Espellere la litigiosità
2 Ottobre 2014
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Espellere la litigiosità

Possiamo rifarci ad uno scrittore, testimone di esperienze di vita nello stato d’Israele in tempi andati, per guardare ad un futuro diverso dal presente storico. “Il Kibbuz è una piccola comunità dove tutti si conoscono e il consenso è alto. Ora, pochi diventano delinquenti in una società in cui delinquenza e delitto non esistono, non si hanno differenze di proprietà, non c’è niente da rubare e il lavoro fisico non solo è altamente stimato, ma offre uno sfogo legittimo all’ aggressività”. È questa la lettura di Bruno Bettelheim che in una narrazione dal titolo significativo, I figli del sogno, osa sfidare il mondo adulto contagiato da rancore, conflitto e perpetua aggressività tra adulti e che i figli non assimilano rifacendosi ai modelli dei padri, ma promuovendo la nascita di un mondo che cresce nell’intesa, nella collaborazione e nel reciproco sostegno tra diversi. Questa è stata l’esperienza del Kibbuz, “una piccola comunità dove tutti si conoscono e il consenso è alto”.

È il messaggio che ci viene reiterato da parte dei sostenitori di un mondo diverso dal nostro, dove è difficile perfino assistere alle discussioni tra genitori e tra genitori e figli senza incepparsi in toni e atteggiamenti che nulla hanno a che fare con il linguaggio dialogico volto alla delineazione di tracce e comportamenti orientati al raggiungimento di obiettivi condivisi da tutti. Viviamo in uno scenario in cui prosperano sceneggiate di aspre contumelie televisive tra politici che ci portano a rassegnarci alla incapacità di interloquire  e interagire in una direzione di intesa comunitaria.

In Molise ha preso il via da qualche anno il cammino dell’associazione Primo Marzo già presente in molti territori d’Italia. Il suo percorso si propone la promozione dell’accoglienza degli immigrati di ogni provenienza e l’integrazione di persone e famiglie che scelgono questo territorio per recuperare dimensioni di vita perdute nei paesi di provenienza.

È giunto il tempo anche per i Molisani di alimentare una nuova logica di sviluppo, avviare una innovazione collettiva, costruire reti di protezione sia ecologica che sanitaria  e che coinvolgano tantissime persone non da utenti ma da protagonisti. È in questi giorni, segnati dalla minaccia di un terzo conflitto mondiale, che figure esperte in campo  sociale ed economico invocano l’urgenza di sviluppare azioni imprenditoriali con forti connotazioni sociali. Tra essi Giuseppe De Rita che da tempo insiste perché persone e gruppi sociali si adoperino per uscire dal recinto.

Lo scenario politico di dimensione mondiale parrebbe preannunciare l’avvento del terzo conflitto mondiale, come si è espresso papa Francesco. E chi potrà evitare tale tragedia all’umanità intera? Le losche vicende che ci tocca apprendere giorno dopo giorno in Iraq, Siria, Libia, Gaza, Ucraina, Nigeria, Sud Sudan, Somalia e in tanti altri paesi, inquinati da settarismi religiosi senza misura, non lasciano intravvedere di certo un futuro di pace. Spetta a noi tutti, gruppi e persone disposte all’impegno, promuovere con determinazione una cultura del raccordo cooperativo che è ancora possibile a partire dal basso. E non rassegnarci alla politica di un potere che naviga a porte chiuse.

L’Associazione Primo Marzo è in piena determinazione nel fare della propria sede un luogo di animazione per avviare strategie che in altre realtà d’Italia si colgono e che possono dare chiari segni di cambiamento. La sede assegnata dal municipio di Campobasso in Vico Carnaio n. 15, in pieno centro storico del capoluogo, diverrà fonte di iniziative volte a sviluppare solidali relazioni fra associazioni. Ci si adopererà per attivare progetti operativi, per rilanciare proposte di lavoro per immigrati che coinvolgano anche giovani molisani, agevolando un processo di integrazione degli stranieri e per diffondere la cultura della solidarietà sociale che investa persone, famiglie e gruppi anche dalle diverse provenienze e finalità statutarie. Si rafforzerà l’impegno e l’efficienza nell’attivare il corso di lingua italiana per gli stranieri e in tale campo sono già assegnati compiti e responsabilità di gestione dell’iniziativa.

La sede di Vico Carnaio diverrà luogo di diffusa accoglienza, anche per iniziative proposte da gruppi coesi che potranno avviare una rete che lanci significativi segnali di ripresa di coesione e di continuità di iniziative che forniscano segnali di cambiamento nei confronti di un associazionismo frammentato che spesso, e non solo in Molise, costituisce un ambiente contagiato dal particolarismo litigioso della politica corrente. Con il Primo Marzo sono già scesi in campo altre associazioni tra cui Solidarietà Senza Confini che da anni compie progetti e assegna solidarietà e mezzi di assistenza anche farmaceutica a territori soggetti a grave crisi economica in Ucraina.

Avanti Molise su questa strada che può aprire le porte del dialogo tra cittadini, associazioni e politica anche, per cambiare la cultura del separatismo e favorire una crescita sia in ambito civile che etico, in una terra che conserva ancora chiari segnali di civiltà che hanno marcato la sua storia. ☺

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