Don Loris Capovilla
8 Luglio 2016
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Don Loris Capovilla

“La vita” regala ogni giorno, a ciascuno di noi, occasioni per vivere in modo pieno e consapevole la propria esistenza. Cambiano unicamente contesti e collocazioni sul pianeta. In quello che talvolta decliniamo come deserto, quando utilizziamo le metafore per indicare i nostri percorsi esistenziali, io sono tra i fortunati che hanno incontrato “Profeti che dal deserto ricavavano e vedevano oasi di vita”.

Ho già raccontato, nel numero di marzo 2013 de la fonte, il mio ultimo incontro con Lui a Sotto Il Monte. Adesso che è ritornato “nella casa del Padre”, come si usa dire, ho qualche possibilità in più che, quando verrà la mia ora del trasloco, potrò contare di ricevere un altro “schiaffo paterno”, probabilmente un ceffone … non lo so, ma sicuramente, se quell’altro mondo esiste davvero, mi chiamerà: “Francesco, vieni qui” e mi abbraccerà discreto come sempre. E per dirla in politichese, potrò contare su un’altra significativa raccomandazione paterna che, in quell’oltre sconosciuto, chissà, potrà essere utile.

Il cardinale Capovilla è stato ed è un profeta della Chiesa Cattolica. Il Concilio Vaticano II era appena terminato e lui già prefigurava e sosteneva il “III”, che non c’è stato, ma dopo cinquant’anni circa c’è un papa Francesco che lo ha riconosciuto cardinale della Chiesa e percorre i suoi sentieri.

Non è necessario credere in Dio per essere una brava persona. In un certo senso l’idea tradizionale di Dio non è stata attualizzata”, questa come altre affermazioni, purtroppo sempre riportate senza contestualizzazioni storico-teologiche, attribuite al papa dai social, e probabilmente lo sono, erano il quotidiano straordinario di d. Loris! Nella ”oasi di confino”, da Lui sempre condivisa, “viveva di poco pane, spirito e testimonianza di un amore senza confini e senza concessioni, ma discreto nel farti ammirare ciò che Lui amava con Letizia e Grazia”.

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