Genitori separati
9 Novembre 2018
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Genitori separati

Il matrimonio incarna perfettamente quanto diceva Aristotele: “L’amore è composto da un’unica anima che abita due corpi”. Ma in talune circostanze è anche: “formalità necessaria prima di ottenere il divorzio” (Oliver Herford).

Sempre più spesso oggi il matrimonio viene visto come una tortura e il divorzio una liberazione. In alcuni casi di fatto è una liberazione, ma i figli in tutto questo che ruolo giocano? In verità la separazione è sempre una tempesta che si abbatte come un macigno sui figli e sui genitori stessi. Il papà separato spesso viene colpevolizzato più che la mamma. Parlare oggi di una tematica così complicata e così devastante per la stabilità psicologica degli attori significa prendere coscienza delle dinamiche che si sviluppano nei contesti familiari e che la figura paterna, al pari di quella materna, va rivalutata nell’educazione dei figli “orfani”. Di fatto però la situazione attuale ci dice che nel 95% dei casi i figli restano ad abitare con la madre e il padre è relegato solo al versamento dell’assegno di mantenimento. I bambini e gli adolescenti che non hanno il padre vicino ne risentiranno negativamente sul loro comportamento futuro.

Il giudice dovrebbe tenere conto di questo ruolo fondamentale del papà nell’educazione dei figli e dare direttive in merito. L’affido condiviso della legge n.54 del 2006 permette che entrambi i genitori intervengano in modo efficace nella crescita dei loro figli. In particolare, la mediazione familiare prevista dalla legge acconsente che, attraverso regole condivise dai genitori, questo obiettivo venga raggiunto per il bene dei figli. La norma succitata è talmente vincolante che il mancato adempimento delle disposizioni prevede anche la reclusione (una madre che impediva al padre, attraverso scuse continue, di vedere il figlio è stata condannata a 8 mesi di reclusione).

Professionisti delle relazioni di aiuto alle coppie e ai coniugi, tenuto conto della capacità che i padri hanno di interscambiarsi con la madre, sostengono: “perché non dare la possibilità ai papà di svolgere il loro ruolo dopo la separazione dandogli piena fiducia? È un tentativo che va fatto!”. Non serve fare la guerra tra “poveri”, separati lo sono entrambi; la separazione è sempre una perdita per entrambe le parti. Partendo dal bene primario che sono i figli, i genitori separati, piuttosto che ergere muri, si trattino in modo civile, chiedendo di essere aiutati, nell’affido congiunto, a vivere il nuovo “nucleo familiare”. Tutelare i papà nel loro indispensabile ruolo educativo tutela, di conseguenza, anche i figli.

Dopo la separazione i figli devono percepire che hanno ancora una famiglia, anche se strutturata diversamente e che non perderanno le attenzioni necessarie per la loro crescita e per la loro stabilità emotiva. Non bisogna mai dimenticare che lo status di genitori riveste una unicità che nessuno può sostituire (forse solo nelle adozioni ci si avvicina). Altra situazione che si può verificare nella società di oggi è la cosiddetta “famiglia allargata”, dove convivono i figli di lui e i figli di lei. Qui la situazione si amplia ed è necessario che ci sia una rinegoziazione delle regole creandone di nuove, se necessario, proprio perché i “due nuclei” possano vivere in armonia per il bene di tutti.

Riflettere su come gestire le “ombre” di un rapporto coniugale dove ci sono i figli è una opportunità che andrebbe offerta a tutti, anche attraverso riflessioni fatte sulle pagine di una rivista.☺

 

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