Guardami!
8 Maggio 2021
laFonteTV (2021 articles)
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Guardami!

“Guardami!” Un’accusa o una richiesta di giustizia? Armida Miserere una vita e una morte da Servitrice dello Stato. Ti sei ritrovata, forse tuo malgrado, a ricoprire un ruolo non perfettamente calzante con la tua indole. Ma ci siamo… la Vita a volte ti chiede di giocare una mano senza esclusione di colpi e tu sei BRAVA, troppo brava per tirarti indietro! Più il gioco si fa duro più sfoderi tutte le tue capacità, il tuo intuito, la tua intelligenza lucida. Alzi la guardia e studi gli avversari. A seguire il tuo istinto, ti batteresti a viso scoperto a chi perde perde, come quando giocavi a pallone con i tuoi coetanei maschi nella piazzetta sotto casa dove adesso c’è una targa che ti ricorda; non ti risparmiavano i falli solo perché eri una ragazzetta bionda e mingherlina. Ma il Dolore ti ha insegnato ad essere prudente, oculata, saggia. Se vuoi il risultato (e tu lo vuoi) devi rallentare, agire con calma, quella calma che è propria della tua Gente, della tua terra, delle tue radici.

“-Armida, smetti di girarmi intorno come una trottola!…Vieni qui e guarda l’ago come va su e giù e unisce il tessuto alla trina… Ci vuole pazienza per fare le cose belle e ben fatte”-

È la voce di zia Carmelina che fra i veli e i rasi dei suoi preziosi abiti da sposa che confeziona per le giovincelle della tua Casacalenda, invita, te bambina, ad avere pazienza, ad imbrigliare la tua vivacità in tutto quel bianco, destinato a rivestire i sogni di tante, ma non dei tuoi.

Ed era proprio dei tuoi sogni che si preoccupavano i nonni anche quando da Roma avevano deciso di assegnarti la scorta. I tuoi sogni che facevano piangere e tremare mamma Elisa che cercava con te pace e conforto negli affetti più cari che vi attendevano ogni volta che tornavate nel paesino dell’Appennino molisano.

Tu volevi un mondo più giusto ma non giustizialista. Un mondo fermo nel difendere i diritti di chi era stato offeso, ma che non si dimentica della compassione. Si! Un mondo come te: Direttore delle carceri più aspre e in uno dei periodi più oscuri della storia del nostro Paese, ma con un’ineffabile sensibilità che solo una Donna sa mettere nel fare al MEGLIO la sua professione, fosse anche la più disumanizzante. È vero, quello che è stato detto di te: Armida Miserere, due nomi, due tragedie. Quella di aver portato la tua grande abnegazione e senso del dovere in un ambito professionale che spesso non vuole né l’una né l’altro e la tua dolcezza “vera”, concreta senza smielature, una forza vitale tutta sannita, in contrasto con il mondo carcerario che la negava e la soffocava non riuscendo a cambiare però la tue convinzioni. E allora mi chiedo, e vi chiedo: come poteva una Donna così ispirata e illuminata porre fine alla sua vita negandola e rifiutandola? C’è da non crederci!…. “Guardami!” perché la verità è giustizia e la Giustizia è Amore.☺

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