il baro…
2 Dicembre 2010
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il baro…

 

Occhi di ghiaccio, passo felpato,

veste elegante ed è un birbante.

Chi lo rimira lo trova indefesso,

alto, snello e pensa a se stesso.

Si muove con garbo, da professionista,

proprio da grande pokerista.

Bleffa senza assi e ti fa fesso,

arraffa la posta e si fa tosto.

Sempre nascosto, agisce lesto,

ha pure la barca e fa il modesto.

Viaggia in Audi con un macchinone,

ha tante case e pure un Villone.

Da Duronia se n’è scappato

dopo averlo dis…amministrato.

Da bravo alfiere e buon cavaliere

lì ha eletto un suo destriero.

Con piglio arcigno e pugno duro

se n’è venuto a Vinchiaturo.

Guarda e passa a Campobasso

dove il pallon portò al collasso.

Parole, fumo e varie promesse,

lasciò tutti come stoccafissi.

Era proprio il Presidente

con squadra perdente e lui vincente.

Chi lo rincorre e ancora inveisce,

tante urla ma l’è andata liscia.

Gran giocatore e perfetto attore

se ne andò con Aldo imprenditore.

Tra tante quisquiglie è indaffarato

e varie imprese ha amministrato.

Gira e rigira era sempre lo stesso,

lui  è il dritto e gli altri i fessi.

Appese le scarpe dell’impresa

col venafrano è andato sposo.

E con un colpo da peone

s’è ritrovato alla Regione.

Prima silente e sempre chino

s’è fatto infilare nel listino.

Giunto a Palazzo con un gran mazzo

ha lasciato Aldo come un razzo.

Lesto è passato con Michelone

che ha allargato il suo gruppone.

Eletto pure Presidente

proprio nella Commissione Ambiente.

Lì ci son strade, appalti e progetti,

musica sacra per il Berardetto.

Poche risorse, mancano i soldi

serve un idea alla Bertoldo.

Ecco che arriva la pulita energia

e oplà quanta allegria.

Siete arretrati malcapitati

a non capire la moderna genialata.

Nell’ozono c’è pure un buco

e lui ci si infila come un bruco.

L’effetto serra va combattuto

e l’Adelmo parte a spron battuto.

Pale a mille in ogni dove

con tante imprese che non badano a spese.

Quanti progetti casertani…

ma non è meglio registrarsi a Milano?

Non capite niente voi perdenti,

con le pale si salva l’ambiente.

Col terremoto a Romagnuolo

lui s’era preso una bella sola.

Poi è arrivata l’energia col vento

e si è rianimato il Presidente.

Faccio una legge per il futuro…

ma è solo una grande fregatura.

Proprio esperto il pokerista

ad aprire una nuova pista.

Ma mentre ancora se la gusta

arriva Sgarbi e gli ridà la busta.

Urla e sbraita il personaggio

in difesa del paesaggio.

Fermate le pale, è una legge vergogna,

e l’Adelmo mette alla gogna.

Lui impassibile incassa con classe,

guarda al cielo e aspetta che passa.

Il Brigante del Matese

 

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