Energia pulita e accessibile
6 Settembre 2018
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Energia pulita e accessibile

7.1 Garantire entro il 2030 l’accesso a servizi energetici che siano convenienti, affidabili e moderni. 7.2 Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia.

7.3 Raddoppiare entro il 2030 il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica.

 

7.a Accrescere entro il 2030 la cooperazione internazionale per facilitare l’accesso alla ricerca e alle tecnologie legate all’energia pulita – comprese le risorse rinnovabili, l’efficienza energetica e le tecnologie di combustibili fossili più avanzate e pulite – e promuovere gli investimenti nelle infrastrutture energetiche e nelle tecnologie dell’energia pulita. 7.b Implementare entro il 2030 le infrastrutture e migliorare le tecnologie per fornire servizi energetici moderni e sostenibili, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati in via di sviluppo senza sbocco sul mare, conformemente ai loro rispettivi programmi di sostegno

Il Rapporto 2018 dedicato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite in vista dell’High level political forum 2018 a New York, circa l’obiettivo 7 (Energia pulita e accessibile), rileva in sintesi che dal 2000 al 2016 la percentuale di popolazione con accesso all’elettricità è passata dal 78% all’87%. Nello stesso periodo, nei Paesi in via di sviluppo, la percentuale di persone con accesso all’energia è più che raddoppiata. Scende a poco meno di un miliardo il numero di persone che vivono senza corrente. Segno positivo per le rinnovabili, che continuano a crescere, seppur di poco.

In Italia con il D. Min. Sviluppo Econ. 10/11/2017 – avviso pubblicato nella G.U. 11/12/2017, n. 288 – è stata adottata la Strategia energetica nazionale (SEN), il piano decennale per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico. Stabilisce i seguenti obiettivi da conseguire per il 2030: a) migliorare la competitività del Paese: riducendo il gap di costo tra il gas italiano e quello del nord Europa, nel 2016 pari a circa 2 €/MWh, e il gap sui prezzi dell’elettricità rispetto alla media UE, pari a circa 35 €/MWh nel 2015 per la famiglia media e intorno al 25% in media per le imprese; b) raggiungere in modo sostenibile gli obiettivi ambientali e di decarbonizzazione: promuovendo ulteriormente la diffusione delle tecnologie rinnovabili bassoemissive, favorendo interventi di efficienza energetica che permettano di massimizzare i benefici di sostenibilità e contenere i costi di sistema, accelerando la decarbonizzazione del sistema energetico, incrementando le risorse pubbliche per ricerca e sviluppo tecnologico in ambito clean energy; c) continuare a migliorare la sicurezza di approvvigionamento e la flessibilità dei sistemi e delle infrastrutture energetiche.

La nuova SEN, volendo soprattutto allineare l’Italia agli obiettivi EU 2030 e 2050 e all’Accordo di Parigi, stabilisce al 2020 un obiettivo di 158 Mtep in termini di energia primaria e di 124 Mtep in quelli di consumi finali, valori già oggi conseguiti dal Paese (156 e 116 Mtep nel 2015). Il nuovo Target EU 2030 per l’efficienza energetica, pari al 27% e calcolato rispetto a uno scenario di riferimento che prevede una ulteriore crescita dei consumi, per l’Italia si tradurrebbe, di fatto, in riduzioni minime dei consumi energetici rispetto ai valori attuali, precisamente a 141 e 109 Mtep: saremmo quindi ben lontani dal raddoppio dell’efficienza energetica richiesto dal Target 7.3 che, pure applicato a una ipotesi ottimistica di crescita annua del PIL del 1,5-2%, porterebbe i consumi energetici nel 2030 a livelli inferiori di circa il 20% rispetto a quelli attuali.

       Dal punto di vista delle fonti energetiche, in Italia si è verificata una progressiva sostituzione dei prodotti petroliferi con il gas naturale, principalmente nei settori della produzione elettrica e del riscaldamento. Si è passati da un mix produttivo dominato dal petrolio, che nei primi anni ‘70 soddisfaceva circa il 75% del consumo interno lordo primario contro meno del 10% del gas naturale, ad uno nel 2016 in cui i due combustibili si equivalgono al 35%. La crescita delle fonti rinnovabili in energia primaria ha portato la relativa quota dal 6-8% dei primi anni 2000 a poco meno del 20% (33 Mtep) nel 2016. Parallelamente, il contributo delle rinnovabili al consumo finale (CFL) è passato dal 7,9% al 17,6% nel 2016, con una crescita lenta – circa lo 0,2% annuale – che comunque ha consentito di superare con cinque anni di anticipo il valore obiettivo (17%) assegnato all’Italia dalla Strategia Europa 2020. Le politiche di efficienza energetica hanno permesso di sviluppare in Italia interventi di tutta eccellenza rispetto al quadro europeo, come gli standard sulle autovetture, sui nuovi edifici e sugli elettrodomestici, le detrazioni fiscali per la riqualificazione degli edifici e i certificati bianchi (il più utilizzato che, da solo, contribuisce al 45% del risparmio energetico annuale).

       La quota di rinnovabili nella produzione elettrica è cresciuta molto velocemente, passando da meno del 20% nel 2007 al 34,2% nel 2016 ed al 42% nel primo trimestre 2017. Nel settore elettrico, la potenza “aggiuntiva”, cioè quella di nuova installazione, è scesa dai 1000 ktep del 2011-2012 a 365 nel 2014 e a solo 122 ktep nel 2015, un valore analogo a quello degli anni pre-2008. Ciò significa che, senza una espansione delle fonti rinnovabili ad un ritmo almeno triplo rispetto a quello degli ultimi anni, l’obiettivo della SEN al 2030 non verrebbe acquisito, in aperto contrasto con il Target 7.2. ☺

 

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