Dicono di noi
6 Gennaio 2015
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Dicono di noi

Una “Lettera aperta  di un terremotato sopravvissuto”, firmata da don Antonio Di Lalla, apre il numero di novembre del mensile la fonte (www.lafonte2004.it). Il testo è di particolare attualità perché collega come in un fil rouge disastri che, seppur non prevedibili, si potevano sicuramente contenere nei loro drammatici esiti. La fonte, infatti, è un periodico di “resistenza umana” nato dopo il terremoto del 31 ottobre 2002, che in Molise ha lacerato muri e coscienze, mentre ad ormai dodici anni dal sisma la ricostruzione è ancora solo cominciata. Non potendo e non volendo rassegnarsi, un gruppo di persone, riunite attorno al direttore della testata, don Antonio di Lalla, parroco a Bonefro (Cb) nel 2004 ha deciso di dare vita a un giornale che richiamasse anzitutto la necessità di dare notizie attendibili, a cominciare dai paesi vittime del sisma e dai temi legati alla ricostruzione morale e civile delle comunità colpite da sisma. «Genova – scrive Di Lalla nella sua lettera aperta – è un caso eclatante, ma il nostro territorio è quasi tutto a rischio idrogeologico». «Non posso non arrabbiarmi di fronte a una regione che non si dota di un piano energetico e poi i consiglieri regionali, presi con le mani nella melassa, fanno voti perché si sospenda la costruzione delle centrali a biomasse nelle valli del Matese. Senza i cittadini a fare muro non si sarebbero interrotti i lavori e allora se è il popolo a dover difendere il territorio, ci sarebbe da concludere che i politici ci stanno solo per fare scempi!».

Adista segni nuovi n.43 pag.15

 

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