Facite ammuina!
23 Marzo 2021
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Facite ammuina!

Facite ammuina! Il falso decreto della Real Marina è stato richiamato, sapientemente, da un’emittente televisiva locale per descrivere la gestione dell’emergenza sanitaria in Molise. E credo renda perfettamente l’idea. Arrivati a questo punto, dopo un anno di tira e molla, non ci resta che fantasticare su come sia andata l’ammuina. Perché è indubbio che se ci fosse stato un decreto, simile a quello leggendario delle Due Sicilie, sarebbe stato il primo a vedere attuazione nel nostro contado. Al contrario di quelli annunciati, ritirati, ripresentati e congelati dal commissario ad acta. Intanto noi tutti paghiamo dodici mesi di faide tra lui, Regione e Asrem, troppo assurde per essere vere.

I fatti: un anno sprecato

Dodici mesi di annunci, piani mai adottati, investimenti sbandierati, assunzioni strillate. Un anno di chiacchiere, menzogne, mezze verità. Ammuina appunto. E siamo ancora qui a porci delle domande, che avrebbero dovuto avere risposte certe e incontrovertibili dal primo giorno, salvo aggiornamenti.

Come risponde il Molise alla pandemia, con mesi e mesi di clemenza da parte del virus? Con quanti posti letto in “area critica” siamo partiti e quanti ne abbiamo ora? In quali strutture, pubbliche e private, sono dislocati?

Domande pacifiche, che tuttavia in questi giorni stanno rimbalzando di profilo in profilo, di pagina in pagina, da un giornale all’altro. Ci siamo strizzati l’occhio, in un rassicurante “va tutto bene, siamo in zona gialla”. Ma perché lo eravamo? 39 posti di terapia intensiva. Tanti ne hanno dichiarati, tanti ne ha contati il governo centrale per definire il livello di rischio della regione. Guarda caso, le 12 terapie intensive del Cardarelli sono il 30 percento delle 39 riportate nei documenti ufficiali. E, a questo punto, le uniche certe e disponibili. Ma il 30 percento è anche il limite oltre il quale si sarebbe attivata la Cross, il soccorso interregionale da parte di chi ha posti liberi da cedere. Questo perché il 70 percento di posti letto in “area critica” dovrebbe, dico dovrebbe, essere lasciato a disposizione di tutti i pazienti non Covid che necessitino di rianimazione. Dunque si dirà: abbiamo attivato la Cross per i Covid, ma abbiamo ancora un’abbondanza di posti letto per curare i nostri malati. Falso. Perché il Molise sta chiedendo aiuto anche per pazienti ordinari. Non sia mai che capiti un incidente o che si debba curare un ictus o un politrauma, episodi in cui la prima ora può fare la differenza tra la vita e la morte.

Perché siamo in questa situazione? Perché, a tutt’oggi (24 febbraio 2021) non è dato sapere se quei 27 posti liberi ci siano già e, soprattutto, non possiamo sapere dove siano e se possiamo usufruirne. Si è fatta una gran confusione sui posti letto dedicati al Covid. Tutta l’opposizione, anche quella interna alla “maggioranza” Toma, ne ha chiesto conto. Ma la risposta è stata sempre vaga e lacunosa, ricordando un po’ l’ammuina scatenata da De Luca in Campania. Si è giocato molto sui numeri, ma sempre intorno alle sub intensive, alle malattie infettive. E sempre contando i posti potenzialmente attivabili nelle strutture private. Che, fino ad oggi, non hanno contribuito nella lotta al Covid. Sulle terapie intensive tutte le domande restano inevase. Tanto che ha destato scalpore la missiva inviata da una privata cittadina al Ministero della salute. Tanto da mettere ancora una volta in difficoltà il governatore che, incalzato in Consiglio regionale, ha chiosato candidamente: “Non lo so”. Gentile dottor Toma, mi piacerebbe chiamarla per nome e dirle, dimenticando le etichette: Donato, ma ti rendi conto di essere il Presidente di Regione? Sai che, da circa un anno, siamo in pandemia? Che la gente muore da noi, spesso senza avere il tempo e il diritto di ricevere delle cure? Come puoi rispondere: “Se avessi saputo, mi sarei preparato”?

Da cittadini, tutti noi ci poniamo certe domande, tutti cerchiamo un briciolo di verità in più ogni giorno, sperando di non dover piangere altre vittime incolpevoli dei vostri ritardi. E il presidente non sa, si fida di ciò che gli comunicano.

Raccontiamo una ‘favola’

Allora, voglio dimenticare per un attimo la deontologia professionale, l’ostinata ricerca della verità. Voglio raccontare anch’io una favola, una storiella come quella del decreto della Real Marina. Immaginiamo che una classe politica, con tecnici annessi, stesse portando avanti un progetto di svendita dei beni pubblici ai privati. Perché è più comodo, perché ripaga i patti elettorali e lascia rogne in meno di cui occuparsi. Perché è nel proprio credo politico: il privato è più efficiente per alcuni, sempre e comunque. Supponiamo ancora che il suo interesse collaterale sia “contare”, parlando volgarmente: il potere. Quale migliore tattica del facite ammuina per camuffare la totale indifferenza verso il popoletto? Faremo, diremo, arriverà un nuovo castello, costruiremo torri e ponti. Se poi non ci riusciamo, la colpa è degli altri. Che poi questi altri, nel facite ammuina sono, segretamente, d’accordo. E allora si fa finta di litigare, si urla e si sbraita, si sbattono i pugni. Poi in guerra, come in amore, tutto è lecito. E si torna a far la pace. Il popolo, del resto, non capisce, è ignorante. E acclamerà il suo salvatore ad incubo finito.

Torniamo alla realtà

A volte, tra le favole e la realtà il limite è davvero sottile. Ma, senza numeri alla mano, non ci resta che fantasticare. Sarà nostra premura recuperare tutti i documenti che attestano il fallimento di questa gestione dell’emergenza. Perché, storielle a parte, è chiaro che dietro il tira e molla che denunciamo ormai da un anno – e di cui tutti ora si accorgono – si è perso del tempo prezioso. Eravamo usciti pressoché indenni dalla prima ondata ed ora la situazione è degenerata. Ora tutti parlano del povero Molise. Ma se il nostro governatore, il direttore generale dell’Asrem e lo stesso commissario ad acta, invece di farsi le “pernacchie”, avessero lavorato sodo, saremmo qui a raccontare un’altra storia. E, comunque vada, al di là delle responsabilità, presunte o reali, questi signori dovrebbero vergognarsi!☺

 

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