Gli irresponsabili
11 Febbraio 2021
laFonteTV (1945 articles)
0 comments
Share

Gli irresponsabili

Mentre la pandemia miete vittime, continua indisturbata la guerra tra Regione, Asrem e struttura commissariale. Con buona pace di morti, malati e familiari. Gli addetti ai lavori sono pronti a giurare che c’è un motivo ben preciso se queste assurde divisioni sono lontane dal trovare una sintesi: ad inasprire i rapporti ci sarebbe, infatti, il tentativo del commissario Giustini di porre un freno all’extra-budget per i privati accreditati. Si tratta di una materia tecnica e alquanto spinosa, che merita un approfondimento a parte. Ma c’è un filo conduttore che lega Iorio, Frattura e Toma ed è il costante e crescente ricorso ai privati nell’ erogazione dei servizi sanitari. Chi vi si oppone, dal governo centrale al commissario, è il nemico giurato del governatore molisano in carica. Ed è facile capire perché: basta pensare al convitato di pietra che ha deciso le sorti dei governatori in regione, arricchendo le liste con l’enorme consenso nel venafrano.

Mi ha incuriosito, non poco, la prima bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera per far fronte all’emergenza sanitaria. Eravamo nella cosiddetta “fase 1” e Toma prevedeva di coinvolgere le maggiori strutture private accreditate nel caso in cui il Cardarelli fosse andato in sofferenza. L’aiuto dei privati sarebbe stato preferito anche a quello che poteva venire dagli ospedali periferici, Termoli e Isernia, pesantemente indeboliti negli anni. Inutile dirlo, questa “disponibilità” (anche solo potenziale) doveva essere remunerata. Poi, magari mi sarò perso qualcosa, non si è capito quale sia stato il reale contributo dei privati nella gestione dell’emergenza. Qualcuno me lo sa spiegare? A pensar male, potrei asserire che il ruolo delle cliniche accreditate sia stato – come sempre – quello di aumentare i propri fatturati, sfruttando l’ennesima riduzione dei servizi offerti dalla sanità pubblica. È chiaro che – tra focolai Covid, carenza di personale, paure e ritardi – i cittadini esasperati si sono rivolti ancora più di frequente alle strutture private per analisi, esami, visite, interventi.

Intanto, Toma e Renzi sembrano concordi: non bisogna mettere un freno al contributo dei privati. L’asse “Forza-Italia-Viva” tiene banco, Giustini e Movimento 5 Stelle restano isolati contro i lobbisti della sanità. Intanto, mentre i privati si sono tirati fuori dalla “rogna” del Covid, Toma ha continuato a sacrificare l’unico vero ospedale del Molise sull’altare dell’emergenza. Rendendolo, di fatto, inutilizzabile. I dati sono preoccupanti: le prestazioni ordinarie sono paralizzate, le acuzie sono smistate dall’hub agli ospedali periferici, ma ciononostante circa la metà dei pazienti finiti in terapia intensiva al Cardarelli non ne esce viva. La spiegazione si può trovare nel verbale redatto dai Nas in seguito all’ispezione del 10 dicembre scorso: nel reparto è stata accertata la presenza in servizio di 8 medici, 10 infermieri e 3 Oss, a fronte di un organico previsto di 15 medici, 16 infermieri e 10 Oss. Sotto organico, il personale è stato anche costretto a turni massacranti, prolungati fino a 12 ore consecutive. C’è di più: il 15 dicembre i Nas tornano nell’ospedale di Campobasso e accertano che i campanelli installati per ogni posto letto non erano funzionanti.

Come denunciato dal comitato costituito dai parenti delle vittime, forse l’assistenza ai nostri malati di Covid non è delle migliori, nonostante l’abnegazione di medici e infermieri. Se è vero che la carenza di personale ha origini lontane – e che neanche lo sblocco del turnover voluto dall’ex ministro Giulia Grillo è bastato a sanarla – una soluzione temporanea ai lentissimi concorsi dell’Asrem c’era. Il commissario Giustini si era attivato, col beneplacito dell’ex ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, per reclutare personale medico tra i militari: erano stati interpellati 105 ufficiali medici in ausiliaria, nelle varie specializzazioni. Ma Giustini afferma che la cosa è naufragata per l’ avversione di Toma e dell’allora assessore Mazzuto.

Ancora avvolto dal mistero, invece, il caso dell’ospedale Vietri. L’ordinanza del governatore e capo della Protezione Civile, che richiamava all’ordine Giustini, deve aver fatto infuriare quest’ultimo. Che si è voluto levare qualche sassolino dalle scarpe, tornando a razzo su Larino in una nota che è circolata ovunque. Il 12 marzo fu lo stesso Toma a chiedere l’immediata riapertura del Vietri come Covid hospital “sebbene si ignorino – affonda Giustini – le ragioni e le motivazioni per le quali, il presidente Toma, successivamente, abbia cambiato idea in merito”. Convinto nel portare avanti il progetto, forte del consenso di 118 sindaci e del Consiglio regionale, l’ex generale ha chiesto supporto tecnico a Regione ed Asrem, ma “Oreste Florenzano (Dg Asrem, ndr) ha negato il supporto tecnico richiesto”. Il percorso era stato condiviso anche con il direttore del distretto sanitario Giorgetta, ma “quest’ultimo – incalza il commissario – ha poi deciso di tirarsi indietro per ragioni che evito di rendere note”. Un ultimo tentativo di Giustini a favore di Larino Centro Covid c’è stato dopo il prevedibile ritardo nella realizzazione dell’ala Covid presso il Cardarelli. Annunciati come realizzabili in 4 mesi da Toma (era giugno), i lavori all’ex hospice di Campobasso sono ancora in alto mare, dopo quasi 8 mesi. Il risultato? L’ho scritto un po’ ovunque e non vorrei essere ripetitivo, ma il dato di fatto è sotto gli occhi di tutti: l’allegra gestione dell’emergenza ha portato alla sola conseguenza che in Molise si muore di Covid, anche in giovane età e senza patologie pregresse. Ma si muore anche di carenze nell’assistenza sanitaria, tanto che in troppi hanno rinunciato a curarsi.

Dopo avervi tediati, ancora una volta, con le falle della nostra politica regionale, voglio lasciarvi con una riflessione. Il governo regionale preferisce proseguire dritto per la sua strada, nonostante i risultati impietosi, mascherati da una zona gialla a mio avviso immeritata (l’Rt continua ad oscillare e ci vede spesso maglia nera in Italia). Renzi, neanche fosse Craxi ai tempi del pentapartito, dall’alto del suo “zerovirgola” tiene sotto scacco l’Italia intera, per mettere le mani sui fondi straordinari del Recovery fund. Si può dire, in tutta franchezza, che Toma e Renzi siano dei grandissimi irresponsabili, o è peccato?☺

 

laFonteTV

laFonteTV