Educazione di qualità
14 maggio 2018
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Educazione di qualità

Si sono ottenuti risultati importanti per quanto riguarda l’incremento dell’accesso all’istruzione a tutti i livelli e l’incremento dei livelli di iscrizione nelle scuole, soprattutto per donne e ragazze. Il livello base di alfabetizzazione è migliorato in maniera significativa, ma è necessario raddoppiare gli sforzi per ottenere risultati ancora migliori verso il raggiungimento degli obiettivi per l’istruzione universale.

  1. Fatti e cifre in breve
  2. a) L’iscrizione nelle scuole primarie nei Paesi in via di sviluppo ha raggiunto il 91%, ma 57 milioni di bambini ne sono ancora esclusi. b) Più della metà dei bambini non iscritti a scuola vive in Africa subsahariana. c) Si calcola che il 50% dei bambini che possiedono un’età per ricevere l’istruzione primaria ma che non frequentano la scuola vive in zone colpite da conflitti. d) Nel mondo, 103 milioni di giovani non possiedono capacità di base in lettura e scrittura, di cui oltre il 60% donne.
  3. Traguardi dell’obiettivo 4 entro il 2030

4.1) Garantire ad ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità nel completamento dell’educazione primaria e secondaria che porti a risultati di apprendimento adeguati e concreti. 4.2) Garantire che ogni ragazza e ragazzo abbiano uno sviluppo infantile di qualità, ed un accesso a cure ed istruzione pre-scolastiche così da essere pronti alla scuola primaria. 4.3) Garantire ad ogni donna e uomo un accesso equo ad un’istruzione tecnica, professionale e terziaria – anche universitaria – che sia economicamente vantaggiosa e di qualità. 4.4) Aumentare considerevolmente il numero di giovani e adulti con competenze specifiche – anche tecniche e professionali – per l’occupazione, posti di lavoro dignitosi e per l’imprenditoria. 4.5) Eliminare le disparità di genere nell’istruzione e garantire un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità. 4.6) Garantire che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione ed una capacità di calcolo. 4.7) Garantire che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un’educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile.

  1. Alcune sfide per l’Italia

Su un versante positivo si possono collocare l’aumento del tasso di completamento degli studi terziari per i 30-34enni, salito al 26,2% dal 25,3% dell’anno precedente, e la diminuzione dal 14,7% al 13,8% della quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione dei 18-24enni.

Risultati meno lusinghieri però su due fronti: elevata quota (oscillante il 15% e il 25%) di quindicenni che non raggiunge la soglia minima delle competenze giudicate indispensabili per potersi orientare negli studi, sul lavoro e più in generale nella vita, e la presenza di crescenti divari di genere nelle materie scientifiche e in matematica.

Entrambe le questioni sono ormai entrate nell’agenda politica, come dimostrano l’enfasi sull’Alternanza Scuola-Lavoro (ASL) obbligatoria per tutti gli studenti di tutte le scuole superiori (Legge 107/2015in linea con il Target 4.4 sulle competenze per l’occupazione) e la recente istituzione del “mese delle STEM” da parte del MIUR, in collaborazione con il Dipartimento delle Pari Opportunità, che promuove le discipline STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics) tra le studentesse delle scuole di ogni ordine e grado.

Nel 2017 si è completato il quadro normativo della Legge 107 (riforma della Buona Scuola”) con l’approvazione di otto decreti delegati. Ci si limita a segnalare due aspetti.

Il primo riguarda il decreto presumibilmente più rilevante, e coerente con il Target 4.2, che prevede l’istituzione di un sistema integrato per i servizi educativi e di istruzione per i bambini dalla nascita fino a 6 anni. Alla luce dell’attuale buona copertura delle scuole dell’infanzia (da 4 a 6 anni), l’impegno è di assicurare servizi di qualità al 33% degli utenti potenziali compresi tra 0 e 3 anni e nel 75% dei comuni.

È stata approvata la Legge 47/2017, che rafforza i diritti e le tutele a favore dei minori non accompagnati, tassello normativo doveroso per un Paese meta di imponenti flussi migratori. Continua, invece, a essere rimandata l’approvazione definitiva del provvedimento di riforma di un codice della cittadinanza fermo al 1992. A fare le spese dello stallo legislativo sono le prospettive di piena integrazione dei bambini stranieri nati in Italia e che stanno attualmente frequentando la scuola italiana.☺

 

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