il naturalismo partenopeo
30 Giugno 2010
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il naturalismo partenopeo

 

L’esperienza straordinaria di Caravaggio (1571–1610), artista di temperamento inquieto, che era riuscito a superare l’accademismo manierista, segnò profondamente la visione dell’arte a Napoli, inaugurando una nuova concezione estetica fondata sull’intensità dei contrasti e sulla drammatizzazione della luce.

 “Quo semel est imbuta, recens serbavit odorem testa diu” (l’orcio nuovo conserva a lungo l’odore di ciò di cui  è stato riempito la prima volta). Bernardo De Dominici, biografo settecentesco  dei pittori napoletani, citava questo verso di Orazio per spiegare Giovanni Battista Caracciolo (1578 -1635), detto Battistello, il pittore che più di altri aveva saputo intendere il messaggio caravaggesco. Battistello nell’interpretare l’arte di Caravaggio ne stralcia la componente naturalistica per accordare la preferenza alla funzione altamente semplificatrice della luce; esalta l’inclinazione geometrica dei piani di luce in quanto generatrice della geometria delle ombre.

Interpretazione stilistica

“Immacolata con i Santi Domenico e Francesco da Paola”. Il De Dominici nella descrizione del 1742 così si esprime: “il pittore ha rappresentato la Vergine in piedi sulla testa del drago; in basso è Adamo che reca in mano una mela, mentre con l’altra indica la firma del pittore. Al centro si vedono i gigli, lo specchio, la rosa, la palma; in alto Dio Padre, mentre in basso sono raffigurati S. Domenico e S. Francesco da Paola”. Considerato posteriore al viaggio Romano di Battistello, il Longhi nel 1915 sottolinea la stretta parentela con le opere napoletane del Caravaggio. “Gli impacci disegnativi e compositivi di origine tardo manierista della sua formazione vengono quasi del tutto superati dall’uso profondamente rinnovato della luce cui viene affidata una funzione unificatrice”. “L’impiego di modelli vivi, la complessità iconografica della scena, la vera miniera di particolari e di spunti rendono la pala un quadro pilota per un’intera generazione di pittori napoletani dal Sellitto al Ditale” (catalogo mostra-Rassegna d’Ischia, p. 210). Il “Battesimo di Cristo”, datato 1610, è considerato uno dei capisaldi della pittura napoletana del Seicento per l’audace invenzione delle due figure singole sullo sfondo scuro, pura ideazione dell’autore. Per l’intensità del lume e l’esecuzione rapidissima evidente in certe scorrette abbreviazioni formali che si fanno sorprendenti nell’ombra portata dalla canna sul petto del Battistello o sul dorso del Cristo, il dipinto in esame resta il tentativo più lucido e chiaramente formulato da parte del Caracciolo di ripensare ad opere del secondo tempo napoletano del Merisi” (Carmine Negro, La rassegna di Ischia, catalogo della mostra novembre 1991 – gennaio 1992  p. 212).

Liberazione di S. Pietro

È senza dubbio uno dei dipinti più importanti del primo seicento italiano. Fu commissionato dal Pio Monte della Misericordia, una delle più ricche e provvide associazioni assistenziali presenti nel viceregno della prima metà del ‘600. Rappresenta Pietro che, liberato dall’Angelo, incede tra i soldati immersi nel sonno. L’eleganza di alcuni passaggi, certe preziosità materiche nella veste dell’Angelo o nell’abito rosso vinato di Pietro ricalcano effetti consimili di Gentileschi e del Caravaggio.

Battistello a Baranello (CB)

Chiesa di S. Michele Arcangelo: di notevole valore artistico sono i quadri esposti lungo le navate laterali e il transetto, tra cui la “Deposizione di Cristo” di Giovan Battista Caracciolo. Il Battistello riporta l’episodio sacro ad un’estrema intensità di racconto sopprimendo ogni orpello retorico. Quest’opera documenta in termini chiari il momento di massimo interesse per la soluzione compositiva nel gioco della luce. Il gusto della materia pittorica più preziosa si può osservare nei particolarissimi effetti perlacei dell’incar- nato del Cristo giacente nella rigidità che nello stesso tempo il gioco delle luminescenze rende sinuosamente flessibile. I personaggi che fanno da contorno sembrano ritirarsi nel compianto per lasciare all’osservatore lo spazio di contemplare il mistero.☺

jacobuccig@gmail.com

 

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