Economia circolare
12 Marzo 2019
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Economia circolare

Lo scorso 16 Gennaio, a cura di Legambiente, si è tenuta a Campobasso la I^ edizione di ECOFORUM (l’economia circolare dei rifiuti), cui hanno partecipato, con contributi di alta professionalità, eminenti esperti della regione Molise e della locale Università degli Studi.

L’economia circolare consiste, com’è noto, nel ridurre al minimo la produzione di rifiuti, per considerarli una risorsa da valorizzare, attraverso operazioni di riutilizzo, riciclo e recupero di materia ed energia. Poiché le 4R non potranno, comunque, non generare scarti finali non valorizzabili, si renderà necessario, nel prossimo futuro, approntare discariche di nuova generazione in grado di accogliere solo tale tipo di rifiuto, capace di diventare elemento indispensabile di un ciclo di gestione dei rifiuti, moderno, virtuoso ed efficace. In particolare, una discarica moderna dovrà essere realizzata prevedendo sia una efficace barriera geologica, capace di isolare i rifiuti dal suolo e dal sottosuolo, sia la possibilità di riutilizzare i biogas prodotti. La normativa di riferimento prevede che l’area sia sottoposta a costante monitoraggio, anche nella fase post-chiusura, per un periodo di almeno 30 anni.

Ogni discarica, essendo autorizzata ad accogliere un ben determinato tipo di rifiuti, dovrà essere progettata, di conseguenza, per ricevere solo rifiuti inerti, non pericolosi o pericolosi, per un loro prefissato volume e dunque per una durata limitata. Le discariche del futuro dovranno necessariamente essere progettate, realizzate e gestite nel rispetto del principio della sostenibilità ambientale, cioè del raggiungimento di una qualità finale del deposito in equilibrio con l’ambiente, entro il tempo di una generazione, comunque non superiore a 30 anni dalla data della sua chiusura.

Per il raggiungimento della sostenibilità ambientale, la discarica del futuro potrà e dovrà ricevere solo rifiuti opportunamente trattati, in modo tale che gli elementi e le sostanze in essi contenuti non possano permeare all’interno della massa che li contiene. Per favorire l’eventuale, successivo recupero e bonifica, tramite asportazione per escavazione dei rifiuti in essa depositati (landfill mining), potrà essere previsto, nell’ambito di una discarica, il deposito di frazioni di rifiuti con caratteristiche merceologiche omogenee. Fin dalla sua progettazione, dunque, la discarica dovrà essere concepita in funzione di un ripristino ambientale, coerente con una specifica destinazione d’uso, nel rispetto della più generale pianificazione territoriale.

I criteri geologico-ambientali relativi alle aree in cui le discariche non potranno e non dovranno essere localizzate indicano di evitare, da un lato, i terreni fortemente permeabili, quali doline, inghiottitoi e qualunque altra forma di carsismo superficiale, e dall’altro quelle aree in cui potranno essere riscontrati diffusi processi superficiali in grado di minare la stabilità dei versanti e/o quelle esondabili, nonché quelle Naturali Protette sottoposte a misure di salvaguardia. L’obiettivo di un impianto di tal genere è quello di rendere comprensibile, al maggior numero di persone possibile, sia la ricaduta positiva sul territorio che la valorizzazione dell’area in cui insiste.

Una discarica sostenibile, realizzata in un sito idoneo, ben progettata e gestita, sarà in grado sia di soddisfare le esigenze di un corretto e legale smaltimento di rifiuti che costituire lo strumento indispensabile per contrastare l’abbandono incontrollato di rifiuti e il dilagare di quelle abusive.☺

 

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