Gli ultimi 20
18 Settembre 2021
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Gli ultimi 20

La paura di ripeterti quando scrivi, e vuoi trasmettere ad altri le tue riflessioni, è sempre più forte. E sempre più forte è il pensiero di annoiare il tuo lettore con temi che un tempo, non lontano, animavano la politica e la rendevano arte di governare l’ambiente e, con esso, l’economia e la società.

Sin dal primo momento della notizia dell’arrivo del Covid ho pensato, nonostante le tante paure che assalivano il mio animo e la mia mente, alle cause di questa tragedia e, tutte, le ho trovate nei limiti di un tipo di sviluppo che ha portato l’uomo a dichiarare guerra alla Terra. E tutto questo con il consenso del dio che si è dato,  il denaro. Il dio onnipotente del neoliberismo delle banche e delle multinazionali. Il dio che si è appropriato della politica ed ha trasformato i suoi protagonisti in burattini, destinati ognuno a recitare la propria parte, che, come la storia degli ultimi settant’anni dimostra, è quella di depredare e distruggere le risorse e i valori della Terra. Valori e risorse, espressioni proprie di differenti territori, a partire dalla storia e dalla cultura, dalla bellezza e dalla bontà, dalle tradizioni che, da sempre, sono occasioni di incontro e di riconoscimento di identità, sia del singolo cittadino che di un’intera comunità.

Ed è così che ho definito “denaro virus” il Covid-19, con i ricchi sempre più ricchi, affamati come sono di nuova terra e altro denaro. Novelli padroni che, pur sapendo che la terra è rotonda – una palla meravigliosa con i suoi ambienti e i suoi paesaggi, abitata da esseri viventi – non riescono ad avere il senso del limite e del finito e, così, continuano a depredare risorse e a distruggere ogni cosa, con più forza di prima, rendendo ognuno di noi complici dei loro disastri, e, nel contempo, vittime.

A questo tipo di sviluppo si è ribellata, non da oggi, la Terra, inviando continui segnali che, come si può ben capire, il sistema non ha mai preso nella dovuta considerazione. Il clima, la vera grande pandemia, ne è una dimostrazione, con sempre più scienziati che parlano di una fase di non ritorno, vista l’accelerazione dei processi negativi che hanno preso il posto dei rimedi. Impegni presi, quest’ultimi, mai mantenuti dai governi che li avevano sottoscritti a Parigi nel corso della Conferenza sul clima (Cop21), tenutasi nel dicembre 2015. Accordo vincolante mai, purtroppo, rispettato dai 197 Paesi che l’hanno sottoscritto, a partire dagli Stati Uniti dell’era Trump.

Un pericolo che sulla spinta della preoccupazione per il futuro di una ragazzina, Greta Thunberg, è stato percepito dai giovanissimi e, con una serie di manifestazioni, reso impegno di lotta per il proprio futuro in ogni parte del mondo.

La diffusione di questo numero di settembre de la fonte anticiperà solo di qualche giorno uno straordinario evento The Last20 che vedrà protagonisti i Paesi più poveri del mondo. “Ultimi 20”, nel momento in cui i rappresentanti dei 20 più ricchi e più potenti, quelli che detengono il 90% del Pil mondiale e contano il 67% della popolazione, saranno in Italia, il Paese che quest’anno ha assunto il ruolo di presidente del G20, il forum internazionale per discutere del futuro del mondo. In programma una serie di iniziative che confluiranno nell’ incontro finale a Roma del 21, 22 e 23 ottobre.

The Last 20 comprenderà iniziative all’insegna de “i più piccoli insieme ai più poveri per costruire il presente e il futuro con i giovani promotori e protagonisti del dialogo intergenerazionale”, per dire ai potenti della Terra: “Ci siamo anche noi su questo pianeta”.

Il Molise, subito dopo le tappe del 17 e 18 di Settembre a L’Aquila e Sulmona in Abruzzo, sarà sede di una serie di iniziative: il 19 settembre, la mattina ad Agnone e il pomeriggio a Castel del Giudice e, il giorno 20 settembre a la Piana dei Mulini, il prato verde della speranza, che affianca il Biferno all’altezza del Km 7 della statale “Bifernina nel territorio del comune di Colle d’Anchise.

Tutto questo nel momento in cui si registrano solo disastri e gli scienziati parlano di un non ritorno della situazione climatica, con effetti ancor più negativi sull’agricoltura e la distribuzione dei beni alimentari; si allarga la forbice della disuguaglianza con i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più numerosi e sempre più poveri, con 800 milioni di persone che soffrono la fame; aumenta la migrazione incontrollata e si diffondono i focolai di guerre e conflitti; la finanza (banche e multinazionali) hanno nelle loro mani la politica; il modello economico ed agroalimentare continua a divorare crescenti superfici  di territori e, con esse, la fertilità dei suoli, la biodiversità, cioè la vita.

Sta qui l’appello di The Last20 ai “G20” di pensare ed operare per un riequilibrio, nell’orizzonte di un mutamento del sistema, che diventa sempre più pressante a seguito della pandemia che attanaglia il mondo.☺

 

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