Disagi, guasti e impianti vetusti
13 giugno 2018
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Disagi, guasti e impianti vetusti

Il Molise perde il 40% dell’acqua potabile

 

I dati allarmanti arrivano da una indagine ISTAT che colloca Campobasso tra le città maglia nera in Italia. I nuovi e gravi disagi che si stanno verificando in Basso Molise in seguito agli interventi di manutenzione resisi necessari dopo la rottura del potabilizzatore della diga del Liscione, hanno riproposto la seria problematica legata alle condizioni di un impianto vecchio che manifesta sempre più falle e le cui conseguenze ricadono purtroppo sui cittadini costretti a dover rinunciare per giorni al prezioso bene per fini alimentari.

A ciò si aggiunge la mancata realizzazione del nuovo acquedotto molisano centrale, atteso da anni, che dovrebbe servire undici comuni della fascia costiera (Guardialfiera, Larino, San Martino in Pensilis, Ururi, Portocannone, Campomarino, Termoli, San Giacomo degli Schiavoni, Guglionesi, Petacciato e Montenero Di Bisaccia) con acqua potabile proveniente dalle sorgenti del Matese.

Nelle scorse settimane proprio in relazione a un intervento più volte annunciato abbiamo posto una domanda al Commissario straordinario di Molise Acque, Massimo Pillarella, il quale ha risposto che l’opera pubblica sarà ultimata entro il 2018.

La necessità di portare a termine investimenti in grado di rendere maggiormente efficiente la rete idrica, limitare le perdite e i costi dell’energia elettrica per garantire il sollevamento dell’acqua verso i comuni, è certamente oggi una delle questioni prioritarie che il governo regionale dovrà affrontare.

Va evidenziato, sulla base di una indagine realizzata dall’ISTAT e di cui si è occupata anche la giornalista Milena Gabanelli in una inchiesta pubblicata dal Corriere.it, che il Molise rientra tra le regioni italiane che sprecano più acqua a causa dei frequenti guasti alle tubature e alle cattive condizioni della rete. Più del 40% dell’acqua potabile non arriva affatto nelle case dei molisani. Il dato delle perdite è in aumento rispetto al 2012.

Campobasso, con il 67,9% delle perdite alle condotte, rientra tra le città italiane che sprecano più acqua. Peggio fanno solo Potenza con il 68,8% e Frosinone con il 75,4% di perdite.

I numeri testimoniano più di ogni altra cosa quanto in Italia sia sottovalutato il rischio delle perdite di un bene che, va ricordato, in natura non è inesauribile. A causa delle rete colabrodo buttiamo via 3,45 miliardi di metri cubi d’acqua l’anno, vale a dire il fabbisogno per 40 milioni di persone. Lo spreco in termini di denaro è di 4 miliardi di euro l’anno quando per rinnovare l’intera rete servirebbero 3 miliardi di euro. A fronte di tale importo, nell’ultima legge di bilancio il governo ha approvato il piano invasi e stanziato 50 milioni di euro fino al 2022, risorse da destinare solo in parte ad interventi sulle perdite delle reti degli acquedotti.

Non è più procrastinale un intervento sulla rete idrica che nel 60-70% dei casi ha più di 30 anni mentre per il 25% addirittura oltre 50 anni di età. Va evidenziato infine che è ancora limitato l’utilizzo delle nuove tecnologie anti-spreco, che pure già vengono applicate da anni in altri stati europei dove peraltro il costo dell’acqua è maggiore rispetto alle tariffe che sono applicate in Italia.☺

 

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