Geoturismo sostenibile
8 giugno 2018
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Geoturismo sostenibile

Il 26 e 27 aprile scorso, Sigea, Unibas ed Extrageo hanno organizzato, nel delizioso ed incantevole borgo di Sasso di Castalda, in provincia di Potenza, un interessante convegno nel quale numerosi ricercatori, provenienti da ogni parte d’Italia, hanno presentato più che interessanti lavori scientifici, relativi alle problematiche riguardanti il patrimonio geologico nazionale.

Il Molise, tra comunicazioni orali e sezione poster, è stato presente con: I paesaggi dell’Appennino centromeridionale raccontati attraverso i geositi del Molise; Un itinerario geologico interregionale (Campania e Molise) per la valorizzazione dei geositi del massiccio del Matese; Sorgenti e culti religiosi. Un esempio geoarcheologico a Vastogirardi (IS); Itinerari geo-archeo-turistici nell’Appennino molisano, variamente firmati da Amato V. – Cesarano M. – D’Elia C. – Di Lisio A. – Filocamo F. – Rosskopf C. M. – Sisto M.

L’evento ha fatto seguito a quello tenutosi nella stessa località sette anni fa, in cui fu affrontata la tematica relativa allo studio e al censimento dei geositi, alias beni geologici non rinnovabili di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico di un territorio. Considerati, altresì, testimoni di processi che hanno formato e modellato, nel tempo, il nostro pianeta e quindi in grado di fornire contributi indispensabili alla comprensione della storia geologica dei luoghi in cui insistono.

Il convegno di quest’anno, nel ribadire la necessità di proseguire nel rigoroso studio di base delle innumerevoli peculiarità geologiche presenti sul territorio nazionale, ha voluto fornire ulteriore slancio alla soluzione delle problematiche legate alla geoconservazione e alle nuove tecniche atte ad affrontarle.

Lo studio di base, la messa in sicurezza e la valorizzazione dei geositi rappresentano il punto di partenza per quel turismo alternativo e di qualità che permette di unire la scoperta di peculiarità geologiche dei territori visitati alle altre risorse locali, spesso uniche e irripetibili. È una forma di turismo che si sviluppa in accordo con la “Convenzione Europea del Paesaggio”, capace di creare un meccanismo virtuoso che permetta nel contempo alle popolazioni sia di trarre vantaggio dall’uso sostenibile delle risorse che di reinvestire nella gestione e nella tutela della geodiversità.

Il geoturismo, se considerato quale strumento in grado di unire la conoscenza e la valorizzazione del territorio, fondato sui principi della sostenibilità ambientale, riguarda tutti i gestori del territorio, studiosi e amministratori compresi. La conservazione e la valorizzazione del patrimonio geologico del nostro Paese possono contribuire a sviluppare, in particolare, quelle aree, il più delle volte considerate marginali, in cui, proprio per le loro intrinseche peculiarità, il turismo sostenibile può risultare vincente.

L’occasione del 2010 servì soprattutto ad indicare agli studiosi e agli amministratori del territorio che era ormai maturata la consapevolezza dell’utilizzo compatibile del patrimonio geologico, anche agevolando l’approccio e il cammino, a tutt’oggi non convenientemente conseguito, di leggi regionali sull’argomento. Ad oggi, infatti, sono solo quattro le Regioni ad aver legiferato in materia (Liguria, Emilia-Romagna, Puglia e Basilicata). È auspicabile che anche la Regione Molise si doti, quanto prima, di uno strumento legislativo per valorizzare e rendere fruibile al meglio le tante e importantissime risorse geologiche dislocate sul proprio territorio. Si potranno così fornire, ad ampie e adeguate fasce di visitatori, punti di riferimento, il cui valore, scientifico e paesaggistico, può utilmente integrarsi con le tante altre ricchezze culturali, e non solo, esistenti nel territorio, nella storia, negli usi e nelle tradizioni molisane.☺

 

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