Grazie mamma
8 Novembre 2021
laFonteTV (2112 articles)
0 comments
Share

Grazie mamma

Da oggi rimugino su una questione che apparentemente sa di assurdo: quale sia l’invenzione peggiore che l’uomo abbia mai ideato… Mi sono fatto il solito giro nella biblioteca virtuale e a quanto pare si parla di tutto ma non della peggiore invenzione umana. Pensateci un attimo, secondo voi quale potrebbe essere? Io ho riflettuto a lungo e sono giunto a conclusione che la peggiore invenzione umana è tutto ciò che è servito e serve, tuttora, a misurare il tempo. Sì avete capito bene, oggi direi: l’orologio! In quanti modi viene scandito il tempo non oso immaginarlo ma inevitabilmente ne siamo tutti vittime e ne siamo tutti inconsapevoli.

Mi dispiace non ho tempo, il tempo è denaro, il tempo è galantuomo, hai fatto il tuo tempo, è tempo di seminare, è tempo di raccogliere, e tanto altro ancora. Tutto ruota intorno al tempo e alla sua misurazione. Una meridiana del nostro paese riporta un’affermazione alquanto emblematica: misura il tuo tempo e mettilo a profitto. Se non bastasse lo scorrere inesorabile dell’ombra ci pensa la scritta a mettere ansia. Pensiamo tutti di essere dominatori del nostro tempo ma siamo risucchiati dal vortice delle lancette. Stasera sono qui, fermo e impotente, ai piedi di un letto che ospita mia madre e la mia mente è un frullato di tempo che ho trascorso con lei che mi ha generato, accudito, educato, incoraggiato e sostenuto. Il tempo per l’ennesima volta, per me, si è fermato! Il suo respiro faticoso mi rimanda a tutti quelli che oggi non posso più vedere con gli occhi ma che sento tutti qui, vicino a me, in questa stanza. Io amo molto il silenzio perché lo trovo rigenerante ma in questa notte un po’ mi spaventa. Devo, in qualche modo, dominare il tempo, desidero fermarlo ai giorni della spensieratezza, ai giorni dell’incoscienza dove, appunto, il tempo sembra non scalfirti. Sono i giorni delle gioie, dell’amore, della passione, delle relazioni vere, dei traguardi raggiunti, sono i giorni in cui tu, mamma, c’eri con il tuo sorriso e la tua soddisfazione nel vedermi felice. Abbiamo gioito insieme e abbiamo pianto, purtroppo, insieme. Conosco la tua data di nascita ma non conosco la tua età perché una mamma non ha un tempo definito. Ecco il tempo ci ha ammalati, ci ha resi schiavi, ha inseminato in noi il seme dell’ansia. Esiste un antidoto? Si esiste e sono le relazioni, quelle relazioni che si definiscono: per sempre! Ora viviamo il tempo dell’attesa che logora ma nello stesso tempo dà la possibilità all’antidoto di manifestarsi. Ieri, oggi e domani le relazioni restano e combattono il tempo…

Che coincidenza strana, nella tua vita hai dovuto cavalcare il tempo fatto inizialmente di stagioni, che donavano frutti grazie alla generosità della terra e del lavoro tuo e di papà, e successivamente di orari dei treni, a cui badare per chiudere quelle sbarre che fermavano il tempo di qualche persona diretta chi sa dove. Con quel berretto di ferroviere ti sentivi importante e responsabile e hai svolto il tuo compito sempre con grande spirito di generosità lasciando a tanti colleghi un ricordo indelebile. Questo tempo di ricordi deve lasciare spazio alla gratitudine perché, tutto sommato, non siamo mai stati schiacciati dal tempo. Certo si potevano coltivare più relazioni, ma la malattia fisica ha dominato la nostra famiglia ed è stata una lotta continua dove l’obiettivo non era vincere ma resistere il più possibile! Mi è sembrato di assistere al tiro alla fune dove al primo che molla seguono gli altri che non riescono a sostenere la trazione imperterrita del tempo. In questa fatica non siamo stati spettatori ma siamo stati tutti al vostro fianco; in barba ai tanti luoghi comuni, anche e soprattutto tua nuora che hai accolto come tua figlia e lei ha accolto te come la sua mamma. Sono testimone delle parole di mia suocera che educava la figlia al rispetto: “io sto lontano, porta rispetto a tua suocera”. Ecco, mia moglie, ha dedicato tempo, forse il miglior tempo, a te mamma sottraendolo a lei, a me e ai nostri figli ma lo ha fatto sempre con generosità e con autenticità. Ha saputo costruire una relazione filiale pur non essendo figlia e di questo sei andata sempre fiera. Le relazioni vere non conoscono tempo e, come già detto, lo combattono. Se un giorno potessi consigliare una terapia per lo stress o per l’ansia direi sicuramente: non guardare più l’orologio, fai le cose che senti di fare nel rispetto degli altri, non affannarti, vivi istante per istante. In virtù di questa affermazione adesso voglio cogliere ogni tuo respiro per farne memoria quando il tempo tenderà di imprigionarmi nel suo quadrante. Voglio e desidero camminare a fianco al tempo, per il periodo che mi sarà concesso non ha senso rimanere indietro e a maggior ragione non ha senso scappare avanti. Se sarò in grado di fare questo lo vedrò dalle relazioni che saprò coltivare, viceversa sarò solo per sempre. Grazie mamma anche per questo ennesimo insegnamento e grazie a tutti quelli che si sono resi prossimi alla nostra sofferenza: siete il nostro antidoto a questo tempo difficile ma non vittorioso… mai!

Viva e vivi la vita in ogni sua dimensione.☺

 

laFonteTV

laFonteTV