Fare discernimento
3 Ottobre 2021
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Fare discernimento

Sarà capitato a tutti di prendere delle decisioni e, nel bilancio del fare e dell’essere, spesso ci mortifichiamo di averla presa o non presa. La decisione presa, in base al valore che le vogliamo dare, diciamo che è stata una decisione presa di testa oppure di pancia oppure, nel sentimentale, diciamo di averla presa con il cuore. Tre organi pensanti capaci di prendere delle decisioni che spesso vanno in conflitto tra loro e allora tiriamo in ballo il discernimento. Il discernimento è una attività pensante che consente di prendere delle decisioni ponderate dove si dovrebbero mettere d’accordo tutti e tre gli organi (cer- vello, intestino e cuore). Spesso, però, purtroppo non è così; diciamo di fare discernimento ma prendiamo solo decisioni populiste o cosiddette di moda. Basta guardare cosa accade oggi per il green pass: chi ha preso la decisione che per i mezzi pubblici non occorre e perché? Avrà fatto discernimento? Di esempi ne potremmo fare di ogni genere ma a me piace che ciascun lettore faccia mente locale e sia libero nel discernere.

Scrivere su questa rivista non significa per forza di cose trovare soluzioni ma soprattutto significa denunciare malesseri che coinvolgono gran parte delle nostre comunità. Nella logica della denuncia pertanto inviterei chi di dovere a fare discernimento nel prendere decisioni, per esempio, sulla sanità molisana, o su un piano energetico che non sia appannaggio soltanto delle multinazionali dell’energia. La politica in Molise è fortemente inquinata nelle decisioni gestionali di un patrimonio che sta per dissolversi come neve al sole.  Si litiga pure per chi deve prendere una decisione che, per dirla tutta, viene solo avvallata dagli organi collegiali. Insomma una brutta fotografia quella di questa terra che pure è tanto apprezzata da chi viene a visitarla nonostante le infrastrutture non facciano invidia al terzo mondo e, nonostante, servizi fermi agli anni ‘70.  Scorrono i giorni, salgono le temperature, sperando che non piovano sassi di ghiaccio, per ricominciare un altro autunno caldo e speriamo che non sia rosso.

Discernimento si chiede ma che sia quello che coinvolge tutta la persona dalla testa ai piedi facendo emergere in primis il bello e il bene per una regione che comunque esiste. È arrivato il momento di dire basta alla sottrazione di superficie agricola alle coltivazioni per ricoprirla di pannelli fotovoltaici. Perché non decidere, piuttosto, di occupare i tetti delle aziende agricole e i tetti degli edifici pubblici per produrre energia pulita? Sognare le aziende agricole autosufficienti nel consumo energetico nonché come fonte di integrazione del reddito aziendale con l’energia prodotta in eccesso non è utopia, è una politica razionale e lungimirante. Pensare ai comuni che saranno autosufficienti per l’energia da impiegare per le strutture pubbliche (scuole, casa comunale, palestre, ecc.) non è utopia ma è politica economica per abbattere i costi di gestione di una comunità. Pensare ad una sanità che faccia reddito e che, quindi, non sia una zavorra per i cittadini non è una utopia ma è una politica manageriale che faccia diventare le nostre strutture ospedaliere dei reparti specializzati con primari d’eccellenza che portano in regione pazienti dalle regioni limitrofe con un indotto positivo per le casse regionali ma anche per tutto l’indotto che gira intorno ad un paziente ed ai suoi familiari; senza trascurare ovviamente il livello qualitativo del servizio che verrebbe erogato. Insomma, tutto passa attraverso un discernimento di ciò che si può fare e di ciò che si deve fare.

Sei tu, cittadino di questa regione, orgoglioso di viverci? Sei tu emigrante pentito di essere partito per cercare altrove fortuna? Sei tu turista “invidioso” di questa terra e delle sue molteplici qualità e ricchezze? Le risposte daranno la giusta identità a questa nostra regione. So bene quanto sia difficile amministrare le proprie risorse e figuriamoci le risorse di tutti. Fare il politico oggi non è cosa semplice: bisogna avere una preparazione legale, manageriale, finanziaria/fiscale. Qualità che sicuramente solo pochissime persone possono vantare e allora che facciamo? Non ci interessiamo più della cosa pubblica? No, anche oggi si può fare politica: basta avere l’umiltà di coinvolgere le giuste competenze e di non fare l’individualista. Il difetto degli amministratori di questa terra è proprio l’individualismo o, peggio ancora, l’ individualismo di gregge che significa: lavoriamo insieme per cogliere i propri e personali obiettivi. So che è una grave affermazione ma il discernimento politico non è di questa terra; si sono prese sempre decisioni senza il coinvolgimento dei quattro organi (i tre già citati più i cosiddetti attributi).

Come molisano rivendico, una volta per sempre, un vero discernimento decisionale che abbia come obiettivo il bene collettivo, partendo dalle risorse che abbiamo e non dai desideri dei pochi pupari che fanno fare a noi marionette ciò che vogliono. Per fare discernimento, quello vero, bisogna conoscere la propria terra e amarla, altrimenti si faranno sempre scelte di parte che privilegeranno pochi intimi e ci affosseranno sempre di più fino a far diventare reale ciò che oggi è un ottimo spot pubblicitario: “il Molise non esiste ma resiste”.☺

 

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