i moti dei popoli   di Erri De Luca
28 Dicembre 2012
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i moti dei popoli di Erri De Luca

 

Non ho proprietà salvifiche né terapeutiche, non posso salvare vocaboli, ma solo alzare una siepe intorno a una parola cercando di proteggerla dalla falsificazione. Per esempio non posso salvare l'aggettivo "madornale" dall'accoppiamento forzato col sostantivo "errore". Madornale, da maternale, indica in botanica il ramo principale che spicca dal tronco. Ha il senso di legittimo vigore. A braccetto con errore è diventato un guaio.

In questa pagina mi sta a cuore la parola "ondata". Le pubbliche autorità la usano per nominare gli arrivi dei migratori nel territorio italiano. Dicono: ondate migratorie, suggerendo in convinta malafede l'effetto difensivo. Se sono ondate, cosa deve fare un litorale per proteggersi? Respingerle con dighe, scogliere, sbarramenti. Le ondate invadono, sommergono: aiuto! Ma non sono ondate. Sono invece flussi migratori. A definirli flussi però si perde tutto l'effetto difensivo, di paura di fronte a un pericolo. Chi si permetterebbe d'interrompere un flusso? È un crimine strozzare la circolazione. Sono flussi: rinnovano le fibre di una comunità che invecchia e che rallenta il rimpiazzo delle nascite. Sono flussi: vanno a riempire di nuova energia i lavori pesanti che la comunità anziana ha smesso di eseguire. Aggiungono fertilità di nascite e varietà di culture, dall'arte alla cucina.

E i flussi non possono essere fermati. Per esempio da noi oggi abitano cinque milioni di nuovi residenti che non sono passati attraverso alcuna quota programmata. Non li abbiamo invitati anzi abbiamo cercato di respingerli fin dallo sciagurato e volontario affondamento del battello albanese "Kater i Rades" nel Canale di Otranto durante la pasqua d'aprile del 1997, in seguito a speronamento eseguito dalla corvetta "Sibilla" della Marina Militare Italiana. Officiava allora al governo Romano Prodi. Ci si arrogava l'arbitrio di effettuare un blocco navale, usando il vocabolario falso delle ondate migratorie. Da allora in poi non è servita a niente qualunque misura di sbarramento. Neanche la pena di morte sarebbe un efficace deterrente perché quei viaggi l'affrontano già. L'equivalente di dieci Titanic sono spalmati sul fondo del Mediterraneo, naufragando alla spicciolata.

Sono flussi e affrontano le perdite oltrepassando qualunque ostacolo di terra, di mare e di potere. Sono le innumerevoli molecole che formano il flusso. Neanche gli Stati Uniti, efficienti per natura, e con un immenso muro alzato lungo la frontiera del Messico, hanno impedito il travaso ispanico, che oggi è maggioranza del popolo americano. Allora io proteggo la parola "ondata" dalla contraffazione dell'autorità che li accosta ai viaggi delle migrazioni.

Le ondate spettano al mare, qualche volta ai fiumi, per massima concessione si possono estendere alle manifestazioni naturali di caldo e di freddo. Ma sono inapplicabili a descrivere le mosse umane. I pubblici poteri spacciano vocabolario falso, dalle guerre pretese umanitarie, alla legge finanziaria detta di stabilità, che invece scuote forte le tasche di un paese in cui le famiglie vanno a vendersi i piccoli oggetti d'oro.

In fine corsa di questa pagina spero di avere persuaso un lettore a sospettare il vocabolario del potere di falso in atto pubblico. Non sono ondate le migrazioni, sono flussi. Non invadono: irrorano. ☺

 

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