontri avvincenti, coinvolgenti, di amori appassionati e di occasioni lasciate ai bordi del sentiero. “C’est la Vie”… è la Vita. I pensieri si affollano mentre tu tenti di dar loro un senso e subito dopo perdono di senso. Cerchi verità su di essa sfogliando quanto altri hanno raccontato; lasci la tenda che hai sulle spalle insieme al tuo zaino per fermarti in quelle case di verità fatte di altari e preghiere, sicuro di trovare risposte certe al senso della vita, ma incontri sempre sentieri senza indicazioni e, il più delle volte, con così tante tabelle che diventano ostacoli alla tua ricerca.

La mia gatta si ferma accanto ai pensieri ed inizia a fare le “fusa”. Chissà cosa pensa. La chiave è sempre sulla porta, mentre il cagnone è sempre vigile all’ingresso. La strada è animata da auto e camion che portano altrove persone e cose. Abbraccio la mia compagna, amante, amica, in queste prime ore di un nuovo giorno e contemplo la farfalla con le ali splendenti sotto quei raggi di sole!

Tracci, allora, il tuo percorso per l’anno in corso e lo inizi, certo che esso racconterà a te, prima di tutti, quel “qualcosa in più” al tuo vivere. Ed immediata giunge quell’intuizione antica: la soluzione utile è quella di vivere ogni attimo che l’esistere ci regala! … molte altre cose le serbo per me, non è opportuno riferirle.

Grazas a todos, gracias. Thank you all! Grazie Pino! Vou voir bientôt sur les chemins du monde et de nos montagnes! (arrivederci presto sui sentieri del mondo e delle nostre montagne!). (Fine)

 

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