Gli auguri di natale
15 Dicembre 2021
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Gli auguri di natale

“Al solito è il popolino, sono i contadini, gli artigiani, la povera gente a patire le sofferenze della guerra. Gli altri vivono nei loro nidi da aquile, nei loro palazzi fastosi, nelle loro superbe cattedrali, sono loro che dichiarano le guerre, firmano le paci, fanno e disfanno lasciando una scia di cadaveri che non sono mai i loro”  (Dago n° 61 pag. 53/ Il vento della ribellione).

Tra burocrazia, fardelli antichi e stipendi da cortigiani, la sinistra va con i social, a strappare qualche voto a chi si accontenta di poter sopravvivere. La sinistra, che rappresentava il popolino si è liquefatta, anche perché il popolo è stanco, ma aspira alla ricchezza possibile che possa ammetterli a corte.

Intanto oggi come ieri le cronache e la storia raccontano storie dei ricchi, principi, politici, re e regine ancora esistenti e campioni di qualcosa, mentre quelle dei poveri ed invisibili giungono alle cronache per raccontare violenze effettuate e subìte, manifestazioni, queste molto spesso funzionali a quegli altri, e tentativi di riuscita nella scaletta della ricchezza raggiunta.

Si dice di voler cambiare il sistema ma nessuno rinuncia alle comodità raggiunte grazie al gioco degli sfruttamenti di popoli e risorse che l’attuale sistema economico ha determinato. Se ne parla e tanto, ma sono pochi quelli che osano praticare e sperimentare un altro modo possibile di vivere. Di vivere, e non di sfruttare risorse e vita degli altri.

…Ma lo scandalo della Banca Romana (che favorirà la creazione della Banca d’Italia, il 10 Agosto 1893), non è l’umico fatto che turba il paese. … Sebbene lontanissime, le vicende della Banca Romana e dei Fasci Siciliani sono determinanti per la storia d’Italia … “c’è un intimo legame, perché mentre nella prima si scorge la lotta sociale che si svolge in alto, tra le classi dirigenti per ottenere il massimo di godimento possibile, viceversa, nei fatti di Caltavuturo si scorge la lotta dei poveri per ottenere il minimo della sussistenza” (L’inverno dei leoni, Stefania Auci Editrice Nord pag. 254).

“Ci si rivede Dago … certo le circostanze sono diverse … Michael che ci fai qui … non sai che ti esponi alla morte? Da dove credi che venga? Ho perso il controllo dei miei uomini, che si sono trasformati in un’orgia infuriata …”.

In Parlamento i rappresentanti del popolo stanno a fare la conta e si sono trasformati in strateghi senza popolo, che, invece, fa i conti della spesa quotidiana che aumenta, mentre altri vengono sopraffatti da guerre, fame e carestie. Certo, in Europa, regno incontrastato di colonizzatori, stiamo bene e, sebbene senza molto rispettare “una giustizia distributiva”, stiamo affrontando le sfide delle nuove insidie, anche quella dell’Orco Covidde. Se “qualche anno fa” l’1% della popolazione mondiale, di cui si conoscevano i nomi ed i portatori, deteneva la ricchezza del pianeta, ora il 20%, si dice, ne detenga la borsa, i cui nomi sono oscurati dal gioco del capitale, ma i cui portatori siedono nei banchi parlamentari e nelle oscure stanze senza volti del malaffare.

A Natale Dago, possiamo fare un regalo al Drago che governa questo pezzo di mondo chiamato Italia? Certo che sì. Allora, permetti, che dopo averti letto, possa farglieli io.

Caro Draghi, al G20 hai contribuito al bla, bla, bla di rito anche se hai sollecitato un maggiore impegno. Se vero è che son paesi differenti come le monete che hanno una testa ed una croce e tutti nel loro bla, bla, bla hanno detto di amare la terra e gli uomini e forse c’è una sincerità nascosta in tutti, allora “alza la voce perché non succeda che a portare la croce siano sempre i Poveri, mentre i ricchi epuloni continuino a distribuire gli spiccioli!” Il Cristo che nasce e che tu segui, impone una coerenza spaventosa. Per Natale regalati e regalaci questa coerenza. Buon Natale Presidente.☺

 

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