…e sparì la politica
14 Luglio 2021
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…e sparì la politica

Sui quotidiani, quelli online, che fotocopia sono di quelli all’edicola, è sparita la Politica. Restano le scaramucce per afferrare un po’ di consenso. Chiari i messaggi espressi da Super Mario, il “Dragone” della politica economica nazional-popolare e di quella internazionale. Certo, migliore di lui non ce n’è! I Partiti, partiti da un bel po’, si affannano a lanciare e riproporre i loro slogan, ma sono i conti, che il Conte di ieri cercava di riordinare attorniato da riottosi alleati, e che il Dragone, forte delle sue magie, non ne delega il riordino. Già ieri la politica era in affanno, affannata ad accontentare i vari clienti e sperperando risorse. Oggi, il nuovo scenario, con una Europa che insiste su quelle riforme latenti da sempre, obbliga un intervento chirurgico per adeguare burocrazia e distribuzione dei denari. Possiamo continuare ad esprimere opinioni, ma le verità emerse da tempo non concedono ulteriori ritardi.

La pandemia, ci raccontano, rallenta ed i colori corrono verso il bianco, ma non sparirà. La “giovanotta svedese” ci racconta con dei videomessaggi seriali, che anch’io ho contribuito a diffondere, le reali cause non solo delle pandemie, ma anche di molti altri mali. Della serie Parliamone. … forse qualcuno ci ascolterà. I responsabili, chi sono costoro? Forse che sono i medesimi che gridano alla pericolosità delle pandemie e dei necessari provvedimenti? Comunque il problema rimane ed è il modello economico non più funzionale a chi detiene la ricchezza del pianeta, cosa che per i “poveri” non lo è mai stato e chi di loro (preti, monaci, suore, sindacalisti, rappresentanti di etnie disparate, politici, uomini e donne di cultura, premi Nobel …) ha provato ad evidenziarlo, è stato oscurato o ammazzato. Detto tra noi, “la nostra giovanotta svedese”, in virtù della sua fama, se prendesse “armi e bagagli” ed andasse a sostenere questi martiri laici e religiosi, farebbe una cosa meno funzionale al potere che contesta.

Le nuove istituzioni devono essere inventate e ciò appare estremamente urgente in quanto tutte le forme politiche sono logore, svuotate: tanto il parlamentarismo, il sistema elettorale e i partiti politici, quanto le intollerabili dittature. Non resta nulla. Ma questo nulla accaparra sempre più, è totalitario e onnipresente, e noi stiamo facendo l’incredibile esperienza di istituzioni politiche vuote nelle quali più nessuno crede, di un sistema governativo che funziona esclusivamente a profitto della classe politica. Ma contemporaneamente stiamo sperimentando una crescita quasi infinita della sua potenza e autorità, della sua capacità di controllo sociale, che hanno trasformato tutte le nostre democrazie in ingranaggi più totalitari dello Stato napoleonico! E questo grazie alla tecnologia” (pag. 64 anarchia e cristianesimo di Jacques Ellul 1988 / nuova edizione 2021 elèuthera).

La Politica è sparita. Asservita da tempo ed in ogni tempo ai signori dell’economia; ormai schiava delle politiche economiche di espansione e della ricchezza da diffondere e procurarsi. Vero è che la politica rappresenta il popolo che elegge i rappresentanti/delegati, … appunto! Trovatemi nel “popò-popolo” chi non si vuole arricchire, giocando nella vituperata economia capitalista e stando sulla poltrona di casa con tutti i comfort che l’attuale disponibilità consente.

“Da Cadice al Gange, dove nasce l’aurora, su tutte le terre pochi sanno distinguere, dissipando le nebbie dell’errore, i veri beni da quelli che non lo sono. Quando mai i nostri desideri e timori seguono la ragione? Ma ancor di più ne soffoca il denaro ammassato con troppa avidità e un patrimonio che supera tutti gli altri. Il primo desiderio è la ricchezza e non c’è tempio che non lo sappia: ricco sempre più ricco, così che il nostro scrigno diventi il massimo di tutto il Foro”. E poi Il potere e la gloria. “Il potere, oggetto di tanta invidia, è per alcuni causa di rovina: l’immane e fastosa sequela dei loro onori li sommerge. Ormai, da quando non si vendono più i voti, ha perso ogni interesse” la lunga vita. “Lunga vita, anni ed anni dammi, Giove! Ma una lunga vecchiaia di quanti e continui malanni è piena! Peggiore d’ogni malanno fisico è il rimbambimento senile. Intorpidito, il palato di un vecchio non trae più piacere da vino e cibo e l’amore è un ricordo d’altri tempi: flaccido il suo piccolo membro dorme, prova pure a palparlo, e non cesserà di dormire anche se lo palpi tutta la notte. La bellezza: D’ogni donna sarà l’amante, col terrore della vendetta di tutti i mariti infuriati, e non avrà miglior sorte di Marte: prima o poi cadrà nella rete. Ma se proprio vuoi chiedere qualcosa ai numi, offrendo nei sacrari viscere e carni sacre di un candido porco, devi pregarli che ti diano una mente sana in un corpo sano. Ma tu, dai retta a me e chiedi un animo forte e saggio, che non tema la morte e che ponga la lunghezza della vita come l’ultimo dono di natura, perché se vivi la saggezza, non avrai “dei” ai quali rivolgerti” (dalla decima satira di Giovenale / primo secolo d.c.! traduzione da www.orizzontisconosciuti.it con un pochino di “mano mia”).

E diciamolo con forza al distratto “Popò Popolo” ovvero alle Persone, cominciando da quelli a noi vicini: solo noi inventiamo e rendiamo “dei” e “dee”, uomini, donne e politici che non sono degni dei cieli neanche pagandone l’affitto!

 

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