Il futuro della democrazia. C’è ancora spazio per la Sinistra?
2 agosto 2017
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Il futuro della democrazia. C’è ancora spazio per la Sinistra?

Dalla destra xenofoba ai populismi che si spandono a macchia d’olio.. lo stato dell’arte della politica globale

In queste ultime settimane abbiamo avute diverse elezioni: Francia, Gran Bretagna e le amministrative italiane. Mai come in questa fase di transizione e di grande precarietà storica, le elezioni sono il termometro dello stato febbrile del corpo sociale, un indicatore eloquente di cosa si muove nella pancia e nella testa dei cittadini. Il rischio però di perdersi nella segnaletica elettorale è grande, ne sono testimonianza le opinioni oscillanti di molti commentatori della politica. Prima, pochi mesi fa, sembrava che tutto fosse sul punto di essere travolto, ora dopo la sconfitta della May, la vittoria di Macron e il passo falso del Movimento Cinque Stelle tutto sembra essere tornato in ordine. Ovviamente le cose non stanno così, per la elementare ragione che le contraddizioni che hanno messo in movimento la destra xenofoba, razzista e i diversi populismi in Europa prima e poi negli Stati Uniti, sono ancora lì: la crisi economico-sociale non ha fatto un reale passo indietro, il terrorismo continua la sua opera devastante, l’onda anomala dell’immigrazione non si ferma e i partiti si sono persi nella terra di nessuno. Pur tuttavia sarebbe sciocco non cogliere segnali e novità, anche di grande importanza che da questi ultimi passaggi elettorali sono venuti.

[caption id="attachment_19017" align="alignnone" width="590"] foto: http://www.express.co.uk/[/caption]

C’è ancora spazio per la sinistra?

Da Londra arriva un messaggio chiaro: un uomo di 70 anni, coerentemente di sinistra da una vita, contro i suoi stessi parlamentari e contro l’élite del Partito Laburista, ha quasi vinto le elezioni, prendendo il 40 per cento. Un miracolo secondo le categorie classiche della politica. In realtà le elezioni inglesi ci dicono una cosa con chiarezza: gli ideali e i programmi di una sinistra autentica che è radicale nei contenuti e vicino al popolo nello stile di vita può raccogliere e vincere la sfida per il cambiamento, così come stava per accadere a Londra. La ragione di questa novità è semplice: la crisi economica di questi ultimi venti anni ha disgregato quei ceti medi che sono stati il cuore della stabilità sociale e ha determinato la proletarizzazione di grande parte delle società occidentali. Qui nasce il vento del populismo e il ribellismo “dell’uomo qualunque”, ma anche la possibilità di un vero cambiamento democratico e di sinistra.

Il nuovo che avanza contro la crisi dei partiti

In Francia un giovane tecnocrate, radicalmente filoeuropeo ha prima vinto bene contro la destra di Le Pen e poi ha stravinto le elezioni per il Parlamento contro tutti i partiti. L’elezione di Macron pone un secondo ed attualissimo problema, ovvero la crisi dei partiti, dei sistemi politici e per alcuni versi della stessa democrazia. Macron vince al di là del suo programma, vince perché tutti, proprio tutti, compresi la Marin Le Pen sono gli eredi del vecchio sistema politico- istituzionale. La vera sfida per Macron comincia ora, quando sarà evaporato il profumo della novità e dovrà affrontare concretamente la difficile situazione della Francia e dell’Europa.

[caption id="attachment_19018" align="alignnone" width="900"] foto: http://www.lifegate.it/[/caption]

L’Italia dei conservatori

In Italia il guazzabuglio delle amministrative con le sue centinaia di liste civiche rende più complicata la comprensione del risultato elettorale, ma qualcosa di sensato si può dire.

In primo luogo la destra. Dire che la destra è rinata, è semplicemente uno svarione. In Italia la destra per cultura diffusa e per interessi materiali ha avuto e continua ad avere la maggioranza relativa del paese. Berlusconi è un mago, ma senza questa condizione obiettiva anche lui avrebbe potuto fare ben poco. Il problema della destra è squisitamente politico, ma se il Cavaliere e Salvini troveranno una soluzione, una quadra politica, allora il blocco della destra sarà seriamente candidato ad essere la coalizione vincente alle prossime elezioni politiche.

[caption id="attachment_19019" align="alignnone" width="1000"] foto: http://www.lastampa.it/[/caption]

M5S: tra sortite “di destra” e capacità di rappresentare ancora il malcontento

Grillo è in evidente difficoltà politica. È una difficoltà politica prima ancora che elettorale. La sua sortita sullo ius soli ne è una eloquente testimonianza: pur di raccogliere voti il leader dei Cinque Stelle fa di tutto, compreso negare ai ragazzi cresciuti ed educati in Italia il diritto di essere italiani, peraltro in contraddizione solare con quello che sino a poco tempo fa aveva sostenuto lo stesso movimento. Per non parlare dello sconsiderato elogio di Trump, Grillo che si è presentato come un ambientalista radicale è arrivato a sostenere il nuovo presidente degli Stati Uniti che, nelle intenzioni e nei fatti, è il più grande inquinatore al mondo. La confusione nella testa di Grillo deve essere tanta e i limiti di una politica ridotta a propaganda iniziano a vedersi, ma attenzione a non prendere lucciole per lanterne. Sarebbe un grave errore ritenere che il Movimento Cinque Stelle sia fuori gioco o che abbia perso la sua spinta propulsiva. La crisi di legittimità del sistema politico-istituzionale che è il vero propellente del successo grillino, è ancora sul tavolo e per alcuni versi, guardando i numeri dell’assenteismo nelle ultime elezioni in Francia come in Italia, la situazione sembra ancora più compromessa.

[caption id="attachment_19020" align="alignnone" width="630"] fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/[/caption]

Quale futuro per la Sinistra in Italia?

Infine il PD e Renzi. Quella del segretario del PD è una singolare parabola. Renzi che si è presentato come il grande rinnovatore e il rottamatore dei dinosauri del potere politico italiano, in poco tempo ha ripreso il filo della tradizione trasformista del nostro paese. Né poteva essere diversamente, perché quando il potere perde di sostanza e quando il gusto del comando diventa un fine in sé, allora è facile perdere la ragione e rischiare continuamente il comico della commedia e/o il dramma della tragedia. Così stanno le cose. Il nostro Renzi è leggero nei suoi volteggi politici, ma al pari tempo le sue scelte rischiano di essere drammatiche per il futuro del paese.

[caption id="attachment_19021" align="alignnone" width="900"] foto:https://www.possibile.com[/caption]

La partita non è definitivamente compromessa e in Italia esisterebbero ancora le condizioni per una rinascita di una coalizione democratica e di sinistra, ma sarebbe necessario ben altro di ciò che oggi passa il convento dei partiti grandi e piccoli che vengono dalla tradizione della sinistra italiana. Comunque la questione è complessa, lunga e troppo seria per essere affrontata in coda a un articolo che può considerarsi solo una premessa di quello che è il problema dei problemi dei nostri giorni: il futuro della democrazia e della sinistra nell’epoca della globalizzazione.☺

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