I pollicini compari di procuste
20 Marzo 2021
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I pollicini compari di procuste

Quale necessaria premessa consiglio la rilettura della fiabe di Pollicino e Mangiafuoco, nonché i riferimenti narrativi di Procuste.

C’era una volta un Pollicino, figlio adottivo di un papà di figli litigiosi, diventato “Conte”. Fame, miseria e disgregazione sociale lo convinsero ad accettare la richiesta di aiuto dei fratellini. Il Pollicino Conte, avendo sentito equivoci discorsi tra i fratellini ed alcuni cortigiani, prudentemente, lungo la strada nel bosco che percorreva disseminava pietruzze e ne raccoglieva altre. Stramazzi, paure e litigi dei fratellini gli fecero perdere la strada. Ma, grazie alle pietre lasciate dietro di sé, tornò indietro, strapazzò quei fratellini impertinenti e usò le pietre rimaste per batterle sulle loro teste, in particolare su quel fratellino che intendeva rubargli il titolo di “Conte”.

La madre, impietosita di quei cenciosi e litigiosi figli, essendo una strega lungimirante, convinse il figlio Conte a tornare nel bosco per cercare cibo e futuro. Per l’occasione, conoscendo i gusti di quel figlio adottato, sfornò una bella pagnotta di pane casareccio e lo donò al figlio Conte che lo mise nella sua bisaccia. Entrati nel bosco, tranquillizzato dall’apparente calma dei suoi fratellini e non avendo potuto mettere le pietre nella bisaccia colma, il Pollicino Conte lasciava cadere, malvolentieri, delle briciole di pane, utili in caso di una retromarcia forzata. Mentre attraversavano una magica faggeta, una “fata”, travestita da pipistrello, corse ad avvisare la truppa in cerca di trippa di fare molta attenzione perché nel bosco dominava l’Orco Covidde, custode di un grande tesoro. Pollicino Conte, obbligato dal fratellino aspirante “Principe”, fece retromarcia. Ma, gli uccelli, altri animali del bosco ed anche qualche sprovveduto fratellino avevano mangiato le briciole di pane. Il tesoro ed i denari, come si sa, hanno offuscato e confuso più di un occhio ed ha spinto tante, tante persone ad affrontare avventure pericolose e, talvolta, mortali. Il Pollicino Conte ed i suoi fratellini, allora, decisero che tanto valeva tanto: morire nel bosco, morire di fame oppure affrontare l’Orco Covidde. Decisero di entrare nel castello dove si ritrovarono in compagnia di incoronate figlie, predilette dall’Orco Covidde, decisamente bruttine e scorbutiche. Quando l’Orco Covidde rientrò in casa, sentì subito odor di carne umana senza distinzione di età, rango e nazionalità. Avendo già fatto un lauto pranzo di poveri cristi nelle scorribande planetarie con i suoi magici stivali, decise che non era opportuno rischiare una indigestione. Tolse gli stivali magici e si addormentò. Nella notte oscura, mentre i fratellini spaventati sì, ma come al solito addormentati sui loro malsani pensieri, il Pollicino Conte rubò le corone a quelle bruttine figlie e le pose sulle teste dei suoi fratellini, incurante delle loro trame. Rubò, poi, il tesoro e gli stivali magici all’Orco Covidde. Quando questi si svegliò, nel buio delle prime ore mattutine, confuso dalle corone, mangiò le figlie. Accortosi, dal sapore strano e familiare di quella carne, che aveva fatto un terribile errore, andò su tutte le furie, ma il Pollicino Conte indossò gli stivali magici ed afferrato il tesoro, prese per i capelli tutti i suoi fratellini e li portò in salvo. Tornati tutti a casa, il papà, informato di come si erano svolti i fatti, nonostante il tesoro e gli stivali magici in possesso del figlio ancora Conte e benvoluto dai suoi concittadini, confondendo paesani e cortigiani, decise di chiamare Spider Mario, scompaginando anche tutti gli oscuri pensieri dei figli litigiosi. Questi, sbandati ed un po’ sorpresi, si misero tutti in fila e deferenti alla corte di Spider Mario.

Il Padre, dalla sua casa, osservava incupito la fila di figli e presunti tali che, recalcitrando dietro Spider Mario, nascondendo le pietre ed improvvisandosi maghi, saltimbanchi, acrobati, specialisti in capriole e giravolte, chiedevano briciole di pane per tutti che consentissero loro di sopravvivere per non perdere la legittima che spetta in eredità.  Davvero, davvero “pietoso!”.

La fame e la miseria ci sono, ne vediamo le tracce nel quotidiano della vita. I Politici, che fame non hanno e neanche miseria, giocano con la vita dei cittadini, che giocattolo non è. Risultato: hanno perso le briciole di saggezza disseminate a voce stonata lungo il loro percorso di governo del Bel Paese. Si sono fatti divorare dall’Orco Covidde odierno, che Orco non è, incapaci di scambiarsi le coroncine e dileggiando le corone dei rosari messe in bella mostra da “queelo lì”, improvvisamente illuminato dalla luce UE, come Paolo, apostolo a posteriori, sulla strada di Damasco. Ci avevano raccontato che era il tempo di mettere le ali alla Speranza ed alle riforme per rendere il Bel Paese tale. Nonostante il loro fallimento, di tutti, nisciuno escluso, senza dignità e pudore si rigirano sul loro letto di Procustea memoria rincorrendo i “Colibrì” e cercando di “tirarci” nelle loro mutande consunte. Beh, là ci voleva un Orco intelligente, uno Spider Man ed un Procuste umanoide, ovvero un Draghi di famiglia, che sicuramente li sintetizza tutti, anche se, certo è, non ha la bacchetta magica. “Lor signori”, Deputati e Senatori, imbarcati un po’ tutti ed affidati ai servizi sociali, dovranno rassegnarsi ad esser utili e funzionali ad un “Governo del Draghone” che, utilizzando il tesoro rubato all’Orco Covidde, ci dovrà liberare dall’incubo dei danni prodotti da loro e dal malsano virus. Quelli, affidati per ora ai servizi sociali, già contano e tramano di “traghettare il Draghone nella dimora Reale”, sperando di riprendersi la scena, sicuramente con meno profitti e con il rischio che il Popolo, che ebeti e folli non siamo, “spes contra spem”, possa finalmente scegliere i propri rappresentanti ed a chi affidare il Governo del Bel Paese. … nel frattempo, già tacciono gli infopandemiamaniaci; si suonano le trombe, intonando il vogliamoci bene nazional-popolare e si descrive, con fantasie distorte e funzionali, l’ignoto arcobaleno del patrio Draghi.☺

 

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